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Denunciato l'uso dei cani contro i detenuti in prigioni degli USA

13 ottobre 2006
Tiziana Saracco

Cinque sistemi carcerari statunitensi permettono l’uso di cani addestrati ad attaccare per controllare i reclusi, ha denunciato un’organizzazione dei diritti umani, sostenendo che non solo nelle carceri segrete all’estero, ma anche in quelle nordamericane si usano i cani.

Questo procedimento è usato nelle prigioni statali installate in Connecticut, Delaware, Iowa, South Dakota y Utah, precisa in un comunicato la ONG che difende i diritti civili. Molti custodi di questi dipartimenti sono autorizzati ad aizzare i cani contro i prigionieri perchè li mordano, se costoro offrono resistenza alle autorità del penitenziario, dice la denuncia.

I portavoce del gruppo civico che ha sede a New York hanno dichiarato che non esiste notizia di altri paesi che permettano pratiche tanto degradanti contro i detenuti, permesse ufficialmente dalle amministrazioni governative.

Il mondo intero ha visto le foto dei cani nella prigione di Abu Ghraib, in Iraq. ma la notizia è che il trattamento viene eseguito in segreto anche nel territorio degli USA, ha commentato Jamie Fellner, delegato di questa organizzazione.

Solamente in Connecticut sono registrati almeno un centinaio di casi di questa variante di repressione tra il mese di marzo del 2005 e quello del 2006, ha segnalato Fellner, citato dal quotidiano USA Today. (PL).

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