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    «Basta con le trivelle» La protesta monta in Val d’Agri

    I cittadini sono fermamente convinti che le estrazioni petrolifere non porteranno grandi vantaggi. Le reazioni popolari dopo l'annuncio dell'installazione di altri 5 nuovi impianti.
    31 gennaio 2009
    Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

    trivelle in azione Marsiconuovo (Mt) - Da Marsiconuovo a Marsicovetere, il petrolio sembra non convincere. Di fronte alle nuove autorizzazioni concesse dalla Regione Basilicata all’Eni, per cinque nuovi pozzi in Val d’Agri, i cittadini esprimo perplessità. Gli abitanti di Marsiconuovo, dove a ridosso della diga verranno resi operativi quattro pozzi, sono quasi tutti convinti che le estrazioni non porteranno vantaggi.

    «È una cosa negativa – spiega Pietro Conte - già c’è un elevato livello di inquinamento tra Villa d’Agri e Viggiano, ora ne aggiungiamo dell’altro. Proprio l’altro giorno poi hanno parlato in televisione che si stanno scoprendo nuove malattie dovute proprio al petrolio, come facciamo a non tenerne conto? Queste attività portano guadagno solo all’Eni, magari alla Regione, ma non a noi cittadini».

    «Il fatto più grave – dichiara Maria Innella – è quello dell’inquinamento e del parco nazionale della Val d’Agri. Penso a questo punto che la qualità della vita non venga tenuta in considerazione e poi, il fatto di essere territorio del parco dovrebbe essere un vincolo a queste attività». «I pozzi – commenta Saverio porteranno solo desolazione per le popolazioni lucane e guadagno per i politici: si ripresenterà lo stesso scenario di Viggiano. Non credo che i cittadini avranno benefici e che la benzina costerà di meno per noi, almeno fin quando non lo vedo».

    «Quando l’anno scorso hanno estratto il petrolio per prova a Marsico – ricordano alcuni cittadini – l’attività emanava una grande puzza. Questo fattore è significativo e va sicuramente corretto». Le riflessioni in materia di occupazione non sono da meno. «La cosa può essere positiva – spiega Lucia Lopardo – se danno lavoro a quelli si Marsico, altrimenti resta solo un ulteriore attività inquinante che c’è già anche senza i pozzi, perché in linea d’aria siamo vicini a Viggiano e poi anche perché i camion che viaggiano comunque lo portano in giro. La nostra preoccupazione è che già non riusciamo a fare l’orto, perché seccano pomodori e peperoni, forse per l’inquinamento dell’acqua, e non vorremmo che le estrazioni peggiorino ulteriormente la situazione». «Non credo che il petrolio porti lavoro – sentenzia amareggiata una giovane ragazza – o meglio, lo porterà ai soliti raccomandati. Per quanto riguarda poi l’immagine del paese, questa non cambierà: la zona industriale di Viggiano è tutt’altra cosa rispetto alla nostra. Marsico non diventerà mai un centro d’attrazione commerciale o industriale.

    «Il petrolio – conferma una commerciante – lo estraggono e se lo portano via. Dovrebbero essere gli amministratori di turno a trarre dei vantaggi che compensino il danno ambientale, ma dubito che ciò sia possibile». Simili le reazioni a Marsicovetere, dove l’ubicazione del pozzo lascia perplessi. «Sinceramente - afferma una giovane studentessa universitaria - vorrei proprio evitarlo perché già c’è molto inquinamento e poi sono in disaccordo sul luogo: ci sono altre zone dove farlo, vicino all’ospedale è proprio sbagliato». «Estrarre petrolio a pochi metri dall’ospedale – dice Masino – è una bassezza. Sembra quasi che prima le si voglia ammalare le persone e poi direttamente curarle. Se il progetto poteva aiutarci a sviluppare una qualche forma di economia, in questo modo perde la sua valenza». «Magari - concorda un imprenditore – gli incentivi che riceve il comune possono essere spesi in opere utili alla collettività, e sotto questo punto di vista è positivo. Però la zona scelta è la meno indicata».

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