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Peru': Furia collettiva contro sindaci e autorita' municipali sconvolgono il paese

16 maggio 2004 - Mario Manzini, coordinatore Mlal-Area Andina
Fonte: MLAL


Dieci giorni di un autunno australe ci hanno riportato alla dura e spietata realt?di un paese sudamericano, che finora non ?riuscito neanche a mettere in agenda il tema della governabilit?

Pur trattandosi di casi diversi nella loro dinamica, si sono prodotti negli ultimi giorni fatti di grande gravit?che ci obbligano, o meglio, obbligano le autorit?nazionali, a prendere in serio il tema della credibilit?delle istituzioni pubbliche.

Ilave. Il 26 aprile una folla inferocita, dopo pi?di 20 giorni di proteste e di blocco della strada tra Puno e la frontiera boliviana, assalta la casa del sindaco provinciale, Cirilo Robles, e lo lincia fino alla morte. Accusato di "normali" atti di corruzione, probabilmente "semplice" rivale del vicesindaco, ma sicuramente "capro espiatorio" di un disagio maturato in anni di oblio ed emarginazione, il popolo aymara di Ilave chiede, oltre alle dimissioni del sindaco, anche il passaggio alla sovranit?boliviana. 30 poliziotti facevano rispettare "l´ordine pubblico", che da due settimane aveva messo a repentaglio la normalit?del lato peruviano del mitico Lago Titicaca. ?arrivata una commissione governativa di negoziazione da Lima; risposta: "non abbiamo niente da negoziare". In effetti.

Pucallpa. Il 21 aprile viene assassinato da sicari un giornalista locale, Alberto Rivera, che attraverso un programma radiofonico locale denunciava con fermezza le presunte attivit?economiche illegali dell´attuale sindaco provinciale di questa citt? Luis Valdez, imprenditore, accusato di traffico illegale di legno amazzonico; inoltre, lo scorso anno, senza soffrire nessuna conseguenza giuridica, la polizia trov?in un camion della sua impresa 100 chili di pasta basica di cocaina. Due giorni dopo, Gavino Muñoz, sindaco indigeno shipibo del comune limitrofe di Iparia, alla terza elezione consecutiva e leader riconosciuto e rispettato, veniva assassinato da sicari a Pucallpa, mentre si accingeva a testimoniare in Tribunale per un processo di traffico di usura.

Yurimaguas. Il 24 aprile scontri tra una fazione favorevole al sindaco del distretto di Lagunas e una maggioranza di oppositori provocano vari feriti; tema di fondo: le dimissioni della massima autorit?per corruzione. Il 27 aprile un gruppo di indigeni Aguarunas prende come ostaggio il sindaco di Cahuapanas (altro comune della provincia di Alto Amazonas), Osvaldo Peralta, accusato di corruzione; per rappresaglia, gruppi indigeni Chayauitas prendono come ostaggi un gruppo di Aguarunas chiedendo a cambio la liberazione del sindaco. Poi saranno liberati tutti rimanendo in loco una situazione esplosiva.

Ayaviri. Il 23 aprile il consiglio comunale di Ayaviri decreta la sospensione per un anno del sindaco in carica Ricardo Chavez, accusato di malversazione, corruzione e cattiva gestione dei programmi di assistenza sociale. Anche qui si produce uno scontro tra la fazione favorevole e l`altra contraria.

Il panorama parla di 166 sindaci (su 1800) a livello nazionale che si trovano attualmente in processo di revocatoria (prevista dalla legge elettorale, deve essere richiesta da un minimo di 25% della popolazione elettorale di un territorio e deve essere ratificata in una consulta con il 50 + 1% dei voti). Accuse ordinarie: corruzione, malversazione, abuso di autorit? Oltre ai 166 moltissimi altri sono messi in seria discussione dalla propria cittadinanza (non tutti raccolgono le firme; esempio: nel caso di Ilave non esisteva processo di revocatoria in corso). Il Presidente Toledo "possiede" attualmente il 7% di popolarit? il Parlamento il 10% o gi?di l? Dati che parlano da soli e che si traducono in una tragedia della politica: la mancanza di rappresentativit? che emerge da un pi?lontano problema di riconoscimento reciproco. Il problema di uno stato senza cittadini e senza cittadinanza. Per i teorici, democrazia senza demos, come dire una banca senza denari.

Per? Dal 20 aprile in poi sono in mobilitazione di protesta a livello nazionale i seguenti settori: "Cocaleros", chiss?il movimento che sta richiamando l´attenzione dell´opinione pubblica, impegnata in una durissima lotta mediatica per criminalizzare contadini in situazione pauperrima che solo chiedono di essere considerati come parte in causa (ma questo merita un articolo a parte, qui solo vale contestualizzare); Minatori, che dopo circa 15 anni tornano in strada a rivendicare la negoziazione collettiva, semplicemente; Insegnanti, che un anno dopo chiedono al governo solo di mantenere gli impegni presi di aumentare una quota annuale di salario; Medici del settore pubblico, per miglioramento salariale e qualit?del servizio; Pescatori artigianali, che chiedono da anni una regolamentazione del settore e investimenti per modernizzare il settore.

Giusto per corroborare il concetto espresso: le opinioni possono essere sempre sindacabili (si pu?dimostrare tutto e il contrario di tutto), ma i fatti sono questi e qualcosa vorranno pur dire.
Due curiosit?sul Bollettino Municipale. La prima, si tratta tutte di zone dove il MLAL opera con progetti, grandi, piccoli, in corso, futuri, passati: calma, ?solo un caso, perch?come dimostrato, riguarda un p?tutti. Anzi, ci stimola a continuare a rimanere "sul fronte" della lotta per la dignit? La seconda, pi?che una curiosit? una constatazione delicata, ?che si tratta di zone a forte presenza indigenza (Aymara a Ilave, Quechua a Ayaviri, Shipibo a Pucallpa, Aguarunas y Chayauitas a Yurimaguas), per dimostrare, secondo l´opinione di codesto articolo, l´alienazione di intere Nazioni in uno stato assente o semplicemente eteronomo (in parole povere: non sovrano, governato da altri).

Note:

Movimento Laici America Latina: www.mlal.org

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