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    Interrogazione al Ministro dell'Interno

    Maltrattamenti al "Regina Pacis"

    10 gennaio 2003 - On. Mauro Bulgarelli

    AL MINISTRO DELL’INTERNO PER SAPERE, PREMESSO CHE:

    in data 30/11/2002 una delegazione di cui faceva parte l’interrogante si recava presso il Centro di Permanenza Temporanea “Regina Pacis”di San Foca (Lecce) per verificare le condizioni di permanenza di numerosi cittadini extracomunitari ivi ospitati;

    nel corso di tale visita, la delegazione raccoglieva numerose testimonianze degli extracomunitari su presunte violenze cui molti di loro sarebbero stati sottoposti in più di una occasione ad opera di operatori civili in servizio presso la struttura in oggetto; tali operatori avrebbero abitualmente in dotazione bastoni;

    nel corso del sopraluogo effettuato la delegazione ha avuto l’opportunità di incontrare alcuni extracomunitari, in particolare di nazionalità marocchina, che il 22 novembre avevano tentato la fuga dal “Regina Pacis” e che erano poi stati ricondotti all’interno della struttura da personale civile che ivi prestava servizio; essi raccontavano di essere stati portati a piccoli gruppi, dopo il loro tentativo di fuga dal centro “Regina Pacis”, all’interno di un locale e duramente percossi con bastoni di legno e calci con anfibi, da alcuni operatori del centro di nazionalità albanese, russa e turca.; inoltre un altro cittadino marocchino riferiva di essere stato ammanettato ed esposto nudo l’intera notte nel cortile del centro e un suo connazionale riferiva di essere stato percosso nei locali del dormitorio, alla presenza di tutti i suoi compagni, come ulteriore forma di umiliazione;

    gli extracomunitari presentavano lividi, tumefazioni, punti di sutura ed alcuni di loro avevano arti fasciati o ingessati; alla richiesta di delucidazioni avanzata dai componenti della delegazione al direttore della struttura questi rispondeva che le ferite erano conseguenza della caduta dal balcone durante la fuga; tuttavia molti degli extracomunitari fuggiti erano stati ripresi a diversi chilometri di distanza dal “Regina Pacis” e questa circostanza pare incompatibile con la tesi che le ferite riscontrate loro dalla delegazione fossero ripercussioni della caduta, visto che in questo caso i fuggitivi non avrebbero avuto la possibilità di allontanarsi rapidamente e a così grande distanza dalla struttura; gli extracomunitari sostenevano, viceversa, di essere stati malmenati una volta ripresi e che in più di un’occasione operatori interni alla struttura erano ricorsi a percosse e sevizie, oltre che a minacce e intimidazioni, nei loro confronti; inoltre, al fine di nascondere l’accaduto e in previsione della visita della delegazione, undici magrebini coinvolti nel tentativo di fuga, alcuni dei quali feriti, sarebbero stati precipitosamente rimpatriati;

    se non ritenga opportuno avviare immediate indagini tese ad appurare la veridicità delle affermazioni rilasciate dagli extracomunitari ai membri della delegazione a riguardo della presenza di operatori civili che ricorrerebbero abitualmente all’uso della violenza; in particolare, se risponda al vero che in occasione del tentativo di fuga effettuato in data 22 novembre, numerosi degli extracomunitari catturati furono violentemente percossi da operatori del “Regina Pacis” e da carabinieri in servizio.





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