Palestina

Palestina

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)

In rilievo

Motore di ricerca in
RSS logo

DONNE DI JENIN

PRESENTAZIONE CAMPAGNA DONNE DI JENIN

le DONNE IN NERO con

PALESTINIAN WOMEN'S UNION

PALESTINIAN MEDICAL RELIEF COMMITTEES

WOMEN'S STUDIES CENTER

chiedono il tuo sostegno

DONNE di JENIN

Campagna di raccolta fondi per le donne dei campo profughi, le studentesse universitarie e l’imprenditoria femminile.

"A Jenin (Palestina) non ci sono i resti delle case, ma polvere, tutto è stato distrutto dopo essere stato abbattuto, camminiamo su vestiti ammucchiati, resti di pavimenti, frammenti di tazzine, giocattoli: calpestiamo i ricordi e la vita stessa. Donne si aggirano lente tra le macerie, riconoscono i loro oggetti, si siedono, parlano tra loro, piangono: hanno perso tutto ma non vanno via. Costruiscono tende con coperte lacere, stendono a terra un materasso e lì dormono.”

Da Elvira, Teresa, Maria Teresa

Campo profughi di Jenin, maggio 2002

“Grazie per il vostro aiuto, è vero non ho più niente, ma non è solo l’acqua di cui ho bisogno, puoi fare qualcosa per restituirmi mio padre? Puoi darmi un po’ di giustizia? Giustizia, ne abbiamo tanto bisogno e diritto”

Najwa,13 anni a Luisa,

Campo profughi di Jenin, aprile 2002

Il 3 aprile 2002 l’esercito israeliano è entrato nel campo profughi di Jenin per compiere la sua missione di rastrellamento dei sospetti terroristi isolando così l’intera area con carri armati, bulldozer e aerei da guerra. L’Human Rights Watch denuncia le seguenti violazioni dei diritti umani: 140 case di-strutte e altre 200 rese inabitabili; 52 morti di cui 22 civili; civili usati come scudi umani, 8 giorni di totale chiusura del campo all’accesso di medici, ambulanze e della Croce Rossa Internazionale. Moltissime donne del campo sono rimaste senza casa e senza fonte di reddito e devono far fronte ai bisogni immediati delle loro famiglie. Tutto questo quando già da due anni la città è sotto occupazione militare e di conseguenza vive una situazione di gravissima crisi economica che impedisce alle ragazze di continuare i loro studi e toglie alle donne qualsiasi risorsa da investire in progetti per il futuro.

Le Donne in Nero sono una rete internazionale di donne che ripudiano ogni forma di guerra, di terrorismo, di fondamentalismi e di violazione dei diritti umani e civili, ricercano pratiche non violente per la risoluzione dei conflitti, promuovono la diplomazia dal basso e la partecipazione attiva della donne ai tavoli delle trattative tra le parti, dove la loro presenza ed esperienza è necessaria e preziosa. A muoverle è la relazione diretta con le donne dei luoghi difficili, Palestinesi, Israeliane, dei Balcani, Afghane, Kurde,Turche, Algerine, con tutte coloro che lavorano per l'affermazione di una politica internazionale delle donne libere da guerre, violenze e povertà per tutte e tutti.

Questa campagna nasce dalla rete di relazioni già esistente tra le Donne in Nero italiane e le donne palestinesi. Le radici di questo progetto risalgono al 1988 quando con un gruppo di donne ci recammo a Gerusalemme per costruire relazioni con donne palestinesi e israeliane, per superare il conflitto e l’occupazione militare israeliana, nel riconoscimento reciproco del diritto alla sovranità, alla libertà, per due popoli e due stati.

In questi anni molti sono stati i progetti e le iniziative che abbiamo fatto in comune. in quest’ultima Intifadah a partire dal dicembre 2000, con “Io donna vado in Palestina” molte donne, in Nero e non solo, sono state testimoni delle violazioni dei diritti, cercando con la loro presenza di essere un argine alla violenza e alle umiliazioni subite dai palestinesi e intessere relazioni con le forze pacifiste israeliane e il movimento sociale palestinese.

