Migranti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

    Sulle rive dell'Enza 5 giorni di palloni e melting pot

    11 luglio 2004 - Daniele Barbieri
    Fonte: Migranews - http://www.migranews.net - 06 luglio 2004

    Qualche giorno fa il quotidiano scozzese "Daily Report" ha scritto che gli
    Europei di calcio in Portogallo hanno grande importanza ma che il vero
    evento sportivo di questi giorni è l'ottava edizione dei "Mondiali
    antirazzisti" che si tengono dal 7 all'11 luglio a Montecchio, vicino
    Reggio Emilia.
    Nel raccontarlo Carlo Balestri (responsabile di "Progetto ultrà") si
    stupisce non tanto per l'interesse che simili manifestazioni hanno fuori
    d'Italia ma piuttosto con la ricorrente sordità del nostro mondo sportivo.
    Eppure quest'anno gli organizzatori dei "Mondiali antirazzisti" qualche
    risposta l'hanno avuta. E infatti la mattina del 5 luglio li presentano in
    una sala ornata da una maglia del Chievo e da un gagliardetto del Brescia
    (con la firma di Roberto Baggio). "Oltre queste due squadre" racconta
    Balestri "ci ha risposto solo il Pescara, per il resto silenzio". Curioso:
    considerando che iniziative simili sono ormai consolidate in molti Paesi
    europei e che per i prossimi Mondiali in calcio in Germania già si pensa a
    organizzare iniziative parallele con ultras, immigrati, associazionismo per
    ricordare che è buona cosa dare calci un pallone ma ottima prendere a
    calcioni al razzismo.
    Storici e ultras: la coppia che non scoppia (titolino)
    A organizzare i Mondiali Antirazzisti è una strana - almeno in apparenza -
    coppia: il "Progetto Ultrà", promosso dall'Uisp
    (<http://www.progettoultra.it/>) e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna, che
    da tempo è impegnato nel contrastare i comportamenti intolleranti e
    xenofobi, presenti dentro e fuori gli stadi di calcio, con il dialogo e con
    iniziative sociali rivolte ai tifosi; e l'Istoreco
    (<http://www.istoreco.re.it/>) cioè l'Istituto per la storia della Resistenza
    e della società contemporanea che ha sede a Reggio Emilia. Collabora
    attivamente la rete Fare (Football Against Racism in Europe). La
    manifestazione ha il sostegno della Regione Emilia-Romagna, della Provincia
    di Reggio Emilia, del Comune di Montecchio, con contributi anche dalle
    reggiane Cgil, Coopsette, Unieco.
    Per la cronaca l'anno scorso questi furono alcuni dei vincitori: la "Coppa
    fairplay" andò (in base alle segnalazioni degli avversari) all'Antifa
    Aktion Berlino dove "anti-fa" va intesa come abbreviazione; la Wiara Lecha,
    arrivata in pullman dalla Polonia, prese la "coppa chilometri"; la "Coppa
    ultrà" (il tifo più rumoroso) fu conquistata dalle Brigate neroazzurre
    dell'Atalanta; a meritarsi la "Coppa fedelissimi" 4 squadre del Ford di
    Sheffield (Inghilterra) sempre presenti a questi mondiali con squadre miste
    di migranti somali, bengalesi e pakistani; la "Coppa amici" alle Brigate
    gialloblu di Modena perché ogni sera organizzarono grigliate aperte a
    tutti; la squadra di Bologna anti-razzista conquistò la "coppa per la
    migliore squadra mista"; infine la "Coppa mondiali anti-razzisti" andò al
    Roter Stern Leipzig per i molti incontri organizzati su questi temi. Nel
    torneo il primo posto venne conquistato all'Associazione araba di
    Novellara. Le coppe sono tutte uguali… tranne una, che è più grande e più
    bella: la "Coppa invisibili" però non viene assegnata; essa è
    simbolicamente dedicata alle squadre che non sono potute venire a causa
    degli ostacoli opposti dalle ambasciate italiane (in Nigeria, Ghana,
    Macedonia e Bosnia Erzegovina un anno fa) o a causa di gravi lutti che
    hanno colpito le comunità (nel 2003 a Reggio e Treviso).
    Montecchio non ha più paura (titolino interno)
    "Nei primi due anni c'erano timori, poco dialogo. Comprensibile forse per
    una cittadina di 9 mila abitanti non abituati a tanti forestieri e per di
    più con l'etichetta di ultras. Poi il dialogo è partito e ora sono tutti
    felici che a luglio la popolazione raddoppi": a raccontarlo è Azio Minardi,
    assessore allo sport di Montecchio il cui bel parco ebbe già notorietà ai
    tempi delle feste della rivista satirica Cuore. Entusiasti a Montecchio
    anche i commercianti, categoria di solito un po' sospettosa verso i raduni
    giovanili, i quali ammettono che alla loro felicità contribuisce
    "l'incassare più a inizio luglio che in tutto il resto dell'anno" come
    ricorda Silvana Cavalchi, presidente dell'Uisp Emilia Romagna. E infatti
    l'anno scorso tutto andò benissimo e suonò dunque particolarmente fuori
    luogo la protesta di tal Giuseppe Rossi, segretario del "Nuovo Psi" della
    Val d'Enza, che tuonò soprattutto contro "i cori anti-berlusconiani dei
    tedeschi a cui, con gioia, si sono uniti quella parte di italiani che non
    perdono occasione di esternare urlando la loro incapacità di esprimere
    concetti politici seri".
    Per questa ottava edizione sono attese 168 squadre, in rappresentanza di 17
    Paesi, e oltre 6000 partecipanti di almeno 40 nazionalità che per lo più
    campeggiano qui nei tre spazi attrezzati con accesso gratuito, come
    gratuito è l'utilizzo delle strutture sportive e l'ingresso ai concerti
    serali. Funzionano ristoranti e bar con menù di cucina tradizionale,
    vegetariana ed etnica, a prezzi molto contenuti. In bella evidenza anche
    alcuni prodotti del commercio equo-solidale.
    Le partite dovrebbero essere 483 ma ci sono anche concerti, dibattiti, una
    "piazza anti-razzista" con mostre e proiezioni mentre la sera del 9 luglio
    un corteo colorato di pupazzi e tamburi attraverserà Montecchio. Le squadre
    sono maschili (92), femminili (4) e miste (72): a formarle gruppi di ultras
    italiani ed europei (sicuri quelli di Milan, Atalanta, Genoa, Manchester
    United, Schalke 04, Rapid Vienna), associazioni di migranti (annunciate
    "rappresentative" di Senegal, Cile, Kosovo, tanto per fare qualche esempio)
    organizzazioni anti-razziste, centri giovanili.
    "Non è facile fare arrivare squadre da fuori Italia" spiega Matthias
    Durchfeld dell'Istoreco "ma quest'anno, grazie anche alla solidarietà di
    molti, riusciamo a portarne tre: una viene dalla Macedonia (l'anno scorso
    fu impossibile), la seconda è una rappresentanza degli africani a Budapest,
    la terza arriva dalla Palestina grazie all'impegno dell'associazione
    milanese Jalla: sono ragazzi della striscia di Gaza che in un dibattito (il
    9 luglio alle 18) ci racconteranno cosa significa fare sport in una società
    sotto assedio".

