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Guatemala: senza oro si può vivere, senza acqua no!

Gli esperti sono sicuri: oggi la causa principale delle guerre (anche di quelle di “liberazione”) è il petrolio, la causa delle guerre di domani sarà l’acqua.
Quando pensiamo ai problemi dell’acqua pensiamo all’Africa, al Medio Oriente. Ma i problemi non sono solo lì
22 marzo 2006 - Flaviano Bianchini

In un paese come il Guatemala, dove le precipitazioni sono più che abbondanti per sei mesi l’anno, sufficienti gli altri sei mesi e l’altitudine elevata riduce le temperature a valori simili a quelli della primavera mediterranea, l’acqua non dovrebbe certo essere un problema. Ma non è così.
Qui in Guatemala è in atto una sorta di paradosso per cui acqua ce n’è ma non è accessibile. Proprio ieri al terzo foro mondiale sull’acqua in corso a Città del Messico è emerso che il 90 % dell’acqua guatemalteca è inquinata e quindi non accessibile.
Facciamo un po’ di matematica. In media ogni guatemalteco ha a disposizione 12 milioni di litri di acqua ma di questi solo 1 milione sono potabili. Se dividiamo questo valore per 365 otterremo che ogni guatemalteco avrebbe a disposizione ogni giorno 2.740 litri. Quasi 3 m3. Non è tantissimo ma ci si può ancora accontentare (certo se tutta l’acqua fosse pulita i m3 sarebbero 30).
La miniera d’oro di San Miguel Ixtauacan e Sipakapa consuma 250 m3 di acqua per ora. Dato che lavora 24 ore al giorno significa che la miniera consuma 6.000 m3 di acqua pura e potabile al giorno. Ovvero quella che spetterebbe ogni giorno a 2.000 guatemaltechi. In realtà un contadino guatemalteco consuma 30 l di acqua al giorno quindi, insistendo con la matematica, ogni giorno la miniera consuma l’acqua che consumano 200.000 contadini guatemaltechi. Se consideriamo che in Guatemala attualmente ci sono 386 richieste di concessione mineraria i numeri cominciano a fare paura.
“Senza oro si può vivere, senza acqua no!”
Questo è uno degli slogan con cui noi di Madreselva ci stiamo battendo per la sospensione delle licenze minerarie in Guatemala.

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