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La teoria dell'equivicinanza

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In un conflitto tanto evidentemente sproporzionato nessuno che abbia un briciolo di buon senso può parlare di equidistanza a fronte del numero delle vittime, dell'efferatezza del fuoco, delle distruzioni e dell'odio che si sta seminando nel terreno della storia. Si dovrebbe parlare piuttosto di equivicinanza".
19 gennaio 2009 - Tonio dell'Olio

In questi giorni mi capita frequentemente di discutere con tanta gente della tragedia in corso nella Gaza Strip. Altrettanto frequentemente mi sento rivolgere l'accusa di essere poco equidistante o troppo equidistante rispetto ai due popoli e alle violenze usate dai palestinesi e dagli israeliani. Il giudizio ovviamente cambia a seconda delle posizioni dell'interlocutore. Non vi nascondo che questo è puntualmente avvenuto anche nel corso di qualche mia partecipazione a trasmissioni radiofoniche o a interviste. 
In un conflitto tanto evidentemente sproporzionato nessuno che abbia un briciolo di buon senso può parlare di equidistanza a fronte del numero delle vittime, dell'efferatezza del fuoco, delle distruzioni e dell'odio che si sta seminando nel terreno della storia. Credo piuttosto che si dovrebbe parlare di equivicinanza. Equivicinanza a tutte le vittime sempre. Al di là del passaporto che hanno in tasca, dell'appartenenza nazionale, etnica, razziale, politica, ideologica… 
L'equivicinanza ti fa scegliere di stare dalla parte delle vittime biasimando tutti coloro che ricorrono all'uso della forza e che credono che la violenza possa risolvere qualcosa. Stare contro coloro che continuano a ritenere che anche la morte di un solo bambino (purché della parte avversa) possa essere un sacrificio necessario per il raggiungimento del proprio obiettivo di sicurezza, di autonomia, di riconoscimento…

L'equidistanza ti porta a non prendere posizione, l'equivicinanza ti muove verso gli sconfitti. L'equidistanza ti lascia comodamente nel salotto di casa tua mentre l'equivicinanza non ti lascia dormire la notte e ti inquieta fino a quando non avrai fatto tutto il possibile perché l'orrore finisca. 
L'equidistanza pensa agli effetti diplomatici e politici delle tue parole e stai attento a non pronunciare frasi che rovinino le tue amicizie. L'equivicinanza dice pane al pane e vino al vino perché solo la verità senza annacquamenti può aiutare tutti e tutte a rendersi conto della realtà e a risparmiare vite umane. 
L'equidistanza giura a se stessa di citare le vittime israeliane ogni volta che si contano gli uccisi palestinesi. L'equivicinanza non teme di chiamare genocidio quello che sta avvenendo a Gaza e sa che i razzi di Hamas sono il terrore delle popolazioni al confine e che sono puntati contro la speranza.Non aiutano a far comprendere la causa palestinese alle coscienze del mondo. 
L'equidistanza ti fa guardare da lontano e superpartes obiettivi, statistiche e numeri freddi. L'equivicinanza ha il coraggio di ascoltare tutte le storie e di chiamare per nome le vittime. 
L'equidistanza c'è già nel vocabolario italiano e pertanto è stata sperimentata tante volte con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. L'equivicinanza è sottolineata in rosso anche dal programma del pc e pertanto è soluzione creativa che potrebbe introdurre un elemento di novità nella soluzione di ogni stupida guerra.

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