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Il rapporto con l'altro
6 ottobre 2010 - Laura Tussi

La cultura d'appartenenza aiuta a osservare le realtà, mettendo ordine tra gli eventi e attribuendo senso e significato alle idee, nell'avvicinamento, nell'osservazione e nella conoscenza delle culture altre, in svariati modi di pensarsi e di progettare l'educazione, attraverso modalità plurali di relazione e approccio all'esistenza, fattori che conducono all'autoconsapevolezza della propria cultura, prima di comprendere ed essere contaminati e assimilati dalle identità altrui.

La sfida delle culture diverse indica l'accoglienza della ricchezza, dell'apertura e delle infinite possibilità interpretative che l'incontro con l'altro offre, nel riemergere di raccordi, di integrazioni e nuovi livelli di comprensione, nell'incontro con altri modelli culturali che conducono alla riformulazione e alla sperimentazione di nuovi modi di pensare l'educazione, in un gioco complesso di punti di vista e di linguaggi differenti.

L'incontro con l'altro, inteso come possibilità di apertura mentale, scambio, comunicazione, dialogo e conoscenza, nella possibilità che il tutto possa scaturire dallo spaesamento e dall'ansia dell'incontro tra diversità, diviene oltre che benevola accoglienza, potenzialità di formazione di conoscenza per il singolo e per il gruppo.

Lingue, riti, arti, religioni, gesti quotidiani si presentano nella loro infinita varietà e molteplicità, invitandoci e costringendoci a interrogare noi stessi sulla nostra lingua, i nostri rituali, la nostra arte, i nostri gesti di vita quotidiana, con le implicite rappresentazioni sociali, trasformandole da mere credenze in convinzioni articolate e in disponibilità critiche e dialogiche, in una prospettiva educativa che sappia proporre un dialogo e riconoscere e mantenere le differenze, muovendo dalla consapevolezza che la necessità del rapporto con il diverso è un momento costitutivo dell'identità collettiva.

Risulta necessario trasmettere agli studenti, agli educatori, ai comunicatori e agli operatori nel sociale che occorre prendere coscienza di un'appartenenza culturale, ma senza limiti dialettici e di confronto dialogico, educando e formando a forme di identità ibride e frammiste che aiutino a comprendere le pluralità delle realtà, superando il pregiudizio della purezza delle culture, evitando di considerare l’identità d'appartenenza come separata, ma piuttosto cercando di riconoscere gli intrecci e le commistioni culturali che sono in essa presenti.

Da un lato risulta necessario che sussista il riconoscimento dell'altro come uguale, nel senso di non precludere nessuna possibilità educativa, formativa, socializzante, scolastica ed extrascolastica, perché il docente deve attribuire il riconoscimento delle differenze, garantendo livelli adeguati di alfabetizzazione, comunicazione e comprensione in relazione ai livelli richiesti dalla cultura italiana, fornendo gli strumenti per inserirsi nel contesto sociale e produttivo.

Il racconto, l'ascolto e la memoria condivisa possono essere risorse reali da tenere in considerazione, in una prospettiva di comprensione dialogica, abituandosi a pratiche didattiche e comunicative che valorizzino la narrazione e il racconto di sé, perché le differenze non si omologhino e non si appiattiscano e sia data la possibilità ai bambini stranieri di mantenere le loro radici e non disperdere i loro idiomi.

L'educazione interculturale rappresenta un esercizio al pluralismo culturale che valorizzi le diverse realtà etniche, aumentando la visibilità delle minoranze e aiutando a correggere atteggiamenti etnocentrici negli studenti, che attraverso lo studio devono abituarsi a considerare le tematiche dell'intercultura come composte da un intreccio di argomenti complessi, come le lingue, i linguaggi verbali, i simboli, le figure di riferimento legate alla storia, alle religioni, alle leggende, all'arte, alle narrazioni, a elementi radicati, profondi, antichi, su cui si vanno a stratificare le esperienze individuali, i vissuti, i nuovi miti, le nuove narrazioni, tra linguaggi, simboli e leggende attuali.

I docenti devono incitare gli studenti a valorizzare, a narrare, a osservare da molti punti di vista, ad ascoltare, nell'intreccio di storie e memorie, spazi e tempi che generano la nostra cultura. L'approccio pedagogico interculturale assume il compito etico di avviare processi e percorsi comunicativi che rendano noi tutti consapevoli che l'identità non consiste in un insieme di pensieri e di nozioni fisse e monolitiche, ma in un'opera di interpretazione e attribuzione reciproca di senso e significato dove l'identità non è un fattore unico, ma vive tra incroci, ibridazioni, e commistioni umane.

Cerchiamo di costruire insieme agli studenti atteggiamenti di fiducia nella comunicazione interculturale, perché le diversità e le distanze dall'altro non vengano viste come impossibili da colmare, tanto da lasciare intravedere una base condivisa e comune per lo scambio, il confronto e il dialogo.

Lavoriamo con gli studenti perché accettino l'idea che nessuna identità è fissa e precostituita, perché siamo tutti persone in divenire volte alla trasformazione, in base alle nostre azioni, alle persone che incontriamo, ai libri che leggiamo, con le nostre riflessioni, gli svaghi, i doveri, i compiti, ricercando il contatto con i vari e molteplici mondi dell'immigrazione, nell'attivare occasioni di comunicazione interpersonale, di dialogo, di ascolto e reciproco racconto, in percezioni identitarie che variano continuamente, cambiano insieme alla vita e allo scorrere dell'esistenza stessa, in un movimento culturale che deve aiutare i ragazzi ad abbandonare gli stereotipi, i pregiudizi, i preconcetti più deleteri.

La comunicazione interculturale dovrebbe promuovere modi di pensare e atteggiamenti positivi, come l'interesse per la conoscenza reciproca, il rispetto per le implicite diversità e lo stare bene gli uni con gli altri, perché le culture non vengano sminuite nella loro originalità in caratteri, narrazioni e avvenimenti che si sono adattati ad ambienti umani e sociali diversi e hanno trovato collocazione in geografie svariate e differenti, dove la cultura di appartenenza offre motivo di incontro, di dialogo, confronto, interscambio, e progettualità con altre identità, tra diverse realtà, culture, popoli ed etnie che propongono valori, idee, fedi, credenze, atteggiamenti vari e molteplici in un insieme di ricchezza e varietà di ibridazioni frammiste e contaminazioni culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Note:

http://scuolaedidattica.lascuolaconvoi.it/index.php?i_tree_id=57314&plugin=news&i_category_id=52&i_news_id=1738

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