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Christian Peacemaker Team - Hebron, 26 Ottobre 2003

CRIMINE E PUNIZIONE

Lo scorso mercoledì pomeriggio, un palestinese armato ha sparato e ferito due coloni israeliani a Tel Rumeida. L'esercito ha risposto sparando e uccidendo la persona armata.
28 ottobre 2003 - Mary Lawrence

I soldati, poi, hanno cominciato a passare casa per casa ordinando ai palestinesi di uscire e rifiutandogli di rientrarvi. In serata, un certo numero di coloni ha iniziato a tirare sassi e cercato di sfondare l'entrata di alcune case palestinesi. Una famiglia che vive accanto all'insediamento, impaurita, ci ha chiamati per starle vicino la notte. Così, al calar del buio sono andata con Diane Jenzen e il nostro traduttore.

Mentre camminavamo nel quartiere abbiamo scorto un gruppo di donne raccolte intorno alla base di una collina. Aggirando la base della collina si potevano vedere jeep dell'esercito israeliano e soldati in fondo alla strada. Abbiamo constatato l'impossibilità di passare oltre. Abbiamo smesso di parlare con le donne, poiché la nostra attenzione è stata catturata da una processione di ragazzi che ci passavano davanti trasportando mobili. Uno dei ragazzini più piccoli stava addirittura trasportando un tavolino sulla testa. Lo seguivano altri ragazzini con sacchi di fagioli, pentole, piatti e giocattoli. Stavano rimuovendo gli oggetti di casa. Le donne ci hanno raccontato cos'era successo.

Nel pomeriggio avevano sentito sparare. Non hanno osato uscire. Alcune di loro si sono messe a sbirciare con cautela dalla finestra. Una di esse ci ha detto che ha visto la persona armata, colpita e stesa per terra. "Hanno continuato a sparargli anche dopo morto", ha detto. "Poi si sono avvicinati strappandogli i vestiti e trascinando il suo corpo nudo verso l'ambulanza, gettandolo dentro. Dopo di che i soldati ci hanno costrette ad uscir di casa. Sono entrati dentro le nostre case iniziando a sparare ovunque. Ci hanno fatto star fuori per tutto questo tempo, circa sei ore. Hanno, poi, demolito la cucina, proprio qui, con un bulldozer".
Mentre parlava ci stava indicando i resti di una cucina 'esterna' che avevano costruito in aggiunta alla loro casa. I detriti erano stati, nel frattempo, portati via e ammassati in un mucchio in mezzo alla strada. I ragazzi e i bambini continuavano a rimuovere gli oggetti di casa lungo la strada, trasportandoli in un altro edificio su per la collina. "Perché stanno svuotando la casa?", abbiamo chiesto. "I soldati gli hanno detto di portar fuori tutto", ha risposto una donna.

Pensavamo che potevano demolire la casa, ma abbiamo saputo più tardi, dal padre del giovane che ci viveva, che lo sfratto era questione di poche settimane.
Il padre del giovane ci ha chiesto di venire a vedere i danni fatti dai soldati mentre perquisivano la casa nel pomeriggio. C'erano buchi di proiettili dappertutto, compreso il bagno. Quella notte abbiamo dormito a casa di un vicino. Al mattino, abbiamo scoperto che i soldati avevano sbarrato le porte di casa della famiglia sfrattata, e stessa cosa per le altre due case.

Mentre camminavamo giù per la collina, mi domandavo se l'esercito israeliano avesse svolto una tale azione per il raggiungimento di una ipotetica giustizia. Un giovane palestinese di un quartiere adiacente aveva sparato e ferito due coloni israeliani. Questi palestinesi, totalmente estranei al fatto, sono stati puniti di conseguenza.

Il Christian Peacemaker Teams è un'iniziativa ecumenica per sostenere gli sforzi di riduzione di violenza nel mondo. Per sapere di più circa il lavoro di peacemaking del CPT, visita il nostro sito internet: http://www.cpt.org. Le foto dei nostri progetti possono essere osservate su: www.cpt.org/gallery

Note:

Traduzione a cura di Operazione Colomba - Corpo Nonviolento di Pace - Comunità Papa Giovanni XXIII
www.operazionecolomba.org

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