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Peru: lotta alla corruzione, linciato il sindaco di Ilave

Prima il blocco per 24 giorni dei ponti e delle strade che collegano Perù meridionale e Bolivia. Poi i 10mila manifestanti indigeni Aymara sono passati alle maniere forti.
28 aprile 2004 - Christian Benna


A Ilave, capoluogo della provincia di El Collao nei pressi del Lago Titicaca, lo riporta la Reuters, un'avanguardia inferocita dei protestanti ha rapito e ucciso in piazza il sindaco della città, accusato di corruzione. Al linciaggio è seguita la guerriglia urbana: molotov e pietre lanciate contro la stazione della polizia che ha reagito con forza. Altri 19 funzionari del comune sono stati sequestrati dai facinorosi.

Nell’ennesima bufera politico giudiziaria peruviana il sangue torna a scorrere, a triste ricordo della brutale guerra civile degli anni ottanta tra il governo di Lima e la ribellione maoista di Sendero Luminoso.

Il corpo del sindaco di Ilave Cirilo Fernando Robles, ucciso per “multiple lacerazioni e per un’emorragia degli organi interni” è stato ritrovato senza vita sotto un ponte della città. Inutili i soccorsi all’ospedale.

Fonti della Efe parlano di vero e proprio linciaggio di piazza. Dopo 24 giorni di proteste pacifiche, la turba dei manifestanti ha sbaraccato picchetto e barricati che avevano sigillato i confini sud orientali con la Bolivia. E alcuni manifestanti hanno scelto l'atto di forza: hanno prelevato il primo cittadino di Ilave durante una sessione di un consiglio municipale e lo hanno ucciso a calci e pugni accusandolo di aver stornato sui proprio conti denaro pubblico della povera regione.

Robles ha sempre rifiutato di dimettersi dall’incarico malgrado le pressione degli indigneni Ayamra, maggioranza etnica della regione.

In un comunicato del 16 aprila la Mesa de Concertaciòn para la lucha contra la pobreza de Perù aveva denunciato: “Un’altra volta ancora il popolo è messo al margine dal potere. Le proteste non sono ascoltate, anzi sono bloccate in un sistema chiamato democratico. I media distorcono la realtà in cui viviamo quotidianamente. Sentiamo tutta l’impotenza e l’ingiustizia insieme con il popolo che manifesta pacificamente“.

Poi le proteste hanno preso tutt'altro tono. In seguito alle percosse ricevute un altro consigliere municipale, Uriel Aguilar, è stato ferito gravemente ed è in prognosi riservata presso l’ospedale di Ilave.

Il neo-ministro dell’Interno Fernando Rospigliosi, che ha preso l’incarico dopo l’ultimo rimpasto del traballante governo del presidente Toledo, ha ordinato alla polizia di tenere a bada gli assalitori impedendogli di “prendere ostaggi e armi da fuoco”.

Ma la situazione non è tornata alla normalità, anzi sui 16 dei 19 funzionari rapiti è calato un silenzio preoccupante. Tre sono stati rilasciati: degli altri non si sa nulla da 24 ore.

Le violenze di Ilave non sono però incidenti regionali. L’amministrazione Toledo, in costante crisi di fiducia tra la popolazione, è agli sgoccioli travolta da scandali di ogni sorta, dalla corruzione ai video di Montesinos.
In questi giorni anche a Lima è teatro di violente proteste di piazza.

Note:

http://www.warnews.it/index.php/content/view/687/33/

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