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L'enclave di Mawasi

3 aprile 2003 - Roberto, Assopace in Palestina

Tra le tante situazioni oltre il limite della dignita' e della
violazione dei diritti umani a cui sono soggetti i civili palestinesi,
quello che succede agli abitanti di al-Mawasi e' certamente una delle
forme piu' gravi. Situata nel sud della Striscia della di Gaza a pochi
chilometri dalla citta' di Khan Yunis, la zona di al-Mawasi e' diventata da due
anni a questa parte una enclave palestinese circondata dall'insediamento
israeliano di Gush-Katif e dal relativo esercito che lo 'protegge'.

La zona di al-Mawasi e'ricca di acqua dolce e le sue terre
sono tra le piu' fertili di tutta Gaza, forse a questo
al-Mawasi deve i suoi problemi. I circa 6000 abitanti, in prevalenza
agricoltori e pescatori, sono alla merce' dei coloni, i quali in passato
hanno compiuto incursioni vandaliche nei terreni coltivati, che oltre
provocare notevoli danni economici hanno terrorizzato la popolazione
forse con lo scopo di far andare via gli abitanti. In generale le
condizioni di vita sono estremamente disagiate, le infrastrutture sono
carenti: ci sono due cliniche mediche che provvedono solo servizi di
base, mentre per tutte la altre cure bisogna andare a Khan Yunis,
check-point permettendo.

Al-Mawasi e' isolata anche anche per le
organizzazioni umanitarie, infatti sia la Croce Rossa internazionale che
all' UNRWA (l'organizzazione delle Nazione Unite che si occupa dei
profughi palestinesi) non possono entrare nonostante le ripetute
richieste fatte; le due scuole elementari e medie presenti spesso sono
chiuse perche' senza insegnanti che venendo da fuori rimangono bloccati
al check-point, inoltre a volte e' anche proibito l'uso di veicoli all'
interno dell'area, in questi casi i bambini devono camminare anche sei
chilometri per poter raggiungere la propria scuola; la corrente
elettrica nella maggioranza delle case e' assente, (c'e' solo quando il
generatore riesce ad essere rifornito di gasolio proveniente
dall'esterno).

Gli abitanti di al-Mawasi sono soggetti ad estreme limitazioni della
liberta' di movimento, per esempio agli uomini sotto i 50 anni non e'
piu' consentito di lasciare la zona, cosi' se si trovavavo fuori al
momento dell' imposizione del divieto non hanno piu'la possibilita' di
rientrare alle proprie case e dalle proprie famiglie. In pratica il
passaggio al check-point di Tufakh (l'unico modo per uscire da
al-Mawasi) e' consentito solo alle donne ed ai bambini, se accompagnati.

La pratica del passaggio del check-point e' a totale discrezione dei
soldati israeliani, (durante il 2002 e' stato chiuso anche per 50 giorni
di seguito), normalmente e'aperto solo a determinate ore, ma e' prassi
normale che venga chiuso senza avviso preventivo, lasciando le donne ad
aspettare per ore sotto il sole, solo per raggiungere Khan Yunis che
dista pochi chilometri. Chiudere il check-point significa anche impedire
alle donne di al-Mawasi di guadagnare il necessario per il sostentamento
della famiglia, visto che i prodotti che vengono coltivati devono essere
portati al mercato di Khan Yunis per essere venduti.

Con questa politica del check-point l'esercito israeliano in teoria
vuole controllare la sicurezza delle sue colonie abusive, ma in pratica
è solo un modo per vessare tutta la popolazione civile, umiliarla nello
svolgimento delle piu' basilari attivita' umane.

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