Pace

Lista Pace

Archivio pubblico

Sulla mia detenzione amministrativa: l’astrofisico Imad Barghouthi scrive dalla prigione

la detenzione amministrativa consente a un comandante militare di ordinare il tuo arresto sulla base di verbali segreti e senza processo
14 settembre 2020
Fonte: Scientists for Palestine, 13 settembre 2020 - 14 settembre 2020

Imad Barghouthi

Scientists for Palestine, 13 settembre 2020

Il Prof. Imad Barghouthi, l’astrofisico palestinese arrestato in luglio, che sarebbe dovuto essere liberato su cauzione, è stato posto in detenzione amministrativa sino al 15 novembre su ordine di un comandante militare israeliano. La detenzione amministrativa è una procedura adottata dalle autorità israeliane per incarcerare indefinitamente, senza processo e senza imputazioni, ed è utilizzata di routine contro i Palestinesi, ed è stata condannata dalle Nazioni unite. Condividiamo qui una lettera inviata dal Prof. Barghouthi sulla sua attuale situazione.

Cari Colleghi,

vi sto scrivendo questa lettera mentre attendo che la corte israeliana di occupazione militare riesamini la decisione assunta da una comandante militare di sottopormi a detenzione amministrativa per quattro mesi. Questo ordine ha revocato la decisione di un tribunale di liberarmi su cauzione, in attesa di ancora un altro processo per aver esercitato il mio diritto internazionalmente protetto di esprimere le mie opinioni sui social network. E la mia prossima comparizione davanti a un giudice/corte militare sarà a porte chiuse – cosa che dimostra che persino le autorità israeliane si vergognano di queste procedure.

Per quelli tra voi che non conoscono la detenzione amministrativa, si tratta di una pratica fondamentale dell’occupazione israeliana sin dai primi tempi del mandato britannico, più di settant’anni fa: la detenzione amministrativa consente a un comandante militare di ordinare il tuo arresto sulla base di verbali segreti e senza processo. La detenzione amministrativa può durare sino a sei mesi, ma può essere rinnovata indefinitamente. (1) Questa pratica rappresenta un sistematico abuso dei diritti umani dei Palestinesi e ha lo scopo di soggiogare il popolo palestinese e negargli la libertà.

Per le corti militari israeliane non ha alcuna importanza che io sia un professore di fisica spaziale, né che io abbia 50 anni, sia padre di cinque figli e nonno di uno splendido bambino, né che nessun professore israeliano sarebbe mai messo sotto processo per aver espresso pubblicamente le proprie opinioni su Facebook! L’unica cosa che conta nei loro tribunali è che io sia un Palestinese, e vengo quindi etichettato, disumanizzato e privato dei miei diritti umani fondamentali. E senza alcun timore da parte dell’apparato militare israeliano di essere realmente perseguito per quanto mi sta accadendo.

Cari colleghi, vi chiedo di dedicare pochi minuti del vostro tempo per agire a sostegno dei Palestinesi e contro la procedura illegale della detenzione amministrativa, con un post che domandi l’abolizione di questa pratica, o con un dibattito con i vostri studenti e colleghi sul fatto che nel nostro mondo del XXI secolo professori palestinesi possano essere detenuti senza processo.
So che non avremo giustizia sino a quando i Palestinesi rimarranno sotto occupazione, ma trovo coraggio e ispirazione nelle parole di Desmond Tutu: “In una situazione di ingiustizia, se rimani neutrale allora prendi le parti dell’oppressore”.

Distinti saluti

Prof. Imad Ahmad Barghouthi
Dipartimento di Fisica, AQU
Palestina occupata
Attualmente nel campo di prigionia di Ofer

(1) Vi sono casi di cittadini palestinesi che hanno trascorso più di 5 anni in detenzione amministrativa continuativa, e altri che hanno fatto esperienza di oltre 20 anni di detenzione amministrativa – alternata a periodi di libertà – nelle prigioni dell’occupazione militare israeliana.

Link Facebook

https://magazine.scienceforthepeople.org/vol23-1/scientists4palestine/

Articoli correlati

  • Dichiarazione ONU sul diritto alla pace del 19 dicembre 2016
    Pace
    La lista di come hanno votato tutte le nazioni su quella risoluzione delle Nazioni Unite

    Dichiarazione ONU sul diritto alla pace del 19 dicembre 2016

    L'Assemblea Generale dell'ONU in quella data ha approvato la dichiarazione sul diritto alla pace (Risoluzione A/C.3/71/L.29 "Declaration on the Right to Peace") con 131 favorevoli, 34 contrari e 19 astenuti. Gli USA hanno votato contro da dichiarazione sul diritto alla pace. L'Italia si è astenuta.
    12 dicembre 2021 - Redazione PeaceLink
  • Luisa Morgantini ricorda Maurizio Magnani
    Palestina
    Intervista a Luisa Morgantini: “Maurizio Magnani vive!”

    Luisa Morgantini ricorda Maurizio Magnani

    Il compagno Maurizio Magnani, cognato di Moni Ovadia, ci ha da poco lasciati provocando un enorme sgomento e dolore sia negli ambienti Anpi sia in AssoPacePalestina, dove militava con il suo importantissimo contributo in un impegno diretto, dedito e costante alle cause di giustizia e pace.
    15 ottobre 2021 - Laura Tussi
  • Unep–Fao: ogni dollaro investito in ripristino della natura ne porta 30 di benefici
    Ecologia
    ONU, 2021-2030 dedicato al ripristino degli ecosistemi

    Unep–Fao: ogni dollaro investito in ripristino della natura ne porta 30 di benefici

    La situazione è grave, il nostro pianeta sempre più inquinato, in forte crescita l’uso di plastica, prodotti chimici e pesticidi. La pandemia ha intensificato il rilascio di rifiuti nell’ambiente.
    29 giugno 2021 - Maria Pastore
  • La Palestina deve vivere
    Palestina
    Di chi sono le responsabilità?

    La Palestina deve vivere

    Le risoluzioni ONU in merito sono sempre state disattese e l’opinione pubblica è sempre più omertosa sulla questione palestinese anche perché vige il ricatto subdolo della retorica perversa di potere vantata e perpetrata dal governo di Israele
    17 maggio 2021 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)