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Una scuola dove si insegna "Educazione alla Pace"

Da tre anni, con tanto di Piano dell'Offerta Formativa (quello che i prof. chiamano POF)
6 luglio 2006
Pierangelo Monti

Il murale del 2006 "donne di pace". In allegato una versione ad alta risoluzione. L’educazione alla pace è presente nell'offerta formatica dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Cena” di Ivrea da ormai tre anni, con un articolato progetto di cui chi scrive è responsabile.

Le iniziative proposte a tutte le classi e a tutti gli insegnanti sono finalizzate ad ampliare l’offerta formativa della scuola e ad accrescere la cultura e l’interesse dei giovani su temi di pace, solidarietà, convivenza civile, legalità, rispetto dei diritti.

Alcuni incontri si sono tenuti nei locali dell’istituto, altri - organizzati da associazioni cittadine e dal Comune - si sono svolti in città ed hanno potuto partecipare tutte le scuole (ad esempio con Don Ciotti e il Procuratore Caselli sulla legalità contro le mafie).

Nell’ambito dell’educazione alla legalità, nel nostro Istituto nel mese di novembre sono state raccolte circa 200 firme per una lettera di solidarietà con i giovani di Locri, in lotta contro la mafia, dopo l’uccisione del vicepresidente della Calabria.

In Istituto c’è una bacheca sulla quale vengono affitti articoli di giornale e documenti informativi allo scopo di richiamare l’attenzione sui temi di pace e sulle iniziative del progetto.

Alcune classi hanno incontrato volontari e missionari che operano in situazioni di povertà e in situazione di conflitto (in Uganda, Palestina, Brasile), così hanno potuto meglio capire la sofferenza di tanti popoli e le sue cause. In particolare, incontrando rappresentanti palestinesi e israeliani impegnati in movimenti pacifisti (Parent’s circle, Ta'ayush, Refusnik) hanno riflettuto sulla possibilità di gestire il conflitto mediorientale con il metodo della nonviolenza.

Una classe da tre anni intrattiene rapporti via e-mail con ragazze brasiliane che vivono in una comunità, creata da volontari della diocesi di Ivrea per i cosiddetti “Meninos de rua”. Con questa classe ho aderito pubblicamente alla campagna per il divieto del commercio di armi in Brasile.
In occasione della Giornata della memoria, il 27 gennaio, le classi hanno assistito a film e documentari sulla Shoah.
Per conoscere la storia della Resistenza e per rendere presenti i valori che l’hanno animata e che sono alla base della nostra Costituzione, negli ultimi due anni, in occasione dell’anniversario della Liberazione, gli studenti - in particolare delle classi quinte - hanno ascoltato la testimonianza di ex partigiani e partigiane e hanno visto filmati. Quest’anno per richiamare il primo voto delle donne nel 1946, il tema dell’incontro è stata: “Le donne dalla Resistenza alla Repubblica”.

Al termine delle conferenze sono stati inaugurati i murales che abbiamo progettato e dipinto a scuola.
Quest'anno abbiamo voluto dedicare il murale alle donne col titolo “Donne per la pace”
Nel murale abbiamo elencato le dodici donne che hanno ricevuto il premio Nobel per la pace.
Il titolo del murale dell’anno scorso era "Pace: 1945-2005".

Nel grigiore della guerra dominata dal berretto di Hitler, vi è una colomba bianca ferita a morte, che rappresenta il sacrificio di tutti coloro che sotto le dittature e nelle guerre hanno dato la vita per un mondo più libero e giusto. In particolare ho voluto richiamare il giovane cattolico di Ivrea Gino Pistoni, morto dissanguato nella Valle di Gressoney il 25 luglio 1944, nella sua prima azione partigiana, dopo avere soccorso un nemico ferito.

Prima di morire colpito da una scheggia di granata, ha scritto col suo sangue sul sacchetto di tela "OFFRO MIA VITA X A. C. ITALIA W CRISTO RE" (A.C. è l'acronimo dell'Azione Cattolica). Perciò l'abbiamo raffigurato come una colomba bianca, con la punta dell'ala rossa, sotto il reticolato dei campi di concentramento e sotto i ruderi di edifici bombardati.
Nella parte destra del murale, a colori, abbiamo richiamato alcuni elementi di pace.

Nel cielo azzurro, come sulla bandiera dell'Europa, vi sono 12 stelle, intorno a un grande bidone con disegnato il simbolo della nonviolenza, il fucile spezzato; nel bidone ci sono le armi gettate, con esplicito riferimento all'articolo 11 della Costituzione. Un'altra colomba bianca è raffigurata in volo nell'arcobaleno, con nel becco il cartello con la scritta "mai più la guerra", per richiamare il Papa Giovanni Paolo II, andato in cielo nel 2005, che tante volte ha invocato: "mai più la guerra, avventura senza ritorno; mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza".

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