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    Total, dopo Tempa Rossa ecco Tempa la Petrosa

    La compagnia francese, infatti, ha già avviato l'iter amministrativo presso l'Unmig, oltre che aver già ricevuto nel giugno 2008 il parere favorevole della CIRM (Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie).
    26 dicembre 2008 - Movimento NoScorie Trisaia

    trivelle in azione Non è un gioco di parole, ma l'intenzione della Total di trivellare su una vasta area di 412 Kmq che riguarda le province di Matera, Potenza e Cosenza. La compagnia francese, infatti, ha già avviato l'iter amministrativo presso l'Unmig, oltre che aver già ricevuto nel giugno 2008 il parere favorevole della CIRM (Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie).

    Nella concessione sono interessati, a loro volta, i Comuni di Policoro, Nova Siri e Rotondella, per poi passare alla fascia ionica calabrese con Rocca Imperiale e Montegiordano, per poi risalire costeggiando il Parco del Pollino nei comuni di Canna, Oriolo per poi passare a Valsinni, Tursi, Colobraro, Diga di Monte Cotugno e, infine, in provincia di Potenza nei comuni di Senise e Sant'Arcangelo. La concessione Tempa la Petrosa si interseca con la concessione Policoro della Gas Plus Italia che interessa i comuni di Policoro, Nova Siri e Rotondella che vantano il triste primato di essere interessati da tre concessioni petrolifere (Consul Service nel Mare, Gas Plu Italia e Total sulla terraferma). Il disegno distruttivo del territorio e delle sue economie locali, con danni alla salute delle popolazioni, è chiaro e militarmente strategico sulle mappe delle concessioni petrolifere. L'invaso di Monte Cotugno che fornisce acqua per uso potabile, irriguo e industriale al Metapontino e a grande parte della Puglia sarà minacciato dall'inquinamento petrolifero (così come accade sul Pertusillo in Val d'Agri). Inquinamento elevato per i limiti di emissioni italiani (vedi il solubile in acqua idrogeno solforato da 0,005 ppm in America ai 10 ppm in Italia) e che, attualmente, non è neanche monitorato dalle istituzioni preposte come la Regione
    (vedi il bando regionale in corso di esecuzione dopo dieci anni di estrazioni petrolifere in Regione). A rischio l'agricoltura che nel solo Metapontino fa 10.000 addetti (la nostra vera Fiat) e le produzioni di qualità biologiche come ad esempio le albicocche di Rotondella.

    Prima di Natale doveva essere discusso il Disegno di Legge 1441,il quale prevedeva che le competenze in materia di autorizzazioni petrolifere passassero dalle Regioni allo Stato, nonché lo sciagurato Disegno di Legge che permette la riapertura dei canali economici per far ripartire il nucleare in Italia. Mentre la Regione Basilicata piange perché le sarà sottratto l'osso delle autorizzazioni (gestite male ed in modo antidemocratico) i deputati del Pdl lucano hanno votato sì alla camera al 1441. In un comune come Nova Siri, interessato da tre società petrolifere e dal centro nucleare Sogin di Trisaia (che rischia di diventare sito provvisorio-definitivo) i senatori del Pdl lucano voteranno ancora sì per il petrolio allo Stato e il ritorno al nucleare?

    Da tutti i consiglieri regionali vogliamo invece una moratoria vera sulle estrazioni petrolifere e la trascrizione di regole certe che tutelino le popolazioni da tutti i punti vista. Non digeriamo le buffonate di chi in Consiglio Regionale prima fa una Proposta di Legge sulla moratoria e poi la ritira.

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