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Guatemala: stabilità e pace in crisi

12 ottobre 2004 - Mimmo Chirico
Tom Koenigs, presidente della missione dell’ONU MINUGUA, nel suo rapporto afferma che le amministrazioni del governo guatemalteco “si sono impegnate ad applicare gli accordi di pace del 1996 per poi mostrare una volontà politica vacillante. Purtroppo le riforme strutturali più profonde contemplate da quegli accordi sono rimaste indietro”. Sempre nel rapporto si afferma che, benché non vi sia l’intenzione da parte del popolo guatemalteco di tornare alla piaga della guerra civile, la forte corruzione, la deprimente povertà e la criminalità rischiano di portare alla sollevazione popolare.

La missione ONU

La missione MINUGUA è presente nel paese del 1994, da quando si cercò di risolvere il conflitto civile che insanguinava il paese dal 1960 ed ha mandato fino alla fine dell’anno.

  Dalla fine del conflitto del 1996 si sono succeduti tre governi che non hanno ancora risolto il problema della popolazione indigena che rappresenta la maggioranza del paese. La missione, nel suo rapporto indica come iniziative auspicabili il libero accesso alle terre ai nativi e una più diffusa alfabetizzazione. terminato il mandato della Minugua, sarà la procura speciale per i diritti umani ad assumere la funzione di verifica degli accordi di pace.  

Allarmante anche la condizione delle donne  

“Esiste una spirale crescente di omicidi nei confronti delle donne in Guatemala; facendo una previsione, il bilancio delle vittime potrebbe arrivare a 700 assassinii entro la fine dell’anno”, questo e quanto afferma, secondo un lancio MISNA, Susan Villarán, relatrice speciale della Commissione interamericana dei diritti umani (Cidh) impegnata in questi giorni in una missione investigativa nel Paese centroamericano.

  “La situazione – continua la  Villarán – è aggravata dal fenomeno dell’impunità: in relazione ai 341 omicidi registrati dall’inizio del 2004, la polizia ha arrestato appena 11 sospetti; in sede giudiziaria sono stati recentemente aperti tre processi per altrettanti assassinii di donne, ma risalenti al 2003”.

Secondo la “Red de la no violencia contra” gli episodi di efferata violenza contro le donne in Guatemala non hanno risalto a causa della mancanza di interesse da parte delle autorità e della forte discriminazione ancora esistente verso il genere femminile.

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