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Hdip: Comunicato stampa 19 Marzo 2003, Ramallah Palestina

Hdip - Health, Development, Information, Policy Institute
Ramallah, Palestine

Comunicato stampa 19 Marzo 2003
19 marzo 2003 - Hdip - Health, Development, Information, Policy Institute

Leader palestinese, afferma che le prossime settimane potrebbero essere le
piu’ sanguinose nella storia del conflitto israelo-palestinese.

Alla luce dell’imminente attacco americano contro l’Iraq, il direttore
dell’Hdip nonche’ esponente di spicco della societa’ civile palestinese
Dr. Mustafa' Barghouti lancia un allarme: le prossime settimane potrebbero
rivelarsi le piu’ sanguinose nella storia del conflitto
israelo-palestinese. Sono elevate le probabilita’ che Israele sfrutti la
distrazione dei media per compiere violenze di massa contro i palestinesi
nei Territori occupati.

“Siamo molto preoccupati che nei prossimi giorni Israele approfittera’
della Guerra per intensificare gli attacchi e perpetrare ulteriori
violenze contro il popolo palestinese gia’ sfinito da piu’ di due anni di
ripetute uccisioni, chiusure, coprifuoco e da un vero e proprio collasso
economico” ha ditto Barghouti parlando alla conferenza stampa tenutasi a
Ramallah, in Cisgiordania.

Barghouti ha segnalato alcuni indizi allarmanti dell’intenzione da parte
di Israele di aumentare il numero delle incursioni contro i civili
palestinesi, tra i quali:

- le recenti affermazioni da parte israeliana circa il caso di Islam
Jibril, autista di ambulanze accusato un anno fa dall’esercito israeliano
di aver trasportato armi a bordo di un ambulanza. Sebbene nelle accuse
siano numerose le contraddizioni, tante da fare sospettare che le armi
siano state sistemate ad arte sull’ambulanza per creare un caso,
l’esercito israeliano ha strumentalizzato l’intera vicenda (l’unica nel
suo genere mai verificatasi) per giustificare i ripetuti attacchi contro
il personale medico durante l’invasione di marzo-aprile dell’anno scorso:
c’e’ il pericolo che si cerchi di sfruttare ancora questo caso per coprire
ulteriori attacchi contro le ambulanze.
- la pretesa da parte dell’esercito di sottostimare le perdite civili
durante l’ultima intifada al 18% del totale, in contrasto con una
percentuale effettiva dell’85%. Questa falsificazione statistica risponde
al tentativo di giustificare l’incremento delle incursioni contro i
civili.
- l’assassino della pacifista americana Rachel Corrie, un tentativo
deliberato di spaventare gli internazionali che si impegnano a proteggere
la popolazione e a portare all’attenzione della comunita’ internazionale
le violazioni commesse dagli israeliani.
- l’ escalation delle incursioni israeliane nella striscia di Gaza, in
preparazione di una probabile invasione su larga scala, mentre
l’attenzione dei media internazianoli e’ concentrata sulla Guerra in Iraq

“L’aumento delle aggressioni e l’intensificarsi dell’occupazione
provochera’ un totale collasso dell’economia palestinese” avverte
Barghouti. “Imporre altro coprifuoco ad una popolazione gia’ gravemente
indebolita da mesi di chiusure e coprifuoco potrebbe condurre ad una
catastrofe umanitaria”

Secondo dati aggiornati il 30% dei bambini palestinesi soffre attualmente
di malnutrizione cronica; il 46% dei malati di cancro non possono accedere
alle cure di cui hanno bisogno; lo stesso vale per il 49% dei malati che
hanno bisogno della dialisi.

Dall’inizio della seconda intifada 2.344 palestinesi sono stati uccisi dai
soldati israeliani, dai poliziotti o dai coloni. Il 19% dei morti erano
bambini.

“Se avessimo la popolazione degli Stati Uniti questo significherebbe
180.000 morti e 3.700.000 feriti, cifre veramente impressionanti” dice
Barghouti.

“Dopo l’esperienza della prima guerra del golfo siamo coscienti del fatto
che Israele potra’ ancora una volta imporre coprifuoco totale, 24 ore su
24, agli abitanti della striscia di Gaza e della Cisgiordania per
settimane intere ­mettendo in ginocchio l’economia, i servizi sanitari e
il sistema scolastico palestinese- senza pensarci due volte” sostiene
Barghouti. “Ci appelliamo alla comunita’ internazionale perche’ non venga
permesso ad Israele di compiere tali violazioni al riparo mediatico
offerto dalla guerra nel Golfo. Chiediamo protezione per il popolo
palestinese e la fine delle violenze contro gli uomini, le donne e i
bambini palestinesi”.

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