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    Rom: Storie di Pavia

    Ileana e Viktor, 22 anni insieme ma da un po' "mai una notte d'amore"

    La coppia vive in tenda con cinque figli, che nessuna scuola vuole più
    8 settembre 2007
    Fonte: Liberazione (http://www.liberazione.it)

    Pieve Porto Morone nostra inviata
    Vivono in una tenda coi cinque figli e si lamentano perché dal giorno dello sgombero non hanno mai passato "una notte d'amore". Ventidue anni di matrimonio, Ileana e Viktor parlano e gesticolano come due attori abituati a recitare insieme da una vita, battibecchi inclusi. Viktor compie 41 anni proprio oggi, nel 2000 si trasferisce da Slatina a Milano lasciando Ileana e figli in Romania, e fa qualsiasi mestiere: autista, giardiniere, buttafuori, cameriere, barista, muratore. L'agosto del 2006 Ileana arriva coi ragazzi e decidono di trasferirsi alla ex Snia. Il primo giorno utile, Ileana iscrive quattro dei cinque bambini alle scuole perché "ci tengo che abbiano una istruzione come l'abbiamo avuta noi". Parlano rumeno, romanés, inglese, russo, francese, spagnolo: "amiamo le lingue straniere". Viktor oggi compie 41 anni e aspetta l'inizio della vendemmia, la moglie lavora come donna delle pulizie e come lavapiatti in una pizzeria di Pavia. Il Comune ha promesso una casa a partire da lunedì, "ma per noi sarà una soluzione provvisoria perché vogliamo accendere un mutuo". Questi giorni hanno sentito i pavesi urlare "camere a gas!", e a Viktor sono venuti in mente i racconti della nonna deportata in un campo di concentramento della Transnistria e poi miracolosamente scappata: "Ero piccolo e sul lettone tremavo quando mi parlava dei russi e dei tedeschi che sparavano, della gente che moriva di tifo". Dicono che purtroppo la maggioranza dei pavesi è razzista, e sono razzisti anche gli assistenti sociali che un giorno dissero al piccolo Marco: "Ma lo sai che puzzi?". "In Romania abbiamo i migranti africani, arabi, indiani, e lo Stato li aiuta. Perché in Italia non è così?". Hanno imparato, Ileana e Viktor, a dire che non sono rom perché temono di non trovare lavoro. Nella tenda stanno male e hanno freddo, per fortuna don Dario invita i ragazzi nella casa dei giovani e parla con Ileana quando le prende lo sconforto: "Ileana non preoccuparti, rimarrai pochi giorni nella tenda e poi finalmente vivrai in una casa normale con le lenzuole pulite come eri abituata in Romania". Le danno fastidio i pavesi che nascondono il portafoglio e stringono la borsetta quando le passano accanto; un giorno nell'autobus una donna le chiese "ma perché non tornate a casa vostra?" e lei rispose: "Non bisogna mettere le persone nelle pentole come gli spaghetti, perché non siamo tutti uguali". Perché Ileana è in Italia da un anno soltanto, parla bene l'italiano ma traduce i proverbi rumeni pari pari.

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