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    Incendi, urgente modifica della Legge regionale

    L'immediato intervento deve riguardare le norme che regolano la bruciatura delle stoppie e di altri vegetali di colture cerealicole, con l'introduzione del divieto assoluto.
    29 agosto 2008 - Vito L'Erario (Consigliere nazionale Accademia Kronos)

    bruciatura stoppie Nel condividere la volontà espressa dall’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vincenzo Santochirico, di dare atto alla riforma della Legge regionale n.22 del 21 giugno 2002 (con oggetto: modifiche e integrazione alla L.R. 11 giugno 1997 n.28 - nuove norme per la bruciatura delle stoppie e di altri vegetali di colture cerealicole), ed in particolar modo di introdurre il divieto assoluto di bruciatura delle stoppie, così come richiesto dalle associazioni di categoria, Accademia Kronos evidenzia come già altre regioni d’Italia, come nella regione Lazio con L.R. n.17/1995, sia vietato bruciare stoppie, colture graminacee e leguminose, dei prati e delle erbe palustri ed infestanti, nonché le erbe e gli arbusti lungo le reti viarie e ferroviarie.

    Le cause dolose derivate da un incontrollata e disattenta bruciatura di stoppie sono spesso all’origine degli incendi, come accaduto di recente sul Monte Vulture e in località Mezzana-Lapilloso a Venosa, così come in molte località di pregio e non della regione. Pertanto non si comprende l’atteggiamento da parte del Consiglio regionale di Basilicata, che dovrebbe farsi carico di un problema reale quanto di facile risoluzione, visto che tali residui vegetali potrebbero alimentare piccoli impianti energivori per i fabbisogni delle comunità rurali.

    Accademia Kronos auspica un inversione di rotta in tal senso e una seria azione politica da parte dell’istituzione regionale, che non può continuare a procrastinare un problema come quello dell’eliminazione dei residui vegetali con la bruciatura delle stoppie: pratica agronomica per l’appunto arcaica, dannosa per l’ambiente a causa dell’emissione di ceneri in atmosfera, gravosa per i terreni che subiscono nel tempo una progressiva sterilizzazione e quindi inaridimento, pericolosa per l’incolumità di cose e persone, beffarda in quanto principali e predominanti cause degli incendi boschivi data la frammentarietà delle foreste dovuta alla presenza di aree coltivate.

    Accademia Kronos torna a sollecitare la pubblicazione sul sito internet della regione il catasto delle aree percorse dal fuoco, per garantire la necessaria trasparenza e il conseguente controllo dei fenomeni di abuso e di aggiramento dei vincoli previsti dalla legge.

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