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Saggio breve o articolo di giornale

Prova di Italiano sulla prima guerra mondiale

1995-2005: novanta anni fa l'Italia sperimentava le prime tragedie e i primi orrori della prima guerra mondiale. Ti proponiamo di rifletterci su con questa simulazione didattica.
21 giugno 2005 - Alessandro Marescotti

Testimonianze sulla Prima Guerra mondiale

"Tutta l'Italia aveva vent'anni per combattere, per vincere, per vivere, per morire. Non per morire. Abbattuto con una palla nella testa, il fante non credeva di morire: credeva di entrare in una vita più vasta".
Gabriele D'Annunzio

"Il generale Leone ordina ad un caporale a sfidare il pericolo e ad affacciarsi sulla trincea: ""Bravo!", gridò il generale."Ora puoi scendere". Dalla trincea nemica partì un colpo isolato. Il caporale si rovesciò indietro e cadde su di noi. Io mi curvai su di lui. La palla lo aveva colpito alla sommità del petto. Il sangue gli usciva dalla bocca. Gli occhi chiusi, il respiro affannoso, mormorava: "Non è niente, signor tenente". Anche il generale si curvò. I soldati lo guardavano, con odio. "E' un eroe, commentò il generale. "Un vero eroe". Quando il generale si drizzò, i suoi occhi si incontrarono con i miei. Fu un attimo. In quell'istante , mi ricordai d'aver visto quegli stessi occhi, freddi e roteanti, al manicomio della mia città, durante una visita che ci aveva fatto fare il nostro professore di medicina legale."
Emilio Lussu, "Un anno sull'altipiano"

"Credi, mamma, che combattiamo contro la razzaccia più iniqua e barbara del mondo, e nessuna guerra potrebbe essere più santa di quella che abbiamo intrapreso per abbatterla per sempre e senza pietà." Ad un amico scrive: "Ti spedirò alcune teste di austriaci come campione senza valore. Quanti austriaci si vedono volare per aria come fuscelli!"
Lettera alla madre di Giosuè Borsi (giovane scrittore, impegnato al fronte come militare durante la prima guerra mondiale).

"Hanno abdicato di fronte alla follia collettiva, la loro debolezza ha dimostrato assai bene che essi non avevano carattere".
Romain Rolland (a proposito degli intellettuali che sostennero la prima guerra mondiale)

"Ditegli che la guerra per il popolo significa aumento stragrande di miseria, significa fame, significa morte, e null'altro. La guerra è ingiusta, perché è voluta da una minoranza di uomini i quali, profittando della ignoranza della grande massa del popolo, si sono impadroniti di tutte le forze per poter soggiogare, comandare e massacrare; che chi fa la guerra è il popolo, i lavoratori, loro che hanno le mani callose e che sono questi che muoiono, sono essi i sacrificati, mentre gli altri, i ricchi, riescono a mettersi al sicuro".
Lettera censurata (raccolte nel libro di E. Forcella e A. Monticone "Plotone di esecuzione", Laterza) scritta il 14 agosto 1917 da un soldato di Viterbo 21enne del 9' artiglieria da fortezza, condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione militare per insubordinazione e lettera denigratoria. La lettera era stata scritta al padre.

"Date denaro per la vittoria: la vittoria è la pace"
Dal manifesto murale del governo in cui si invita gli italiani a sottoscrivere un prestito di guerra.

"Quando è l'ora di marciare molti non sanno che il nemico marcia alla loro testa".
Bertolt Brecht

"Il nostro compito quali esseri umani consiste nel compiere, all'interno della nostra propria, unica, personale esistenza, un passo in avanti sulla strada che dalla bestia porta all'uomo".
Hermann Hesse (scrittore tedesco)

San Martino del Carso

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato.

Giuseppe Ungaretti

Note:

Storia della pace
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