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Ucciso leader spirituale di Hamas

Sollevazioni spontanee in tutti i territori occupati

24 marzo 2004 - F.M.

La notizia dell’assassinio dello Sceicco Yassin, leader spirituale di Hamas e di altri sette palestinesi, ha provocato immediatamente manifestazioni di protesta spontanee in tutti i Territori Palestinesi Occupati. La notizia della morte di Yassin si e’ immediatamente diffusa. Scuole, uffici e negozi sono rimasti chiusi.

La reazione palpabile tra i cittadini e’ di sdegno, per un attacco vissuto, per le conseguenze che comportera’, come un’aggressione contro tutti i palestinesi e non solo contro Hamas. A Ramallah, a partire dalle 08.30, si e’ svolta una prima manifestazione spontanea. I manifestanti si sono riuniti in Piazza Al Manara, dove si sono viste sventolare le bandirere di tutte le fazioni armate dei diversi gruppi politici e religiosi. La folla si e’successivamente avviata verso la Muqata, il quartier generale di Arafat, per ascoltare la parola di Abu Ammar. Lungo il percorso verso il devastato quartier generale dell’ANP, donne, uomini e bambini hanno gridato cori contro Sharon. Vi sono anche state raffiche di mitra sparate in aria.

Tra i manifestanti anche Fadwa Barguti, moglie di Marwan Bargouti, detenuto illegalmente in carcere in Israele, che afferma: puo’ essere Primo Ministro colui che pianifica un assassinio? Sharon ha infatti subito rilasciato dichiarazioni in cui rivendica di aver supervisionato personalmente l’eliminazione “mirata” di Yassin. In marcia verso la Muqata la folla e’ diventata sempre piu’ numerosa. Nessuno si aspettava che la porta, sorvegliata dalla polizia dell’ANP rimanesse chiusa nonostante le tante mani che bussavano perche’ si aprisse. Abu Ammar e’ impegnato in un meeting, le giustificazione. Piu’ tardi Arafat condannera’ l’omicidio di Yassin, ma nessuno intende commentare, se non in modo ironico, un atteggiamento che, di fronte allo sdegno di tutta la comunita’, appare incomprensibile. Intorno alle 12.00 ha avuto inizio una seconda manifestazione che e’ partita dalla Moschea principale, Jamal Abdel Naser.

Da qui sono partiti in corteo i leader dei diversi gruppi politici, che in piazza Al Manara hanno preso la parola per condannare la politica di Sharon e l’occupazione. Hamas e gli altri gruppi armati promettono vendetta ed annunciano una strategia comune contro Israele. Intanto i Territori Occupati sono sigillati. Ogni possibilita’ di spostamento tra una citta’ e l’altra e’ impedito. Oltre al sentimento di rabbia diffuso, cresce anche l’angoscia per le imprevedibili conseguenze che i fatti di oggi potranno comportare.

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