Un nuovo ghetto a Betlemme
Il governo israeliano ha dato inizio di recente alla costruzione del "Muro di Separazione" (lungo 22 km) attorno a Gerusalemme. Il muro dividera´ fisicamente dalla Cisgiordania la citta´intera, Gerusalemme Est e Gerusalemme Ovest. La costruzione del muro altro non e´ che un modo indiretto di mettere in pratica il progetto unilaterale del "Piano Metropolitano di Gerusalemme". La presenza del muro rendera´ di fatto irrealizzabile il progetto dei "due stati", con Gerusalemme Est capitale del futuro stato palestinese. Il piano metropolitano di Gerusalemme comprendera´ l´annessione di altra terra dalla Cisgiordania, compresa l´area della Tomba di Rachele, cosi´ come prospettato nel progetto di costruzione del cosiddetto "contenitore" di Gerusalemme. Stando agli ordini militari israeliani, il sequestro dei terreni ha valore legale a partire dalla data in cui gli ordini stessi sono stati firmati (cioe´ il 9 febbraio 2003) fino al 31 dicembre 2005. Si tratta in ogni caso e a tutti gli effetti di un atto di confisca, dal momento che l´IDF avra´ il diritto di usare la terra come vuole. Lo scopo reale del sequestro e´ quello di erigere il cosiddetto "contenitore" di Gerusalemme, una sezione del "Muro di Separazione" in costruzione nel distretto nord della Cisgiordania ed attorno a Gerusalemme. Gli atti unilaterali del governo israeliano fanno parte di una politica che, de facto, contraddice il II Accordo di Oslo firmato nel 1995, laddove chiaramente e´ dichiarato: "a. Disposizioni riguardanti la Tomba di Rachele, da considerarsi un caso speciale nel Periodo di Interim: (1) Nel periodo in cui, come indicato, la Tomba di Rachele e la strada principale che da Gerusalemme porta alla Tomba saranno sotto la responsabilita´ della sicurezza Israeliana, i palestinesi potranno continuare a muoversi liberamente lungo il tragitto della strada stessa. (2) Allo scopo di proteggere la Tomba tre postazioni di guardia israeliane potranno essere stanziate nell´area della Tomba, sul tetto del "Wafq building" e nell´area del pargheggio. b. Lo stato attuale e le attivita´ esistenti nell´area della Tomba dovranno essere preservati" (II Accordo di Oslo, Annex 1, Article V, section 7) La mappa consegnata dall´IDF ai residenti attesta la confisca di soli 18 dunum (1,8 ettari -n.d.t.) di terra da parte dello stato di Israele, mentre in verita´circa 3.000 dunum (300 ettari -n.d.t.) sono destinati a rimanere isolati al di la´ del muro. Nell´area sono presenti 35 edifici e una popolazione di 500 persone che rimarranno isolate oltre il futuro confine segnato dal muro. I terreni agricoli sono gia´ stati spianati dai bulldozer per scavare trincee con filo spinato cosi´ da impedire ai palestinesi l´accesso a Gerusalemme: moltissimi olivi sono stati sradicati per "ragioni di sicurezza". La Tomba di Rachele ha sempre fatto parte della citta´ di Betlemme e da sempre e´ un luogo di pellegrinaggio per persone di diverse culture e religioni. Oggi la Tomba si sta trasformando in un campo militare, in un luogo accessibile solo ai cittadini di Israele. Come pianificato dal governo verra´ annessa allo stato di Israele. Tale politica de facto costa ai palestinesi molta della loro terra, delle loro case e dell´eredita´ di cui hanno avuto cura nel corso della loro storia. Per non parlare dei danni subiti dall´economia palestinese in generale e dall´industria del turismo di Betlemme in particolare. La gente di Betlemme si appella alla comunita´ internazionale perche´ si opponga e voglia mettere fine allo strangolamento della citta´ della Nativita´. C´e´ il rischio concreto che gli abitanti di Betlemme finiscano per essere concentrati in un "ghetto" senza sbocchi, senza terra su cui contare per il futuro. La comunita´ internazionale e´ chiamata ad intervenire per fermare i furti compiuti da Israele, a Betlemme e negli altri distretti della Cisgiordania, con il pretesto delle "ragioni di sicurezza".
sociale.network