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    MareNostrum Newsletter n. 3

    15 luglio 2005 - Stefano Mencherini (regista RAI e giornalista indipendente)

    1) (ANSA) - ROMA, 14 LUG - Nota di Stefano Mencherini, giornalista indipendente e
    regista Rai.
    C'è da trasecolare alle dichiarazioni che hanno
    rilasciato l'on. Fassino e alcuni altri noti esponenti dei Democratici di Sinistra
    in tema di CPT, ovvero le nostre Guantanamo. Non e' bastata a Fassino la grande
    assise di Mare Aperto capitanata dal presidente della regione Puglia
    Nichi Vendola che ha portato la stesura di un documento sottoscritto da altri 12
    presidenti di regione per la chiusura dei Cpt. Non e' bastata la visione privata che
    hanno fatto
    autorevoli esponenti dei Ds come l'on. Violante, per esempio,già oltre due anni fa,
    del mio film inchiesta Mare Nostrum che denuncia l'illegalita', oltre che le torture
    e le
    sevizie che sarebbero avvenute dentro il piu' grande e piu' vecchio Centro di
    permanenza d'Italia, quello della fondazione Regina Pacis di Lecce, che e' stato
    modello per tutti gli altri CPT italiani. Non sono bastati a questi autorevoli
    membri della sinistra i suicidi, i gravissimi atti di autolesionismo, i pestaggi
    delle forze dell'ordine, gli scioperi della fame degli internati, e le denunce di
    numerosissimi parlamentari anche del loro partito.
    DI fronte a questa cecita', di fronte a questa ostinazione che non e' accettabile da
    chi ha a cuore i diritti umani e i diritti civili di uomini donne e bambini, non
    rimane che augurarsi che i cittadini non solo italiani alle prossime elezioni
    sapranno scegliere e decidere di votare per chi i valori dei diritti umani e dei
    diritti civili, compresi quelli per una informazione libera e pluralista li
    difendono davvero. Come le decine e decine di persone (parlamentari, comunisti e
    cattolici, poeti e antirazzisti, vedi www.peacelink.it) che stanno facendo dal 24
    giugno uno sciopero della fame a staffetta e ad oltranza per denunciare lo scempio
    che sta avvenendo nel nostro paese proprio su questo fronte, sciopero della fame
    totalmente oscurato
    dai mezzi di informazione italiani che in questo caso non ho timore a definire mezzi
    di disinformazione di massa. Ricordiamo che la protesta è tesa anche a richiedere un
    incontro ormai divenuto urgente con il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
    Ciampi.

    2) Le frontiere chiuse della Francia... e i pestaggi dei suoi gendarmi

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA (presentata oggi 14 luglio)

    RUSSO SPENA Al Ministro dell’interno

    Per sapere – premesso che:

    - il 10 giugno u.s., presso la Frontiera di Menton in Francia viene fermato il
    cittadino iraniano Kaveh Amirhossein, nato a Teheran, il 20/12/1973, residente a
    Orte (VT) in Via Resano n. 6, domiciliato in Roma in Via Aurelio Saffi n. 25 scala A
    int. 9, con regolare carta d’identità rilasciata dal comune di Orte (VT), e con
    regolare cedolino di rinnovo di permesso di soggiorno rilasciato il 10/11/2004
    dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Viterbo;

    - il signor Kaveh Amirhossein si stava recando in Francia, insieme all’Associazione
    “Titubanda Casbiab”, per partecipare al Festival di Fanfare;

    - il bus sul quale viaggiava veniva fermato per un controllo documentale da parte di
    gendarmi francesi presso la Barriera Autostradale de La Turbie. Essendo il Kaveh
    Amirhossein sprovvisto di passaporto iraniano, veniva accompagnato presso i locali
    della Polizia francese di Ponte S. Luigi, dove veniva percosso con calci e pugni
    sulla faccia e sulle gambe con “riduzione della fisiologica lordosi cervicale,
    ecchimosi reg. frontale sn, ecchimosi regione temporale sn, ecchimosi braccio dx e
    tracce di graffi in regione periscapolare dx e sn. Contusione coscia dx faccia
    laterale e lieve impotenza funzionale ATM. Prognosi gg. clin. 15” come dichiarato
    nel verbale di Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Bordighera (vedi
    allegati). Il giovane gridando dal dolore, dichiarava di essere in regola in
    Italia, mostrando il cedolino del permesso di soggiorno. I gendarmi, per tutta
    risposta facevano a pezzi il cedolino del permesso di soggiorno e buttandoglielo in
    faccia gli gridavano “vai via, tornatene in Italia” –:

    - quali azioni diplomatiche e di protesta nelle sedi internazionali, bilaterali e
    multilaterali, il Ministro ha effettuato o ritiene di dover effettuare di fronte a
    simili comportamenti non spiegabili se non ritenendoli razzisti.

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