Intervista a Eliseo Medina

Sindacati Usa votano una risoluzione contro la guerra in Iraq

Secondo il leader sindacale statunitense "i nostri membri hanno una tendenza naturale nel voler appoggiare le truppe e la nazione. Molti di essi hanno figli o parenti in Iraq, e sentono di doverli sostenere. Ma con l'incalzare della discussione molti hanno dichiarato di sentirsi ingannati".
19 agosto 2004
David Bacon (trad. M. A. Ferrigno)

Il 22 giugno la convention nazionale del Sindacato Internazionale dei lavoratori dei servizi, il più grande in America con 1,7 milioni di iscritti, ha votato all'unanimità contro l'occupazione dell'Iraq. Una risoluzione simile ha avuto seguito, pochi giorni dopo, da parte di un altro dei più grandi sindacati americani, AFL-CIO, la Federazione Americana dei lavoratori municipali di Stato e Contea, e ancora dalla Federazione Californiana del lavoro, rappresentativa di un sesto degli iscritti ai sindacati in America. La risoluzione della SEIU richiedeva "una politica estera giusta basata su leggi internazionali e giustizia globale.e una conclusione dell'occupazione USA in Iraq, la riconversione delle risorse nazionali, attualmente indirizzate a una spesa militare abnorme, a favore dei bisogni delle famiglie dei lavoratori.il sostegno alle nostre truppe e alle loro famiglie che consentisse di riportare i nostri soldati sani e salvi a casa.la protezione dei diritti dei lavoratori, dei diritti civili, delle libertà civili e dei diritti degli immigranti.e la solidarietà con i lavoratori di tutto il mondo. David Bacon ha parlato con il vice presidente dell'esecutivo del SEIU Eliseo Medina circa la risoluzione riguardo al momento di guerra. La risoluzione rappresenta la politica ufficiale del SIEU, ma Medina ha sottolineato il suo personale punto di vista in materia di lavoro e guerra. DB: Perché i membri del SIEU sostengono la risoluzione così intensamente? EM: I lavoratori sono estremamente preoccupati della nostra politica estera. I loro figli sono mandati a combattere e a morire, specialmente i figli degli immigranti. Dobbiamo tener presente questa problematica. L'amministrazione Bush ha spacciato la guerra con le dichiarazioni delle armi di distruzione di massa. Ma di fatto non ne sono state trovate e questo i nostri delegati lo sapevano. Bush ha sostenuto che Saddam Hussein era associato all'attacco dell'11 settembre, ma non c'erano connessioni e anche questo i nostri delegati lo sapevano. L'amministrazione ha assicurato la popolazione che sarebbe stato un compito facile per le truppe, senza intoppi e invece non è stato di certo così. La preoccupazione principale riguarda il crescente isolamento americano. Vogliono che l'USA sia vista come una nazione basata su valori democratici, e sono preoccupati del fatto che attualmente è vista come una nazione attaccabrighe. Alcuni delegati hanno parlato chiaro sostenendo che questa è non è una guerra mossa da intenti democratici, ma è una guerra per il petrolio, motivo non valido a intraprendere una campagna militare. Sono molto sospettosi delle motivazioni dell'amministrazione Bush. DB: La risoluzione ha provocato molte discussioni? EM: I delegati hanno detto ciò che pensano.. La nostra alleanza proviene da un dibattito approfondito sulla guerra, precedente alla risoluzione, che ha comportato anche discussioni nei sindacati locali. I nostri membri hanno una tendenza naturale nel voler appoggiare le truppe e la nazione. Molti di essi hanno figli o parenti in Iraq, e sentono di doverli sostenere. Ma con l'incalzare della discussione molti hanno dichiarato di sentirsi ingannati per essere utilizzati come capro espiatorio. È stato evidente che essi sentono che sia una guerra ingiusta, e combattuta per motivi ingiusti. I nostri membri non sono una adunata di radicali di sinistra. Sono uno spaccato trasversale dell'America - operai, professionisti negli ospedali, custodi. Contiamo una larga presenza di immigrati, c'è una classe professionale di medici, avvocati e lavoratori, e una grande parte di lavoratori del settore pubblico. I nostri membri sono letteralmente rappresentativi di molti livelli della società americana. DB. Pensano che la guerra stia danneggiando le persone qui in America? EM. La guerra prosciuga le risorse necessarie qui, nel paese, lascia un enorme deficit e provoca la perdita di lavoro nel settore pubblico. Spesso sento gli iscritti dire di essere profondamente risentiti per il modo in cui l'amministrazione annuncia di rendere disponibili alcuni servizi in Iraq, mentre quegli stessi servizi vengono tagliati qui nel nostro paese. Sono ben consapevoli che la guerra non è per loro di alcuna utilità. DB: Quali effetti la risoluzione ha sugli altri sindacati? EM: La federazione del lavoro dello stato della California ha adottato una simile risoluzione quasi all'unanimità, e quindi non riguarda solo il SIEU. Include trade union edili e industriali. Spero che altre associazioni aggiungeranno le loro voci. Non posso parlare per l'intero movimento dei lavoratori, ma molti mi dicono di sentirsi ingannati e che la guerra è un grosso errore. C'è tanta costernazione per come è stata intrapresa e per il fatto che non ci sono piani di pace. DB. Quale posizione pensa che l'AFL-CIO nazionale prenderà contro la guerra? EM: L'AFL è un insieme di associazioni internazionali, e la sua azione dipende dai suoi componenti. L'AFL è stata molto critica nei confronti di Bush e Sweeney ha condannato l'iniziativa unilaterale di Bush che non ha tenuto conto delle Nazioni Unite prima dell'inizio della guerra. Se altre associazioni faranno sentire le loro voci, creeranno il consenso necessario all'AFL per prendere posizione. Se continua così sono sicuro che ciò avverrà, e spero prima delle elezioni. DB: Sei mesi fa, molti strateghi del partito democratico e dell'elezione laburista hanno sostenuto che opporsi alla guerra significherebbe perdere le elezioni con Bush. Lei è d'accordo? EM: E' sbagliato pensare che parlar chiaro a sul tema della guerra significhi dare il colpo mortale a novembre. Alla convention democratica ho sentito molte persone dire di ritenere che stiamo andando per la strada sbagliata, e che bisogna fare qualcosa. La guerra è uno dei fallimenti di Bush. Ha avuto enormi ripercussioni sul deficit di bilancio, che è causato in modo soffocante da due fattori: i tagli delle tasse e la guerra. DB: Se Kerry viene eletto lei ritiene che verranno ritirate le truppe americane? EM: Il popolo americano si aspetta da lui che ci tiri fuori, e presserà perché ciò avvenga. Dopo tutto, sono i loro figli che tornano a casa richiusi nei sacchi. Egli dice di avere un piano e dobbiamo costringerlo a rispettarlo. Anche se avverrà il passaggio di mano, questa è la nostra guerra. Non c'è vera responsabilità passando al governo provvisorio, e i soldati USA stanno ancora combattendo. Il popolo iracheno rivuole soltanto indietro la sua patria. È tempo di far rientrare a casa le truppe.

