Cie Bologna

Salmata si presenta in questura e viene portata nel Cie di Bologna

Salmata è una ragazza della Costa D'avorio. A causa della sua vulnerabilità e della sua inconsapevolezza si presenta davanti alla in questura. Invece di sbrigare le pratiche per la regolarizzazione, viene inaspettatamente arrestata e la notte stessa portata come una criminale all’interno del Cie di Bologna.
24 ottobre 2009 - Andrea Onori

Salmata Bamba è partita dalla Costa D’avorio ed è arrivata in Italia chiedendo la protezione internazionale. Una ragazza semplice, umile e troppo vulnerabile per affrontare la crudele realtà di questo Paese. Parla poco la lingua italiana, è timida e per questo motivo non può tirar fuori le unghie per far riconoscere i suoi sacrosanti diritti. E così, invece di avere lo status di Rifugiato, ad agosto di quest’anno riceve un mandato di espulsone. Nonostante tutto è rimasta in questo Paese in cerca di lavoro. Finalmente lo trova. Inizierà a fare la badante presso una famiglia di Napoli. Poi, succede l’impossibile, ciò che non avrebbe mai creduto potesse succedere in un paese democratico.

Qualche settimana fa si è recata in questura per le ultime pratiche di regolarizzazione. Era felice, perché finalmente poteva lavorare ed avere quel pezzo di carta che può cambiarti veramente la vita. Entra in questura ed invece di sbrigare le pratiche per la regolarizzazione, viene inaspettatamente arrestata e la notte stessa portata come una criminale all’interno del Cie di Bologna. Come succede un po’ a tutti non ha avuto neanche il tempo di prendere le sue cose personali.

Una beffa tremenda per la ragazza che a causa della sua vulnerabilità, le autorità, si sono presi gioco di lei. “I miei familiari pensando che lei avesse in agosto lo scadere del permesso di soggiorno hanno avviato tutte le pratiche per metterla a posto con i contributi, ecc” dice G.L., la figlia di questa famiglia che voleva regolarizzare il suo lavoro. G.L. continua affermando: “La mia famiglia aveva già messo in moto tutta la pratica per metterla in regola, pagati contributi ecc ecc. Allora perchè inviarla al Cie se lei ha in effetti un lavoro ?”.

Salmata, che conosce pochissimo l’italiano si è ritrovata in cella senza sapere neanche il perché. La ragazza ora è triste e sconsolata. “Ho chiesto se posso portarle un pacco con indumenti e sapone dato che lei stessa mi ha riferito che si lava solo con acqua e che non si cambia da quando è stata reclusa all’interno del centro” dice G.L..

La nuova legge sull’immigrazione, “il pacchetto sicurezza”, ha etichettato tutti gli immigrati con lo scopo di catturare qualsiasi clandestino. Una caccia all’uomo, al diverso. Le singole storie di una vita spezzata, agonizzante, non interessano alle nostre autorità, preferiscono generalizzare. Molti ragazzi e ragazze umili sono rinchiuse nei Cie, anche dopo 20 anni che hanno lavorato in nero per l’Italia e per gli italiani. Ma, invece di dare a loro un riconoscimento, li sbattiamo in galera.

Onori Andrea

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