Latina

La militante indigena è stata assassinata il 5 marzo scorso

Guatemala: uccisa Dominga Ramos

Lottava per la nazionalizzazione dell’energia elettrica e per i diritti delle donne maya
10 marzo 2020
David Lifodi

Manifestazione per Dominga Ramos

“È stato un uomo con un berretto al contrario ed un tatuaggio verde sul braccio. Entrato in casa, ha chiesto di Doña Minga. Mia suocera si è alzata dall’amaca, ha aperto la porta e l’uomo ha fatto fuoco contro di lei”. Questa è la drammatica testimonianza di Judith Raquel, nuora di Dominga Ramos, esponente del Codeca- Mpl (Comité de Desarrollo Campesino-Movimiento por la Liberación de los Pueblos), uccisa il 5 marzo scorso, alle 17.30, nella comunità Las Delicias (Suchitepéquez), in Guatemala.

Dominga Ramos, 53 anni, era una lottatrice sociale delle comunità in resistenza per la nazionalizzazione dell’energia elettrica. Suo marito, Miguel Ixcal, è anch’esso dirigente di primo piano del Codeca. Da anni, le comunità indigene guatemalteche sono scese in lotta contro Energuate, l’impresa nazionale che eroga l’energia elettrica nel paese, con il sostegno di Codeca ed Mpl, le cui insegne sono disegnate anche all’ingresso della casa della coppia, come ha ricordato Ollantay Itzamná, che su Alainet ha denunciato l’omicidio della donna ricordandone il suo impegno politico.

Dominga Ramos e suo marito erano stati tra i fondatori del Movimiento por la Liberación de los Pueblos, che, nel 2019, in occasione delle ultime elezioni, aveva ottenuto un buon quarto posto nelle preferenze di voto nonostante l’ostilità del governo e la scarsa informazione sul partito da parte della stampa. Attualmente Miguel Ixcal fa parte dello staff di Vicenta Jerónimo, unica deputata del Mlp al Congresso guatemalteco.

L’omicidio di Dominga ha un evidente risvolto politico poiché suona come l’ennesimo avvertimento al Codeca, ritenuto una pericolosa minaccia dall’oligarchia guatemalteca, e rappresenta un avvertimento a tutte le comunità in resistenza e agli attivisti per i diritti umani. Con l’assassinio della donna sono 17 gli omicidi che hanno come vittime militanti del Codeca, che ha denunciato la vile uccisione della donna come “parte della violenza strutturale contro i movimenti sociali e coloro che lottano per la costruzione di uno stato plurinazionale e del buen vivir”, sollecitando le autorità a fare luce sul crimine.

La nazionalizzazione dell’energia elettrica è, da anni, una delle maggiori rivendicazioni delle aree rurali del Guatemala, accusate da governo ed Energuate di promuovere allacci abusivi responsabili dei frequenti blackout che si verificano in tutto il paese. Energuate, che spesso ha definito le comunità come “delinquenti”, è controllata da Actis Capital, multinazionale inglese che secondo le popolazioni maya sfrutta le aree più povere del paese. I militanti delle organizzazioni sociali che hanno sfidato Energuate sono stati spesso messi all’indice dalla stampa, sequestrati e anche assassinati, come dimostra il caso più recente, quello di Dominga Ramos.  Nel 2011 l’inglese Actis ha acquistato Deorcsa-Deorsa, l’impresa nazionale di energia elettrica, denominandola in seguito Energuate.

Per sostenere Energuate, il governo da anni ha dichiarato guerra alle comunità in resistenza e ai due principali movimenti sociali impegnati nella battaglia per la nazionalizzazione, Codeca e Frente de Resistencia en Defensa de los Recursos Naturales y los Derechos de los Pueblos. Spesso Energuate ha sospeso l’erogazione di energia elettrica alle comunità in lotta.

Il nuovo avvertimento al Codeca, in stile mafioso e soli pochi giorni prima dell’8 marzo, rappresenta un ulteriore messaggio di morte al fine di addomesticare la ribellione delle comunità. Hasta siempre, Dominga!

Note: Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
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