    "E' un torneo assolutamente non competitivo" evidenzia Carlo Balestri:
    "nessun arbitro, solo segnatempo con squadre che si confrontano non si
    scontrano".
    Se i "pallonari" nostrani snobbano Montecchio all'estero non è così. E
    anche quest'anno arrivano molti messaggi, fra gli altri quelli
    dell'olandese Mario Melchiot, difensore del Chelsea, che dice: "E'
    grandioso quando un gioco può essere usato per incoraggiare tutti a stare
    insieme e mescolarsi".
    Quest'anno fra gli ospiti c'è l'inglese Paul Elliot, ex difensore del
    Celtic e Chelsea (ma anche del Bari e del Pisa) che probabilmente tirerà
    due calci… e che la sera del 10 luglio parteciperà a un dibattito,
    organizzato dalla rete Fare, su razzismo e anti-razzismo negli stadi nella
    "Piazza" dove vengono esposte le testimonianze di ogni gruppo partecipante.
    "Il calcio non è responsabile per i problemi della società ma deve
    prendersi carico ugualmente dei suoi problemi perché il calcio è parte
    della società" spiega Paul Elliot: "La cosa più importante è fare attività
    contro il razzismo. Non avrei immaginato 10 o 15 anni fa che saremmo
    arrivati a fare attività di tale qualità e importanza".
    "E siccome l'anti-razzismo è pulito" puntualizzano gli organizzatori,
    "quest'anno abbiamo previsto l'uso di molti materiali bio-degradabili e
    comunque vogliamo coinvolgere tutti nella raccolta differenziata… Sperando
    che ottenga almeno lo stesso successo della tenda di massaggi shiatzu per
    quelli che hanno colpi o fatiche da assorbire".
    Nell'ambito del "Progetto giovani", la Regione Emilia Romagna ha appoggiato
    costantemente l'iniziativa, con finanziamenti previsti dalla legge 21 del
    '96 e anche in forza dell'articolo 9 ("Misure contro la discriminazione")
    della nuova legge regionale sull'immigrazione, la numero 5 del 2004. (*)
    "E' una iniziativa che, nel corso del tempo, ha consolidato migliaia di
    presenze da tutta l'Europa e una forte tensione sociale" ricorda Gianluca
    Borghi che è assessore regionale alle Politiche sociali: "Calcio, musica e
    tantissimi giovani uniti per sconfiggere il razzismo. La Regione, sin
    dall'inizio, è stata parte della manifestazione che, grazie a Uisp e
    Istoreco, diventa ogni anno più importante. Non solo per i partecipanti,
    anche per le istituzioni, come un esempio utile per promuovere nuove forme
    di inclusione e accoglienza. Qui si confrontano idee e pratiche di
    socialità, dialogo, mediazione. Esperimenti e linguaggi importanti per dire
    no al razzismo".
    Oltre al torneo di calcio quest'anno arrivano un torneo di basket
    organizzato da alcuni gruppi di ultras, un campionato di bocce e, per la
    prima volta, attività per bambini. Ogni giorno, un gruppo di videomakers
    effettuerà riprese e la sera, prima del concerto, monterà e manderà in onda
    un breve "tg"; quei 5 clip ovviamente saranno la memoria dell'edizione 2004.

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)