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PeaceLink e Unimondo - Agenda Onu 2030: abbasso la guerra

Laura Tussi21 febbraio 2017

Agenda Onu 2030

Dopo gli imponenti movimenti giovanili del 1968-69 e dei primi anni ‘70, che portarono alla fine della guerra in Vietnam e alla sconfitta degli Usa, i reazionari di tutto il mondo hanno preso il sopravvento sul piano sociale, politico, culturale e religioso. Le guerre tuttora in atto nel mondo sono risultato del “pensiero unico” liberticida e della concezione iperliberista dell'economia, delle idee pesantemente reazionarie e neoliberiste, ulteriormente accentuate dalla caduta del cosiddetto blocco socialista, facente capo all'Ex Unione Sovietica, lasciando il potere agli Usa, che si sono imposti come unica superpotenza esistente.

A proposito delle guerre assassine, imperialiste, colonialiste in atto nel mondo e spacciate per operazioni militari chirurgiche e missioni di pace, di esportazione della democrazia e dei diritti umani, durante questo incontro abbiamo ricordato con Moni Ovadia, la tragedia dell'assedio di Sirte e delle città libiche in mano ai lealisti, sotto i bombardamenti NATO. Le vittime di guerra, nei conflitti armati contemporanei, sono per il 95% civili innocenti, come testimonia anche Emergency, associazione di chirurghi di guerra volontari. Quando si trattava degli attacchi militari dei lealisti a Misurata contro gli insorti e i ribelli, si osannava l'intervento NATO come libertario e promotore di chissà quali diritti umani. Adesso che Sirte, città natale di Gheddafi, è assediata, non si accenna più ai diritti umani e alla tutela di civili, come, tra l'altro, prevedeva la risoluzione ONU 1973, che è stata puntualmente disattesa e violata. I mezzi di comunicazione di massa connotano Sirte con una terminologia retorica, come “baluardo dei lealisti” e “roccaforte del Raìs”, senza accennare minimamente alla sorte dei civili, come se sussistessero differenze quando si tratta di diritti umani.

mass media annunciano sempre che il “baluardo”, la “roccaforte” di Sirte verrà espugnata, agendo così attraverso una terminologia mirata e voluta, a soggiogare e strumentalizzare l'immaginario collettivo e l'opinione pubblica. L'Occidente continua ad annunciare che la guerra sta per finire, per ottenere ulteriori rifinanziamenti e invece continuano ad oltranza i bombardamenti, da parte delle superpotenze NATO, per gli interessi petroliferi e per alimentare l'industria bellica e l'indotto militare, noncuranti delle sorti dei civili libici, autentiche vittime di un crimine contro l'umanità, come in Afganistan, in Iraq e in Kossovo. Per questi motivi vogliamo commemorare sempre la data del 4 novembre, non come giorno celebrativo delle forze armate e della fine del primo conflitto mondiale, ma come ricordo delle vittime di tutti i conflitti bellici e monito di opposizione alla guerra assassina, imperialista, neocolonialista e razzista, ricordando che la guerra non è mai giusta ed è sempre un crimine contro l'umanità.

Laura Tussi

Docente, giornalista e scrittrice, si occupa di pedagogia nonviolenta e interculturale. Ha conseguito cinque lauree specialistiche in formazione degli adulti e consulenza pedagogica nell'ambito delle scienze della formazione e dell'educazione. Collabora con diverse riviste telematiche tra cui PressenzaPeacelinkIldialogoUnimondoAgoraVox ed ha ricevuto il premio per l'impegno civile nel 70esimo Anniversario della Liberazione M.E.I. - Meeting Etichette Indipendenti, Associazione Arci Ponti di Memoria e Comune di Milano. Autrice dei libri: Sacro (EMI 2009), Memorie e Olocausto (Aracne 2009), Il dovere di ricordare (Aracne 2009), Il pensiero delle differenze(Aracne 2011), Educazione e pace (Mimesis 2012), Un racconto di vita partigiana - con Fabrizio Cracolici, presidente ANPI Nova Milanese (Mimesis 2012), Dare senso al tempo-Il Decalogo oggi. Un cammino di libertà (Paoline 2012), Il dialogo per la pace. Pedagogia della Resistenza contro ogni razzismo (Mimesis 2014), Giovanni Pesce. Per non dimenticare (Mimesis 2015) con i contributi di Vittorio Agnoletto, Daniele Biacchessi, Moni Ovadia, Tiziana Pesce, Ketty Carraffa. Collabora con diverse riviste di settore, tra cui: "Scuola e didattica" - Editrice La Scuola, "Mosaico di Pace", "GAIA" - Ecoistituto del Veneto Alex Langer, "Rivista Anarchica". Promotrice del progetto per non dimenticare delle Città di Nova Milanese e Bolzano www.lageredeportazione.org e del progetto Arci Ponti di memoria www.pontidimemoria.it. Qui il suo canale video.

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