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GENTE E POLITICA

Il Generale, il Rabbino e lo Spirito Santo

Nei giorni scorsi c'è stata polemica a Ramallah sul nome del ministro degli interni. Il primo nominato era il Generale Nasser Yussef, questo articolo è di quei giorni. La lettura di quello che segue permette di capire dinamiche che di solito non vengono contemplate dai più. Possiamo essere d'accordo o meno ma indubbiamente è un interessante punto di vista.
14 ottobre 2003 - Akiva Eldar

La bella notizia che il Generale Nasser Yussef sia stato scelto come ministro dell'interno del nuovo governo palestinese formato da Ahmed Qureia (Abu Ala), è arrivata alle orecchie del Rabbino Menachem Froman proprio poco dopo aver ricevuto tragiche novità.

Un suo caro allievo, Eyal Yeverbaum, è stato ucciso venerdì notte in un attacco nell'insediamento Negohot in Cisgiordania.

Il pensiero che il suo carissimo amico Abu Yussef (così viene chiamato dal Rabbino) possa fare qualcosa per porre fine alle sofferenze, è di conforto per il vecchio colono.

Froman, rabbino dell'insediamento di Tekoa e maestro della riconciliazione inter-religiosa, ha conosciuto Yussef poco tempo dopo il suo arrivo come profugo (da un villaggio vicino a Beit She'an nel nord) nella Striscia di Gaza via Tunisi, in seguito alla firma degli Accordi di Oslo insieme ad altri membri dell'Olp.

Froman fu sorpreso di riscontrare nel militare palestinese, un partner accanito nella riconciliazione religiosa e culturale tra musulmani ed ebrei.
Da sempre, a dispetto degli attacchi terroristici ed omicidi, i due, con le proprie famiglie, sono stati inseparabili.

Hanno spesso pregato assieme, ognuno recitando le proprie preghiere.
Sette anni fa, Yussef ha fatto da tramite in una serie di incontri tra Froman e il dottor Mahmoud a-Zahar, un leader di Hamas di Gaza. Firmarono un trattato di pace che era praticamente la prima "hudna" (cessate il fuoco).

L'intifada di Al-Aqsa ha invalidato il trattato, facendo tuttavia diventare "l'hudna" il maggiore concorrente degli Accordi di Oslo nella battaglia al tavolo dei negoziati.
Il rabbino colono dice che il "credo" nella pace, attraverso il rispetto e la libertà per entrambe le popolazioni che vivono in Terra Santa, è ancora acceso nello spirito di Yussef. E' convinto che tale "credo" guiderà gli sforzi di Yussef ad incastrare dentro una bottiglia il demone dell'estremismo nazionale.

"Abu Yussef è un vero uomo religioso nel suo modo di vedere le cose", dice Froman.

"La deduzione non è tanto il solito sentimento di qualcuno attaccato alla tradizione, ma di un uomo per il quale l'interesse divino tocca la sua anima e persevera nel suo studio delle radici dell'Islam. Questi punti d'incontro ci permettono di proseguire il dialogo, e non un dialogo tra un israeliano e un membro dell'Olp, ma tra due uomini religiosi che hanno quasi la stessa visione. Sono felice che abbia ottenuto l'incarico. Negli ultimi 20 anni ho sempre detto che senza prendere in considerazione il fattore culturale-religioso, il conflitto non può essere risolto. Con lui ho trovato un partner, il quale crede che una soluzione politica che ignori il bisogno di coesistenza tra culture è destinata a fallire", ribadisce Froman.

"Secondo il nostro modo di vedere, la soluzione di determinati problemi deve essere lasciata a Dio. Un tale approccio ci permette di superare l'abisso che v'è tra i palestinesi e le nostre posizioni in una serie di questioni (dagli insediamenti al diritto al ritorno). Il precedente primo ministro Ehud Barak, ha fallito poiché ha adottato un approccio totalmente laico, il quale vedeva nei politici gli "imprenditori" della risoluzione del conflitto."

Froman crede che la reputazione del suo religioso amico musulmano sarà un vantaggio per le negoziazioni con gli estremisti islamici.
"Nessun arabo o leader musulmano può trattare con Hamas meglio di lui", insiste Froman.

"Gli può dire nella stessa lingua che stanno profanando il nome di Dio."
Hamas non ha scordato quando Yussef puntò il dito contro di loro a seguito di una fila di attentati all'inizio del 1996. Sebbene poi Mohammed Dahlan non li abbia mai colpiti durante il suo periodo come ministro dell'interno, i leader di Hamas non si sono uniti alle proteste contro la sostituzione del giovane damerino con l'umile generale.

Froman insiste che la visione di Yussef è molto più efficace che ammazzare alcuni assassini che gettano le loro vite per la gloria dell'Islam. Pensa, inoltre, che è nell'interesse dei p palestinesi diventare i sostenitori di una vera pace nel mondo islamico, anziché trasformarsi in un piccolo stato arabo musulmano.

Froman, laureatosi alla Real High School di Haifa, suggerisce agli americani, i quali si sono fatti prendere dall'ira contro una serie di stati e organizzazioni islamiche, di prendere in considerazione il nuovo ministro dell'interno.
"Lo scopo della sua vita è stato quello di portare la pace tra musulmani e il mondo arabo. Molto prima dell'11 settembre, mi parlò del bisogno per i musulmani di trovare il loro spazio nel mondo globale e instaurare il prima possibile una coesistenza tra civiltà. Vede l'accordo israeliano-palestinese come una specie di laboratorio che offrirà un modello in modo da salvare il Presidente George W. Bush dalla confusione in cui si è cacciato dopo l'Afghanistan e l'Iraq."
Il rabbino e il generale, assieme ad altri leader spirituali, hanno già fornito le basi di questo modello.

Hanno, infatti, creato un comitato esecutivo di rabbini e imam, leader spirituali, scrittori e artisti che porteranno avanti un dialogo inter-religioso e inter-culturale accanto alle trattative di pace in tempi migliori.

Note:

Traduzione a cura di Operazione Colomba - Corpo Nonviolento di Pace - Comunità Papa Giovanni XXIII
www.operazionecolomba.org

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