Bolivia: la " libanizzazione " del paese
Bolivia: La "libanizzazione" della Bolivia Andres Soliz Con la scioltezza di uno squartatore di professione, il Ministro argentino della Difesa, Jose' Pampuro, ha manifestato a Radio 'Rivadavia' di Buenos Aires la propria preoccupazione riguardo la 'libanizzazione' che vive la Bolivia a causa dei suoi conflitti sociali e politici. Sega alla mano, Pampuro assicura che il paese si dividera' in tre parti. Una sara' Tarija, che si annettera' ad un altra repubblica (a quella argentina, senza dubbio), regione che, casualmente, detiene quasi il 90% delle riserve boliviane di gas naturale. Le altre due avanzeranno per i restanti vicini. Egli ha segnalato, inoltre, che il problema verra' analizzato durante una visita ad Haiti che compira' nei prossimi giorni, assieme ai colleghi Jose' Viegas, del Brasile, Michelle Bachellet, del Cile, e Yamandu' Fau, dell'Urugay ('La Prensa', 26-06-04). Ricordiamo che il Libano ha affrontato durante gli scorsi anni degli spaventosi conflitti, interni ed esterni. A seguito della Guerra dei Sei Giorni, nel 1967, perse una parte del proprio territorio per mano di Israele e costitui' un importante scenario bellico durante la Guerra dello Yom Kippur del 1973. Gli scontri armati provocarono un aumento del numero dei rifugiati palestinesi in territorio libanese, fatto che scateno' una sanguinosa guerra civile, iniziata nel 1975 ma attraversata dai momenti piu' cruenti, come i massacri di Sabra e Chatila, tra il 1977 e il 1980. La successiva ondata di crimini ed attentati ha impiegato molto tempo a placarsi. Non sappiamo quante di queste disgrazie desideri Pampuro per la Bolivia, paese che, secondo le ingenue parole del Presidente Carlos Mesa, ha deciso di vendere gas all'Argentina come atto di solidarieta' nei confronti del popolo argentino. E non e' che pensiamo che i boliviani non debbano essere solidali con la patria di San Martino e Scalabrini Ortiz; e' solo che questa vendita e' stata stabilita dalla spagnola Repsol, filiale Bolivia, assieme alla Repsol, filiale Argentina, allo scopo di obbligare il governo di Kirchner ad aumentare le tariffe nel suo mercato interno, obiettivo che e' stato pienamente raggiunto. Con ulteriore ingenuita', Mesa aveva assicurato che neanche una molecola del gas boliviano venduto all'Argentina sarebbe stata poi esportata in Cile, dal momento che il suo governo ha deciso di usare il gas come arma strategica per recuperare la costa marittima, persa nella guerra del 1879. Pochi giorni prima che iniziasse l'esportazione, l'Argentina ha ratificato le sue vendite al paese transandino, non di gas boliviano, probabilmente, ma della materia prima disponibile rimasta inutilizzata dopo i rifornimenti dalla Bolivia. La notizia e' di 'Ripley' che, contemporaneamente, ha rivelato che le compagnie petrolifere che operano in Bolivia vendono al Cile gas di petrolio liquefatto (GPL) senza alcun intermediario. Pochi giorni fa Mark Falcoff, l'esperto ibero-americano dell'American Enterprise Institute (AEI), un centro di periti neoconservatori al servizio del vicepresidente statunitense Dick Cheney, ha annunciato che la Bolivia si disintegrera' se le transnazionali non venderanno il gas di Tarija al Messico o agli USA. E' questo il punto che, secondo Pampuro, discuteranno ad Haiti i Ministri della Difesa di Argentina, Brasile, Cile e Uruguay? Perche' ad Haiti, paese dal quale pochi mesi fa e' stato espulso il presidente Aristide, democraticamente eletto, e che ha subito un'invasione nordamericana, per poi ricevere l'appoggio dei soldato cileni, argentini e brasiliani? I paesi vicini alla Bolivia non divrebbero contribuire a 'libanizzarlo', dato che in qualsiasi momento potrebbero subire la sua stessa sorte. Piuttosto, dovrebbero dare impulso tutti insieme alla creazione di Petroamerica, la compagnia petrolifera latinoamericana suggerita dal Presidente Hugo Chavez del Venezuela, allo scopo di frenare la politica imperialista di Washington. Martedi' scorso, il cancelliere di Kirchner, Rafael Bielsa, ha dichiarato: 'La verita' e' che il Governo argentino e' stufo che l'Ambasciatore degli USA a Buenos Aires, Roger Noriega, si intrometta nelle questioni interne dell'Argentina' ('La Razon', 30-06-04). Il diplomatico americano aveva manifestato la sua preoccupazione per le manifestazioni di disoccupati che avevano bloccato le strade e occupato le sedi di alcune transnazionali. E' arrivato il momento che Bielsa dica a Pampuro che smetta di essere il portavoce di interessi che oltretutto opprimono il popolo argentino.
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