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    Nucleare: subito il Tavolo della Trasparenza

    Si registra grave immobilismo da parte delle Istituzioni circa la restituzione delle barre di Elk River agli Usa. Mentre vanno a gonfie vele gli affari internazionali di Sogin con il decommissioning
    16 maggio 2008 - Movimento NoScorie Trisaia

    trisaia di rotondella Si richiede con urgenza l’istituzione del Tavolo della Trasparenza, al fine di affrontare i seguenti temi e conoscere gli sviluppi delle situazioni connesse:

    1) Sulla restituzione delle barre di Elk River agli Usa registriamo grave immobilismo da parte delle Istituzioni, mentre vanno a gonfie vele gli affari internazionali di Sogin con il decommissioning proprio con gli Stati Uniti (vedi rapporti con Energy Solutions per l’invio negli Usa delle scorie della centrale di Latina e degli altri siti italiani; la collaborazione con l’Istituto Batteile sulla ricerca nucleare, fortemente, voluta dall’ex ministro dello Sviluppo Economico, Bersani. Le barre di Elk River restano, però, escluse).

    2) La Regione non ha ancora deliberato in Consiglio Regionale sulla restituzione delle barre di Elk River agli Stati Uniti, così come hanno fatto i sindaci del Metapontino e la Provincia di Matera.

    3) Sulle attività svolte dalla Commissione Tecnica Stato-Regioni (della quale la Basilicata è capofila), per l’individuazione dei criteri di scelta circa l'ubicazione sul territorio nazionale del sito di scorie nucleari.

    4) Sulle attività inerenti la messa in sicurezza della condotta a mare. Dopo due anni Sogin non ha ancora provveduto alla messa insicurezza dell'infrastruttura sopraccitata, rinfacciando - per tutta risposta - alla Regione la mancata autorizzazione di alcuni lavori.

    5) Sulla messa in sicurezza della fossa irreversibile e dei liquidi ad alta attività del riprocessamento delle 20 barre di Elk River; sulle attività di decommissioning dell’impianto Itrec di riprocessamento e sulla sua futura dismissione.

    6) Sui primi risultati del monitoraggio ambientale intorno al Centro nucleare messo in atto dalla Regione Basilicata, con un enorme investimento finanziario.

    7) Sulla riduzione dei rifiuti a “zero” immessi in atmosfera e in acqua, ridimensionando completamente la formula di scarico delle operazioni di decommissioning da parte di Sogin nel Centro della Trisaia.

    8) Sulla mancata divulgazione del Piano Nucleare di Emergenza esterno alle popolazioni, riguardo il nucleare e la presenza della Diga di Monte Cotugno.

    9) Sul Segreto di Stato previsto da un regolamento governativo attivo dal 1 maggio (Legge n.124 del 3 Agosto 2007), dove nelle materie di riferimento interessate dal Segreto di Stato figurano centrali per la produzione di energia e infrastrutture critiche, quindi centrali nucleari e depositi di scorie nucleari.

    10) Sulle attività nucleari del nuovo governo Berlusconi dove la Basilicata rischia di essere coinvolta e dove il velato interesse della stampa nazionale vuole sminuire la grande lezione di democrazia e civiltà che i lucani hanno saputo dare ai governanti, su quello che oggi potremo definire il grande imbroglio nucleare italiano.

    11) Sul mancato interesse del Consiglio Regionale in merito alla riconversione del Centro nucleare Enea della Trisaia in facoltà universitarie e alla creazione del Parco dei Calanchi (fortemente voluto dai cittadini), ossia due siti papabili e già in passato oggetto delle attenzioni della lobby nucleare (1978, 2003).

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