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Repubblica Democratica del Congo: l'avanzata di Nkunda.

Nuove tensioni con il Ruanda, Kinshasa chiede aiuto all'Angola
30 ottobre 2008
Fonte: Apcom - 30 ottobre 2008

Kilimanyoka (R.D.Congo), 30 ott. (Ap-Apcom) - Le truppe congolesi si ritirano da Goma di fronte all'avanzata dei miliziani dell'ex generale Laurent Nkunda. Anche gli abitanti di Goma hanno cominciato ad fuggire dal capoluogo della provincia orientale del Nord-Kivu, in cui si stanno invece riversando decine di migliaia di sfollati, terrorizzati dai combattimenti. Intanto, cresce la tensione tra Kinshasa e il vicino Ruanda, con l'esercito congolese che accusa le truppe ruandesi di combattere al fianco dei miliziani di Nkunda. Da Bruxelles, l'Unione europea chiede "moderazione" per scongiurare che la crisi investa tutta la regione, mentre a New York è stata convocata una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Le truppe congolesi hanno cominciato ieri a ripiegare verso sud-ovest, nella città di Minova, situata a metà strada tra Goma e Bukavu, distanti tra loro un centinaio di chilometri. "Non c'è più nessun soldato in città", ha detto un abitante di Goma. I carri armati che tornano dal fronte a nord di Goma "prendono la direzione" di Bukavu, capitale del Sud-Kivu. Un responsabile del Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp) di Nkunda, Amani Babu, ha annunciato per i prossimi giorni la conquista della città. "Eravamo piazzati a soli 15 chilometri dalla città, ma la Monuc (missione dell'Onu) ha inviato gli elicotteri da combattimento. Pensiamo che in due o tre giorni saremo in grado di prendere la città di Goma", ha dichiarato. L'altro ieri, due elicotteri da combattimento dell'Onu erano entrati in azione, riuscendo a fermare l'avanzata. Anche gli abitanti di Goma hanno cominciato a fuggire, spaventati dall'arrivo di migliaia di sfollati, terrorizzati dal rumore degli scontri. Gli sfollati arrivano da un campo alle porte di Goma, dove il numero delle persone ospitate è passato in un giorno solo da 15.000 a 45.000. Il rumore di esplosioni, lanci di razzi e colpi di mortaio si sente a tre chilometri di distanza da Goma. "La gente è nello scompiglio e la città nel panico", ha affermato il governatore Julien Paluku. La situazione sul terreno alimenta nuove tensioni con il vicino Ruanda. Oggi l'esercito congolese ha accusato le truppe ruandesi di aver attraversato il confine e di aver lanciato attacchi al fianco dei miliziani. Il governo di Kigali ha immediatamente smentito l'accusa, ma Kinshasa ha fatto sapere di aver chiesto il sostegno dell'Angola per "difendere la propria integrità territoriale". Kinshasa accusa da anni il governo tutsi di Kigali di sostenere l'ex generale tutsi Nkunda. Accusa sempre smentita dal Ruanda, che oggi ha fatto sapere di considerare i combattimenti in corso nel Nord-Kivu "un problema che riguarda i congolesi", respingendo così la proposta di un vertice tra i due Presidenti avanzata da Kinshasa. Il Presidente ruandese Paul Kagame ha quindi sostenuto che "il momento non è ancora appropriato per tale incontro", aggiungendo di auspicare che vengano applicati gli accordi già firmati tra i due paesi per stabilizzare la regione. Kagame chiede da anni il disarmo dei miliziani hutu delle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (Fdlr), presenti nel Nord-Kivu dagli anni novanta. E Nkunda afferma proprio di battersi contro i miliziani hutu a difesa della comunità tutsi della regione. Alcuni membri del Fdlr sono accusati di aver partecipato al genocidio del 1994 in Ruanda, quando vennero uccisi in soli 100 giorni almeno 800.000 tutsi e hutu moderati. Ieri, l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Javier Solana, ha lanciato un appello perchè tutte le parti coinvolte nei combattimenti "diano prova di massima moderazione", per evitare che la crisi possa coinvolgere la regione, e ha inviato a Kinshasa il commissario per lo Sviluppo, Louis Michel, per valutare la situazione umanitaria. E a New York il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione d'emergenza: ieri, l'inviato dell'Onu a Kinshasa, Alan Doss, ha chiesto nuove truppe per affrontare la situazione. Da Parigi, la Francia, attuale presidente dell'Unione europea, è favorevole al dispiegamento europeo di 1.500 uomini dell'Ue.

Note:

http://www.apcom.net/newsesteri/20081030_044606_3609ad5_49492.shtml

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