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    Rifugiato in Egitto, il clandestino Gesù

    La fuga in Egitto , menzionata dal Vangelo secondo Matteo, di un clandestino. Un episodio che narra la travagliata infanzia del piccolo bambino rivoluzionario e di tante altre piccole anime innocenti che fuggono da una persecuzione, alla ricerca di un mondo che non c'è
    24 dicembre 2009 - Andrea Onori

    La fuga di Gesù in Egitto, menzionata dal Vangelo Secondo Matteo, è un episodio che narra la travagliata infanzia del Bambino rivoluzionario. Oggi, sarebbe visto come un fazioso sovversivo da eliminare, sicuramente non con la crocifissione, ma con altri metodi repressivi.

    Secondo la tradizione cristiana, insieme a Giuseppe e Maria, Gesù di Nazareth attraversò il deserto e riuscì a evitare la strage degli innocenti di Erode il Grande. Chissà, se nei giorni d’oggi, sarebbe andata in porto la fuga di un umile falegname, una donna e un neonato. Erano poveri, certamente non calciatori milionari o figli di despoti mondiali.

    Forse, in questo fine 2009, avrebbe attraversato le intemperie del mar Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Ma, nel momento in qui sarebbe approdato in Italia, per lui e la sua famiglia, non ci sarebbe stata una grande festa, neppure accoglienza. Il piccolo Gesù sarebbe stato infatti segregato dentro un Cie con la sua famiglia. Oppure, sarebbe stato prontamente respinto e condannato a morte da un Erode il Grande del XXI secolo.

    Il clandestino Gesù intraprese un tempestoso cammino verso l’Egitto. Trascorse giorni e giorni sotto al sole cocente del Nord Africa, in mezzo al deserto, senza cibo, né acqua. In quei momenti, Gesù era un irregolare e scappava dalla persecuzione. Secondo l’opinione, che ci hanno inculcato i nostri tiranni, Gesù sarebbe uno dei tanti, un poco di buono semplicemente perché diverso dalla maggioranza.

    Anche Roger Binda Mpia, un ragazzo della Repubblica Democratica del Congo, è scappato da una feroce persecuzione. Aveva qualche anno in più e prima di fuggire vide suo fratello e il portiere di casa a terra in mezzo a una pozza di sangue. Sarebbe accaduto anche a lui, se non fosse scappato. Arrivò in Italia e, dopo mesi di attesa, la Commissione territoriale di Torino ha respinto la sua richiesta di Status di rifugiato. Una beffa. Roger soffre, come succedeva a Gesù nel vedere tanta ingiustizia e indifferenza da parte di tutte le istituzioni e della stragrande maggioranza delle persone.

    Gesù: Dio fatto uomo, secondo il Cristianesimo, un semplice predicatore per gli ebrei, un profeta per i musulmani, un impostore per i Pagani, un semplice uomo giusto per molti, un poco di buono per la maggioranza degli italiani di oggi che criminalizzano il diverso. Perché anche lui, era diverso e discriminato.

    Forse, solo per portare avanti una tradizione popolare senza senso, oppure per comodità, oggi Gesù viene acclamato e venerato per quello che gli uomini ci hanno costruito sopra nel tempo e non per quello che era. Il suo messaggio di umanesimo, ribellione, altruismo per il più debole e per l’altro non è stato recepito nell’Italia di oggi che respinge, espelle e insulta.

    Oggi, una persona come Gesù sarebbe stato dalla parte dei più vulnerabili, non avrebbe etichettato alcuno sulla faccia della Terra. Non avrebbe voluto un mondo dove l’uomo si eleva a divinità calpestando i diritti altrui. Sarebbe in prima fila nella lotta contro il potere, nelle manifestazioni contro il razzismo, contro l’ignoranza dell’essere umano e contro l’ingiustizia. Difenderebbe ogni forma di essere umano e non farebbe mai discriminazioni di sesso, di religione o di colore.

    La sua filosofia non è stata ancora capita o forse non conviene capirla fino in fondo, sarebbe una sconfitta di questa società e dei valori subdoli troppo lontani dalla realtà. In questi giorni, non avrebbe voluto vedere ciò che succede: scambi di doni, sprechi, vestiti nuovi, addobbi costosi, tutto nel Nome di Gesù Bambino. Mentre il popolo è in festa, muoiono milioni di bambini, come tutti i giorni, avanzano progetti nucleari sempre più distruttivi, mentre povertà, guerra e indifferenza stanno distruggendo l’intera umanità.

    Forse avrebbe voluto vedere un altro mondo, più solidarietà e accoglienza, più umanità e meno guerre. Oggi, sarebbe più contento se ci vedesse con un altro spirito e dediti all’altro. Ma nel notare disuguaglianza e razzismo in eccesso nel mondo probabilmente avrebbe esclamato: “Non c’è nulla da festeggiare, datevi da fare”.

    Onori Andrea

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