Note: http://www.zmag.org/content/showarticle.cfm?SectionID=19&ItemID=6007 traduzione di Maria Alessia Ferrigno a cura di Peacelink

Articoli correlati

  • Fame, bombe e sfollamenti forzati: queste le armi del governo israeliano contro Gaza, Libano e…
    Disarmo
    Sullo sfondo emerge il grande business della guerra

    Fame, bombe e sfollamenti forzati: queste le armi del governo israeliano contro Gaza, Libano e…

    Netanyahu ha bombardato ospedali e scuole, fatto morire di fame bambini, distrutto infrastrutture e alloggi e reso la vita invivibile a Gaza
    22 ottobre 2024 - Rossana De Simone
  • Il ruolo dei Caschi Blu dell'ONU in Libano: storia e attualità
    Conflitti
    Israele sta violando la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza ONU votata anche dagli USA

    Il ruolo dei Caschi Blu dell'ONU in Libano: storia e attualità

    Il governo israeliano "viola la risoluzione ONU", lo dice la missione ONU Unifil. E il governo Usa? Sostiene l'invasione del Libano, dopo aver dato lezioni di diritto internazionale a Putin e al mondo intero.
    1 ottobre 2024 - Alessandro Marescotti
  • "Salvador Allende era un pacifista"
    Storia della Pace
    Le parole dello scrittore cileno Jorge Baradit Morales

    "Salvador Allende era un pacifista"

    "Era un pacifista che, nei momenti in cui trionfava la via armata, insisteva che la via era la pace e la democrazia. Oggi Salvador Allende è una figura mondiale al pari di Martin Luther King, Mahatma Gandhi e altri che 'in nome dell’amore' per l’umanità furono assassinati dai mercanti di morte".
    27 giugno 2024 - Alessandro Marescotti
  • Con l'appoggio dell'estrema destra passa il nuovo patto militare fra Stati Uniti e Svezia
    Disarmo
    Ieri il parlamento di Stoccolma ha approvato il controverso patto DCA

    Con l'appoggio dell'estrema destra passa il nuovo patto militare fra Stati Uniti e Svezia

    La Società svedese per la pace e l'arbitrato ha criticato duramente l'accordo, sottolineando che, a differenza di patti simili firmati con Norvegia e Danimarca, il DCA svedese non contiene riserve contro l'introduzione o lo stazionamento di armi nucleari.
    19 giugno 2024 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.5.10 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)