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Il programma "Yo si puedo" è volto a consolidare lo sforzo per l’alfabetizzazione

Bolivia: il paese festeggia la sua vittoria contro l'analfabetismo

Cuba ha giocato un ruolo di primo piano nell'impegno assunto dal governo boliviano nel campo dell'istruzione
15 maggio 2007 - David Lifodi

Poco meno di due anni fa il viceministro venezuelano dell'Istruzione, Daniel Rojas, dichiarava con soddisfazione che il suo paese era libero dall’analfabetismo: la "Mision Robinson", che aveva permesso ai venezuelani di imparare a leggere e scrivere, era riuscita a suscitare il consenso di numerosi paesi dell'America Latina.
Oggi invece è la Bolivia a festeggiare la sua vittoria contro l'analfabetismo: la campagna d'istruzione e alfabetizzazione condotta dal governo Morales ha dato dei risultati più che soddisfacenti con ben 87 mila persone, in gran parte abitanti nelle zone più povere del paese, che hanno imparato a leggere e a scrivere in un anno. Il successo della campagna lanciata da Morales può a buon diritto essere iscritta tra i fattori positivi dell'Alba (l'Alternativa Bolivariana delle Americhe), a cui stanno dando principalmente impulso Cuba, Venezuela e Bolivia. Proprio Aleida Guevara, parlando al Convegno Europeo sull'America Latina tenutosi a Pistoia a fine Marzo, sottolineava come la principale priorità del continente latinoamericano fosse l'istruzione gratuita per tutti, e non a caso Cuba ha giocato un ruolo di primo piano nella lotta intrapresa dal governo boliviano per sradicare l'analfabetismo. Tuttora lavorano in Bolivia 127 consulenti cubani nell'ambito del programma "Yo si puedo", volto a consolidare lo sforzo per l'alfabetizzazione di cui si è fatto carico il governo di Evo Morales. Inoltre, sempre da Cuba, sono stati donati ai boliviani 30 mila televisori e videocassette e oltre 500 mila abbecedari in lingua quechua e aymara, le due maggiori etnie indigene del paese insieme a quella guaranì. Il programma sociale per l'alfabetizzazione in Bolivia, per molti aspetti simile alle varie "misiones" attuate dal presidente venezuelano Chavez, probabilmente non si fermerà qui. "Se il governo Morales intende dar vita ad una rivoluzione democratica culturale" - spiega Ramón Rocha Monroy (giornalista boliviano già viceministro della Cultura) – "dovrebbe cominciare con la gratuità dei beni culturali", riferendosi principalmente alla possibilità per tutti i cittadini di potersi permettere la lettura dei libri. A questo proposito Ramón Rocha Monroy prende ancora come esempio Cuba e la sua Fiera Internazionale del Libro che ha reso possibile nel paese la divulgazione di centinaia di opere letterarie, dall'Ulisse di Joyce a biografie di personaggi politicamente impegnati come Zapata e Sandino. La proposta di Ramón Rocha Monroy al suo governo è quindi quella di promuovere libri a prezzi molto bassi, e di conseguenza creare le premesse per rendere la lettura accessibile a tutti, con l’aiuto dei governi di Cuba e Venezuela, poiché come non manca di ricordare Aleida Guevara "l’istruzione gratuita è un diritto per tutti e non può essere un business".

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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