Il Women's Studies Center è una ong palestinese di donne fondata nel 1989 per garantire uguali diritti e pari opportunità in campo economico, sociale e politico alle donne. Il Women's Studies Center coordina un comitato di donne per il sostegno a studentesse universitarie palestinesi costrette ad abbandonare l ‘università a causa dell’'occupazione militare israeliana che ha fatto crescere i costi degli studi superiori.

La Women's Union è un’organizzazione politica di donne palestinesi. Nate alla fine degli anni '70, il loro obiettivo è la cre-scita politica delle donne per il loro pieno coinvolgimento nella vita pubblica e nella lotta di resistenza nazionale. Sviluppano programmi specifici per favorire l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro e per far loro conoscere i loro diritti. Nel campo profughi di Jenin si sono mobilitate in aiuto delle donne che hanno perso assolutamente tutto sul piano materiale ma soprattutto sono state private di qualsiasi sogno per il loro futuro e per quello delle loro famiglie.

I Palestinian Medical Relief Committees (PMRC) sono dei comitati locali di assistenza socio-sanitaria che organizzano più di 3000 volontari in tutti i territori palestinesi. Operano accanto alle strutture istituzionali dell'ANP per far fronte all'attuale situazione di emergenza. La loro filosofia si incentra sul-l'idea di società civile, quale soggetto ricco di valori ed energie da mobilitare e valorizzare per garantire la crescita democratica del paese. Nell'area di Jenin, malgrado le difficoltà economiche e di movimento indotte dall’occupazione militare, esistono 13 gruppi di donne già attivi, dotati di una propria progettualità e di un minimo di capacità finanziaria.

DAI UNA MANO ANCHE TU
alle donne palestinesi che non vogliono essere un’altra volta profughe, che vogliono giustizia e ricostruire ciò che è stato distrutto dall’esercito israeliano che continua a occupare illegalmente la loro terra: aiutiamole a progettare un futuro di convivenza e di pace per sé e per i loro figli.

NON AVERE TIMORI, SERVIRÀ
• con 100 euro si garantisce ad un nucleo familiare del campo profughi di Jenin (5 persone) il cibo necessario per un mese

• con 250 euro si garantisce ad una studentessa di Jenin un semestre di iscrizione in una università palestinese

• con 750 euro si garantisce alle donne di un villaggio di Jenin un anno di affitto dei locali necessari per attuare i loro progetti

PUOI VERSARE:

• bonifico bancario su c/c n. 106500

intestato a Donne in Nero,

ABI 5018, CAB 12100,

presso Banca Popolare Etica Padova

• versamento sul c/c postale n. 12182317,

intestato a Donne in Nero - Banca Etica,

indicando nella causale "c/c n. 106500"

Puoi scegliere a chi dare il tuo aiuto

specificando una causale tra le seguenti:

• "Donne di Jenin/Donne del Campo"

• “Donne di Jenin/Studentesse"

• “Donne di Jenin/Donne dei Villaggi"

Campagna Donne di Jenin - Palestina

Donne in Nero

Via IV Novembre, 149 - 00197 ROMA

tel. (+39) 06 69950217

06 69200975

fax (+39) 06 69950200

e-mail: dinperjenin@yahoo.

L'idea della campagna nasce da una serie di viaggi fatti dopo le incursioni israeliane dell'aprile 2002. Tre Donne in Nero, mediche, sono partite a maggio con una missione di Terres des Hommes per collaborare alle attività socio-sanitarie del Medical Relief. Altre due si sono recate a Jenin ad agosto per progettare con le donne di Jenin la campagna di solidarietà. Altre visite sono seguite e seguiranno per verificare l'esito dei progetti avviati e per rafforzare la già molto fitta rete di relazioni che esiste tra donne italiane, donne palestinesi e donne israeliane.

