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Israele e' una democrazia per i suoi ebrei. Le nostre vite non sono in pericolo, non saremo imprigionati nei campi di concentramento, i nostri mezzi non saranno danneggiati e la ricreazione nella campagna o all’estero non ci sara' negata. Per questo, il peso della collaborazione e di una diretta responsabilita' e' inequivocabilmente pesante.
Amira Hass (Giornalista israeliana, corrispondente nei Territori Occupati)
Fonte: Ha'aretz - 01 settembre 2006


Lasciamo da parte quegli israeliani la cui ideologia sostiene che l’espulsione della popolazione palestinese dalle sue terre e' giusta perche' “Dio ci ha prescelto”. Lasciamo da parte i giudici che danno copertura ad ogni politica militare volta ad uccidere e a distruggere.
Lasciamo da parte i comandanti militari che deliberatamente imprigionano un intera nazione in recinti circondati da mura, fortificati da torrette, pistole, filo spinato proiettori di luce accecanti. Lasciamo da parte i ministri. Tutti questi non vengono presi in considerazione come collaboratori.
Questi sono gli architetti, i pianificatori, i disegnatori, gli esecutori.
Ma ce ne sono altri. Storici e matematici, editori famosi, star dei media, psicologi e dottori di famiglia, avvocati, che non vogliono sostenere Gush Emunin e Kadima, insegnanti ed educatori, amanti delle escursioni e delle canzoni di gruppo, maghi dell’high tech.

Dove siete? E che ne e' di voi, studiosi del Nazismo, dell’Olocausto e dei Gulag sovietici? Potreste davvero essere favorevoli a leggi sistematicamente discriminanti? Leggi che dichiarano che gli Arabi della Galilea non saranno neanche compensati dai danni della guerra con la stessa cifra che compete ai loro vicini ebrei (Aryeh Dayan, Haaretz, 21 Agosto).
E’ possibile che siate tutti a favore di una legge di cittadinanza razzista che proibisce agli arabi israeliani di vivere con le loro famiglie nelle proprie case? Che continuate con l’espropriazione delle terre e la demolizione di ulteriori frutteti, per la costruzione
di un nuovo blocco di insediamenti e per un'altra strada solo ed esclusivamente per gli ebrei? Che tutti sosteniate i bombardamenti e l’uccisione di vecchi e giovani nella Striscia di Gaza? E’ possibile che tutti voi concordiate sul fatto che un terzo della Cisgiordania dovrebbe essere off limit per i palestinesi? Che tutti sosteniate una politica israeliana che proibisce a decine di migliaia di palestinesi che hanno ottenuto una cittadinanza straniera di ritornare dalle loro famiglie nei Territori Occupati?

Possibile che la vostra mente abbia accettato un lavaggio del cervello in nome della sicurezza, usata per impedire agli studenti di Gaza di studiare terapia dell’occupazione a Betlemme e medicina ad Abu Deis, e impedendo alle persone malate di Rafah di ricevere cure mediche a Ramallah?
Trovereste altrettanto facile nascondersi dietro la spiegazione “noi non ne abbiamo idea”: non avevamo idea che la discriminazione attuata nella distribuzione dell’acqua, che e' esclusivamente controllata da Israele, lasci migliaia di famiglie palestinesi senza acqua durante i caldi mesi estivi; non avevamo idea che quando l’IDF blocca l’entrata dei villaggi, blocca anche i loro accessi alle fonti o alle cisterne d’acqua.
Ma non puo' proprio essere che non vediate i cancelli di ferro lungo la superstrada 344 in Cisgiordania, che bloccano l’accesso ai palestinesi dei villaggi che percorre. Non e' possibile che sosteniate l’impedimento dell’accesso a migliaia di contadini alle loro
terre e piantagioni, che sosteniate la quarantena di Gaza che impedisce l’entrata di medicinali per gli ospedali, il disagio elettrico e la fornitura d’acqua a un 1.4 milioni di esseri umani, chiudendo il loro unico accesso al mondo per mesi.
E’ possibile che non sappiate che cosa stia succedendo a 15 minuti dalle vostre facolta' e dai vostri uffici? E’ plausibile che sosteniate il sistema in base al quale i soldati ebrei, ai checkpoint nel cuore della Cisgiordania, lascino decine di migliaia di persone aspettare ogni giorno per ore e ore sotto il sole cuocente, mentre selezionano: ai residenti di Nablus e Tul Karm non e' permesso passare, dai 35 anni in giu', Yalla! tornate a Jenin, ai residenti del villaggio di Salem non e' neanche permesso trovarsi qui, una donna malata che salta la fila deve imparare la lezione e sara' deliberatamente trattenuta per ore. Il sito di Machsom Watch’s e' accessibile a tutti, in esso sono raccolte innumerevoli testimonianze e peggio, la routine del giorno dopo giorno.

Ma non puo' essere che coloro che impallidiscono per ogni svastica dipinta su una tomba in Francia e per ogni titolo antisemita apparso nei giornali locali spagnoli non sappiano
come ottenere queste informazioni, e che non impallidiscano e si sentano oltraggiati. Come ebrei tutti godiamo del privilegio datoci da Israele, e cio' ci rende tutti collaboratori. La questione e' che cosa fa ognuno di noi nella propria vita quotidiana, in modo diretto o indiretto, per minimizzare la cooperazione con un regime che opprime ed espropria e che non si sazia mai. Firmare una petizione e scalpitare non servira'.
Israele e' una democrazia per i suoi ebrei. Le nostre vite non sono in pericolo, non saremo imprigionati nei campi di concentramento, i nostri mezzi non saranno danneggiati e la ricreazione nella campagna o all’estero non ci sara' negata. Per questo, il peso della collaborazione e di una diretta responsabilita' e' inequivocabilmente pesante.

Note:

L'articolo è tratto da Ha'aretz del 30 agosto 2006.
Ha'aretz è uno dei maggiori quptidiani "liberal" israeliani.
La traduzione è a cura di Teresa Maisano per PalestinaLibera - voce di ISM (International Solidarity Movement) Italia
http://www.ism-italia.it

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