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Testimonianza dalla Palestina

Ieri ho tentato di entrare a Nablus, con l' aiuto di un esponente del
Medical Relief con passaporto israeliano.
26 aprile 2004 - Ernesto Scelza
Fonte: Assopace

Ci incontriamo al check point di Calandia, fuori Ramallah, e prendiamo
un mezzo per Nablus, la città maledetta della resistenza palestinese.
Dopo numerosi check point disseminati sui trenta chilometri del tragitto
arriviamo al primo posto di blocco prima della entrata della città.

Ci dicono che nessuno straniero entra a Nablus.

Torniamo indietro, cambiamo mezzo e cerchiamo di aggirare il check: dopo
colline e dirupi ecco un altro blocco. Questa volta tento di entrare da
solo con il tesserino di giornalista e il passaporto italiano. Vengo
accompagnato a gesti e con i fucili puntati, davanti al posto di
guardia. Dopo lunghi minuti di consultazione con i comandi, domande
infinite sul perché della visita e tante parole belle e inutili su
Napoli e Roma e Totti, ecco il rifiuto categorico: A Nablus ci sono
scontri. Non si entra. Il coprifuoco é esteso a tutta l area.

Avevamo sentito la sera prima gli aerei alzarsi sopra Jerusalem e
sappiamo della incursione nella Striscia di Gaza e di nove uccisi, molti
di essi bambini. Avevamo percepito il clima sordido di tensione: ecco
come stanno le cose.

Ritorniamo indietro, pensando di recuperare il tempo visitando il 'muro
ad Abu Dis, il quartiere di Jerusalem che avrebbe dovuto ospitare il
Consiglio legislativo palestinese, secondo gli Accordi di Oslo. Ma
dovremo rinunciarvi: Il percorso di ritorno questa volta é interrotto da
una serie infinita di posti di blocco volanti, apposti da squadre di
giovani soldati israeliani nervosi. Risultato: quattro ore per fare
trenta chilometri.

Decido di incontrarmi a Ramalah con Moustafà Barghouti questa mattina.

Di buona ora, alle sette, le sei italiane. Parte la Maratona delle Pace
da Jerusalem a Bethlehem. Ci sono Ruini, le autorità israeliane, persino
il rappresentante del Governo italiano Baldassarri: mancano, per ora, i
palestinesi. Speriamo che a Bethlehem almeno il sindaco palestinese
della città stia a testimoniare che la pace, anche nello sport , deve
farsi insieme. Partono i maratoneti, alcuni prestigiosi come Moreno
Argentin e Eddy Ottoz, assieme ad un gruppetto israeliano che lascerà il
testimonio ad un ruppetto di atleti palestinesi . al check point di
Bethlehem.

Intanto si diffondono le voci delle conseguenze delle ultime incursioni
a Gaza, a Beit Lahia: 66 feriti e 15 ragazzi uccisi. Il piu vecchio
aveva 24 anni, la maggior parte sotto i 17. Uno, di anni, ne aveva di
12: lanciava pietre contro un carro armato.

Prendo contatti con Ramallah: é prevista una manifestazione popolare in
onore di Abdel Aziz Rantisi, il leader di Hamas assassinato dai missili
di Sharon. Decido di andare. Poi, spero di incontrarmi con i
responsabili del Medical Relief e con Moustafà Barghouti. Se possibile,
cercheremo anche di visitare il Ramallah Civil Hospital, che abbiamo
sostenuto nei momenti dello assedio della città.

Scrivo queste note di corsa perché ho difficoltà a trovare un internet
point per trasmettere.

La Old City é stata isolata.

Blocchi militari impediscono gli accessi alla città vecchia. Davanti
alla Porta di Damasco si bloccano anche i venditori di noccioline e di
datteri. Mi sposto alla Porta nuova e riesco a passare.

Il fatto è tanto più grave se si pensa che oggi è venerdì e nella città
vecchia vi sono due dei maggiori luoghi santi dell'Islam: la Moschea
della Roccia e quella di Al Aksa.

Trasmetto il pezzo e scappo: mi aspetta un mezzo per il check point di
Calandia e poter arrivare in città e partecipare alla manifestazione
popolare per Rantisi.

Una manifestazione che, dicono, non sarà la solita.

*

Note:

Ernesto Scelza Associazione per la Pace Salerno

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