L'obiettivo è sostenere concretamente il fare delle nostre amiche di Jenin, un fare che abbiamo articolato in tre grandi filoni: la sopravvivenza quotidiana, che per le donne del Campo Profughi è in questo momento obiettivo primario e ragione stessa di vita; gli studi universitari, un vero e proprio lusso per molte giovani palestinesi nell'attuale situazione di crisi economica delle famiglie e di sostanziale impraticabilità delle strade nei territori occupati; la piccola imprenditoria delle donne dei villaggi, che vanno tessendo una preziosa trama di relazioni tra vicine di casa per superare in qualche modo l'isolamento fisico e quindi anche inevitabilmente sociale in cui le costringe l'occupazione militare israeliana.

La campagna si appoggia a Banca Etica, dove abbiamo aperto un apposito conto corrente. I fondi così raccolti vengono periodicamente inviati a tre organizzazioni palestinesi che ci hanno aiutato a mettere a punto la campagna e si sono impegnate a gestire in loco i contributi di solidarietà che riusciremo a raccogliere. Nello specifico la Women's Union si occuperà di redistribuire gli aiuti tra le donne del Campo Profughi di Jenin, privilegiando le situazioni più drammatiche; il Women's Studies Center selezionerà le domande di aiuto delle studentesse e provvederà a versare direttamente alle loro università gli importi richiesti per l'iscrizione ad un semestre di studi; il Medical Relief Committee di Jenin, che ha al suo attivo la costituzione di 13 gruppi di donne nei villaggi del distretto, ci segnalerà i progetti da sostenere e ci aiuterà a creare una rete di relazioni tra gruppi di donne palestinesi e analoghi gruppi di donne italiane.

La campagna è stata concretamente avviata nel novembre 2002. Dopo soli tre mesi e grazie alla generosa collaborazione di tante amiche e tanti amici, la rete delle Donne in Nero italiane è riuscita a raccogliere circa 35.000 euro. Di questi fondi, una buona parte è già stata distribuita alle tre associazioni palestinesi che collaborano nella campagna, le quali a loro volta hanno provveduto ad impiegarli in diversi progetti di solidarità.

Alle donne del Campo profughi di Jenin sono stati distribuiti degli abiti invernali acquistati con i primi fondi ed oggi si sta verificando la possibilità di allestire alcuni punti vendita di generi alimentari che, oltre a ripristinare una minima rete commerciale nel Campo semidistrutto, forniranno anche un piccolo reddito alle donne incaricate di gestirli.

Una commissione di sette donne è al lavoro per selezionare le studentesse bisognose e ci sono stati già comunicati i nomi delle prime quattro che hanno benificiato del contributo e sono quindi in grado di riprendere i loro studi nel secondo semestre 2002-2003.

Il Medical Relief ha deciso di concentrare gli sforzi nel villaggio di Jaba, dove l'amministrazione ha messo a disposizione sia un piccolo fabbricato allestito a centro-donna sia un terreno contiguo su cui realizzare ulteriori fabbricati. Allo stato attuale è già attivo un gruppo di circa 100 donne, con un proprio consiglio di amministrazione, che progetta di sviluppare il primo nucleo di attività presenti nel centro-donna (servizi sanitari e psicologici, consultorio familiare, asilo nido, laboratori di formazione professionale, attività per l'inserimento sociale e lavorativo delle disabili).

I contributi di solidarietà possono essere versati tramite bonifico bancario, su c/c n. 106500 intestato a Donne in Nero, ABI 5018, CAB 12100, presso Banca Popolare Etica Padova, oppure tramite versamento sul c/c postale n. 12182317, intestato a Donne in Nero - Banca Etica, indicando nella causale "c/c n. 106500". Chi versa potrà scegliere a chi inviare il suo aiuto specificando una causale tra le seguenti: "Donne di Jenin/Donne del Campo", "Donne di Jenin/Studentesse", "Donne di Jenin/Donne dei Villaggi"

Per informazioni e comunicazioni potete contattare l'ufficio di Luisa Morgantini, tel. 06 69950217 fax 06 69950200, email dinperjenin@virgilio.it .

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)