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    Parco Val d'Agri, lettera al Commissario Ambiente dell'U.E.

    Enormi sono le difficoltà di applicare le misure di salvaguardia del Parco Nazionale Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese, comprendente SIC e ZPS, con habitat e specie floro-faunistiche prioritarie dell’Unione Europea.
    8 novembre 2008 - Pietro Dommarco

    Il Commissario Ambiente UE, Dimas Alla Cortese attenzione di Stavros Dimas(nella foto), Commissario Ambiente Unione Europea

    Gentile COMMISSARIO, La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - Le evidenzia le difficoltà di applicare le misure di salvaguardia del Parco Nazionale Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese (Basilicata, Italy), comprendente Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciali (ZPS), con habitat e specie floro-faunistiche prioritarie dell’Unione Europea.

    Dopo un tormentato iter durato ben 13 anni - causato dagli interessi delle compagnie petrolifere presenti nell’area della concessione petrolifera denominata “Val d’Agri” (Concessione affidata dal Ministero dello Sviluppo Economico ad ENI e SHELL), con Decreto del Presidente della Repubblica 8 Dicembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 55 del 5 Marzo 2008 - è stato istituito il parco nazionale con l’emanazione delle misure di salvaguardia, tra le quali vige - ai sensi dell’Art. 3, lettera “n”, il "divieto di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi, nonché di attività petrolifere nell'area parco", fatte salve, ai sensi dell’Art. 3 Comma 2, “la realizzazione di opere e l'esercizio delle attività connesse che hanno già ottenuto il giudizio positivo di compatibilità ambientale ai sensi della vigente normativa in materia di valutazione di impatto ambientale, nonché quelle relative agli interventi per i quali alla data di approvazione della proposta di intesa (Rif. Delibera del Consiglio Regionale del mese di dicembre 2002) da parte del Consiglio Regionale siano state avviate le procedure di valutazione di impatto ambientale”.

    Di recente, il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha nominato il Commissario del parco. Questa decisione è stata assunta a seguito della mancata intesa con la Regione Basilicata per la designazione e nomina del presidente e dei membri dell’ente gestore del parco (Art. 9 Comma 3 della Legge n. 394/91 e successive integrazioni).

    Contro questa decisione del Ministro, il Presidente della Regione Basilicata ha preannunciato ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale, aprendo così un grave conflitto istituzionale tra Regione e Governo centrale che - oltre a pregiudicare la gestione del parco - disattende l’applicazione delle misure di salvaguardia, a vantaggio degli interessi privati delle compagnie petrolifere, ed in particolare dell’ENI, che nel parco ed in alcuni SIC ha in produzione ben 13 pozzi petroliferi, oleodotti e reti di reinezione con altri numerosi pozzi ed un Centro Oli situati in prossimità dell’area protetta. Di recente, l’ENI ha annunciato di voler intensificare le attività petrolifere in Val d’Agri, trasferendo a Viggiano il proprio centro di produzione, attualmente ubicato nella regione Abruzzo.

    In considerazione della situazione di caotica precarietà del parco nazionale che appena istituito è già stato commissariato e della preannunciata intensificazione delle attività petrolifere all’interno del parco nazionale, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - preoccupata per il futuro del territorio e la salvaguardia della biodiversità - Le chiede di intervenire presso lo Stato Membro ed il Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, affinché assicuri - in questa fase di gestione straordinaria - la corretta applicazione delle misure di salvaguardia del parco ed in particolare di quanto specificato dall’Art. 3 Comma 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 Dicembre 2007 (G.U.R.I. n. 55 del 5 Marzo 2008) che fa preciso riferimento ad “opere ed attività” che hanno ottenuto giudizio positivo di compatibilità ambientale “prima” del mese di Dicembre 2002.

    E’ forte il rischio che vengano, invece, stravolte - attraverso interpretazioni (Regione Basilicata) o modifiche (Ministero dell’Ambiente) - le misure di salvaguardia del parco vigenti.

    In attesa che venga ristabilita la gestione ordinaria del parco, che si preannuncia difficile e con tempi lunghi, certi del Suo autorevole intervento, voglia gradire i nostri più cordiali saluti.

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