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Resoconto dell'Operazione Colomba dalla Palestina

26 giugno 2004 - Operazione Colomba

Palestina, 17 giugno 2004
Carissimi ,
finalmente mi decido a scrivervi.
In questi giorni , stiamo facendo animazione in un piccola parrocchia di
un piccolo paese cristiano, e mi sembra di essere a casa... uomini e donne
che si parlano normalmente, ragazzi e ragazze che si baciano,
scherzano assieme, si abbracciano.. tutto quello che e' impossibile trovare
nei paesi musulmani, e comunque in Palestina in generale: non si vedono
donne dai 13 ai 50 anni in giro, se non velate, e alle quali non
si rivolge la parola, pertanto la sera ci si trova solo con gli uomini.
C'è come una barriera. Molto frustrante. Qui invece è più o meno come
a casa.
Ieri siamo andati a vedere un villaggio di una cinquantina di famiglie che
vivono con
le loro pecore in caverne, tende, o poche costruzioni in pietra di una
stanza risalenti all'epoca ottomana. Senza acqua corrente, senza
elettricità,
senza gas, senza strade che arrivino là se non una vecchia strada
sterrata.
3 alberi e tutto attorno il deserto. Cosa mangino le capre non si sa, pochi
orticelli spelacchiati negli unici posti dove c'è un po d'acqua nel
sottosuolo.
Insomma non sono beduini perché sono assolutamente stanziali, ma lo stile
di vita è quello. Comunque sono persone molto accoglienti, pacifiche,
abbastanza
contente di quello che hanno. Non chiedono viveri, aiuti o di fare una vita
diversa, più comoda o con più cose. Chiedono solo di essere lasciati
vivere in
pace.
Invece la loro terra viene sottratta poco a poco dallo stato di Israele
che vorrebbe buttarli fuori dalla terra che e' loro, in cui vivono da
almeno
cent'anni, e dà loro quel poco che gli basta per vivere.
Ovviamente per fare questo il governo israeliano si serve dei coloni, che
hanno piazzato un
insediamento proprio sulla collina sopra questo villaggio e che con azioni
violente
li attaccano frequentemente, e dell'esercito che con azioni illegali li
disturba
e minaccia con frequenza. Tutto questo per indurli ad andare via da soli,
visto che con la legge nessuno può mandarli via dalle loro terre.
Nonostante questo gli abitanti del villaggio non li ho visti arrabbiati
o violenti nei confronti degli israeliani, ma chiedono solo di essere
lasciati
in pace. Il capo villaggio ci ha detto: noi non abbiamo recinzioni,
cancelli,
per delimitare le nostre terre, le nostre stesse case non hanno porte e
serrature, ci conosciamo tutti, non avrebbe senso rubare. I coloni invece
vengono, recintano tutto con il filo spinato, costruiscono le case, mettono
le porte e ci si chiudono dentro. E' perché sanno che queste terre non
sono le loro, e si devono chiudere dentro quelle che rubano, noi invece
abitiamo qui da secoli, le sentiamo naturalmente nostre.
In effetti la paranoia dei coloni per recinzioni, controlli,
armi è evidente. l'islam qui non e' affatto
radicale, hanno altro da fare e i predicatori di Hamas qui non vengono,
sarà perché è troppo scomodo.
I bambini di questo villaggio vivono nel terrore, quando vedono estranei
urlano "coloni, coloni". E' capitato che un volontario e' entrato
di sera nelle loro grotta quando i bambini erano già a letto, e sono
scoppiati
tutti a piangere terrorizzati, una bambina si e' fatta la pipi' addosso
dalla paura.
Pensate che la corte israeliana ha stabilito che in attesa di giudizio
sul fatto che questi pastori possano o meno stare sulle loro terre ha
sancito
il mantenimento dello status quo, nulla può essere cambiato o costruito
nel villaggio. L'associazione con la quale siamo andati (israeliana) aveva
costruito con dei fondi loro i gabinetti a queste persone, con almeno lo
scolo che andasse lontano dalle case; sono venuti i militari con i
bulldozer
e glieli hanno tirati giù perché violavano lo status quo... sembra una
barzelletta, ma e' cosi', ne hanno lasciato solo uno, chissà perché.
Ovviamente lo status non vale per i coloni che hanno la piscina e si
espandono
sempre
di più, ma Sharon ha risposto alle denunce di violazione che: ... tanto
poi li
levano...
Ciao a tutti
un volontario dell'Operazione Colomba
--
Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII _ Operazione Colomba- Nonviolent Peace
Corp

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