Gli inglesi rilanciano la guerra genocida nel Congo
6 novembre 2008 - Gli interessi finanziari imperiali centrati a Londra hanno rinfocolato una rivolta nella provincia nord orientale del Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Sostenuti dallo stato fantoccio britannico del Ruanda, i ribelli antigovernativi hanno esplicitamente dichiarato che il loro scopo è sabotare un accordo di cooperazione tra Cina e Congo, di grande beneficio per il paese africano. In aggiunta alla cooperazione con la Cina nei progetti di sviluppo, il governo di Kinshasa ha rinegoziato diversi accordi economici che era stato costretto ad accettare come sbocco delle guerre che avevano devastato il paese e la regione dei Laghi negli anni novanta. La Cina e il Congo hanno negoziato un accordo di 9 miliardi di dollari in cui, in cambio dei diritti di sfruttamento di rame e cobalto, Pechino costruirà 6 miliardi di infrastrutture, tra cui strade, due dighe con centrali idroelettriche, ospedali, scuole, linee ferroviarie con il Sud Africa e tra la provincia di Katanga e Matadi, il porto congolese sull'Atlantico. Altri 3 miliardi saranno investiti nello sfruttamento minerario. In agosto, il leader ribelle Laurent Nkunda ha violato la tregua stipulata in gennaio riprendendo i combattimenti. Ora egli chiede colloqui diretti col governo per cessare il fuoco e far valere la sua opposizione al progetto cinese. Il 29 ottobre, le sue forze sono riuscite a circondare Goma, capoluogo della provincia del Kivu settentrionale. Migliaia di civili erano già fuggiti dalla città quando le truppe dell'ONU hanno cominciato ad evacuare il loro personale civile. Le truppe di Nkunda sono ben addestrate e ben armate, e usano tattiche di mordi e fuggi, usando la popolazione come scudo. Con la rimozione del presidente Sud Africano Thabo Mbeki il 20 settembre, si è creato un vuoto di leadership in Africa. Mbeki si era adoperato per contrastare la campagna britannica di schiacciare ogni stato nazionale in Africa e far piombare il continente in un'epoca buia. Sotto Mbeki, le truppe di pace sudafricane sono state impegnate in diversi paesi africani ed egli stesso, o mediatori del suo paese, sono intervenuti in altri conflitti in tutto il continente. Da quando iniziò l'invasione del Congo orientale da parte dei ribelli sostenuti dal Ruanda e dall'Uganda, la regione è controllata da milizie straniere e anti-governative. Nkunda controlla un'area ricca di risorse naturali e si procura i fondi tramite attività estrattiva illegale. I minerali rubati vengono trafugati in Ruanda, Uganda e Burundi dove vengono venduti al mercato nero. La provincia del Kivu ha cinque importanti risorse: il coltan, i diamanti, il rame, il cobalto e l'oro. Il governo di Kinshasa spesso perde il controllo delle stesse truppe che manda a tentare di riconquistare il controllo della regione, e che passano al nemico in cambio di qualche manciata di preziosi. Per quanto riguarda Nkunda, era un generale dell'esercito della Repubblica Democratica del Congo. Apparentemente pensa di trarre un vantaggio dal rendere ingovernabile la regione, in modo da facilitare l'espansione delle miniere illegali (dove si lavora in condizioni orribili). Sostiene di aver rifiutato un'offerta di 2,5 milioni di dollari dal governo in cambio dell'esilio.
Articoli correlati
Lo scienziato Carlo Rovelli: «Rischio inaccettabile»Aviano, il GIP si riserva sulla presenza di armi nucleari
Cittadini e associazioni: «Vogliamo la verità e la rimozione delle testate nucleari». Il Tribunale di Pordenone deciderà nelle prossime settimane. Secondo fonti internazionali e numerosi studi di settore, nell’aeroporto militare di Aviano sarebbero custodite tra le 30 e le 50 bombe atomiche B61.15 giugno 2026 - Redazione PeaceLink- La risoluzione ONU “Youth, Disarmament and Non-Proliferation” A/RES/80/55
Disarmo, sicurezza e pace: dossier delle organizzazioni internazionali
La risoluzione ONU è stata preparata grazie ai contributi di numerose organizzazioni, incluse quelle che sono elencate nel dossier allegato a questa pagina web. I loro pareri sono confluiti in un rapporto che ha gettato le basi per il testo finale che promuove l'educazione alla pace e al disarmo.24 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
Inizia la Conferenza ONU di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)Il silenzio atomico della NATO
L’articolo VI del Trattato prevede negoziati per il disarmo nucleare. Nella dichiarazione della NATO invece non c'è una sola parola sul rilancio di tale negoziazione. E' scaduto il trattato New START sui missili a lunga gittata e il mondo vive senza regole di bilanciamento atomico verso il basso.26 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
Voto contrario di Argentina, Stati Uniti e IsraeleLa tratta degli schiavi, il crimine contro l'umanità più grave della storia
L'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato questa dichiarazione, che condanna un sistema di sfruttamento che si è protratto per quattro secoli e un regime mondiale che ha codificato gli esseri umani e i loro discendenti come proprietà ereditaria, alienabile e perpetua.26 marzo 2026 - Notizie ONU
sociale.network