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    Newsletter n° 46 1 dicembre 2009

    «Un trattato non basta: non dobbiamo mai dare per scontato che gli impegni presi sulla parola e quelli firmati su un pezzo di carta siano veramente mantenuti. Costruire la pace in Sudan è un'operazione a lungo termine». Marina Peter in Scommessa Sudan, 2006

    Indice

     

     

    I fatti

    Sudan, 1 / Elezioni generali: si voterà l'11 aprile  

    (In evidenza)  

     

    Sudan, 2 / Nuovo accordo petrolifero con la Cina 

     

    Sud Sudan, 1 / Agguato contro il ministro dell'agricoltura

     

    Sud Sudan, 2  / Scontri inter-etnici nello stato dei Laghi: almeno 47 morti

     

    Sud Sudan, 3  / Nuove razzie dei miliziani Lra

     

    Sud Sudan, 4 / Lam Akol sfiderà Salva Kiir alle presidenziali

     

    Darfur, 1 / I colloqui di pace della società civile

     

    Darfur, 2 / Scontri nei campi: l'esercito uccide sette sfollati

    Il contesto   regionale

    Kiir chiede all'Uganda di riconoscere il Sud Sudan

    Documenti

    Diciotto anni di lotta per la libertà in Eritrea

    La Campagna

    Chi siamo


    I fatti (Fonti: Afp, Al Jazeera, Ansa, Ap, Bbc, Irin, Misna, Reuters)

    Sudan, 1 / Elezioni generali: si voterà l'11 aprile

    (In evidenza) 

    Le elezioni generali in Sudan sono state di nuovo rinviate, ma questa volta di una sola settimana. La Commissione elettorale nazionale ha spostato l'appuntamento dal 5 all'11 aprile 2010 per dare più tempo ai cittadini di registrarsi nelle liste dei votanti, una richiesta venuta anche dai partiti di opposizione, per cui il periodo per le operazioni di registrazione, che avrebbe dovuto completarsi il 30 novembre, è stato prolungato fino al 7 dicembre.

    Gli accordi di pace del 2005, che hanno concluso una guerra civile tra Nord e Sud che durava da oltre venti anni e che hanno stabilito l'attuale governo di unità nazionale,  avevano fissato le elezioni per luglio 2009. Le difficoltà e la lentezza della preparazione delle elezioni e dello svolgimento del censimento hanno causato un primo rinvio a febbraio 2010, poi un secondo per aprile 2010. Si tratta di un appuntamento storico per il Sudan: le prime elezioni libere e generali da quando l'attuale presidente Bashir ha preso il potere con un colpo di stato, nel 1989.

    Tutto il Sudan è ormai in campagna elettorale [vedi newsletter 42 del 15 ottobre 2009]. Alcuni osservatori però hanno già iniziato ad esprimere dubbi sulla validità delle operazioni pre-elettorali; in particolare la fondazione Carter teme che milioni di sudanesi possano rimanere esclusi dal voto.

    Inoltre, sempre secondo gli accordi di pace, alle elezioni dovrebbe seguire nel 2011 un cruciale referendum per un'eventuale indipendenza del Sud Sudan.

     

    Sudan, 2 / Nuovo accordo petrolifero con la Cina

    Il governo del Sudan e la China National Petroleum Corporation, l'impresa petrolifera statale del governo di Pechino, hanno firmato a Khartoum nella seconda metà di novembre tre nuovi accordi nel settore petrolifero, accordi che riguardano la raffineria di Khartoum e i campi petroliferi nell'entroterra del paese. Ai margini di questo incontro è stato firmato anche un accordo di sviluppo e cooperazione per la compagnia aerea sudanese. La Cina è il principale partner commerciale ed economico del Sudan.

     

    Sud Sudan, 1 / Agguato contro il ministro dell'agricoltura

    Il 15 novembre è stata attaccato l'auto del ministro dell'Agricoltura del Sud Sudan, Samson Kwaje, mentre viaggiava per invitare la popolazione a registrarsi per le elezioni nazionali programmate per aprile 2010. Nell'imboscata sono morte quattro persone, incluso l'autista e la guardia del corpo di Kwaje, e cinque sono rimaste ferite, incluso il ministro colpito a un braccio.

    Sulla via di ritorno da Wonduruba alla contea di Lanya nello stato di Central Equatoria (60 chilometri a sudest del capoluogo di Juba, capitale del Sud Sudan) le due auto del convoglio sono state colpite da raffiche di proiettili sparate da entrambi i lati della strada; i sopravvissuti sono fuggiti nella foresta inseguiti dagli aggressori e sono stati poi soccorsi da un pattuglia dell'esercito inviata in loro aiuto.

    Non si conosce l'identità degli assalitori; l'ipotesi più accreditata è che alla radice dell'aggressione ci sia una disputa tra comunità locali per la definizione del proprio territorio, tensioni aumentate con la crisi economica e climatica.

     

    Sud Sudan, 2  / Scontri inter-etnici nello stato dei Laghi: almeno 47 morti

    Gruppi di armati appartenenti a due comunità del Sud Sudan (dinka e mundari), si sono scontrati ripetutamente a partire dal 16 novembre nella contea di Awerial, nel meridionale stato di Lakes. Dopo tre giorni si contavano 47 morti e 16 feriti.

    Secondo le prime ricostruzioni dietro l'esplosione di violenze vi sarebbe il tentativo di furto di bestiame da parte di un gruppo di giovani mundari ai danni della comunità dinka. Secondo stime internazionali dall'inizio del 2009 almeno 2.000 persone sono morte in combattimenti tra comunità nel Sud Sudan.

    Ormai più volte i rappresentanti del Sud Sudan hanno sottolineato che dietro a questi scontri ci sono tensioni politiche e militari [vedi Newsletter 39 del 1 settembre 2009].

    Salva Kiir, presidente del Sud Sudan e vicepresidente del Sudan, ha esplicitamente accusato il Ncp, il partito del presidente Bashir, di fornire armi e fomentare gli scontri nel Sud [vedi Newsletter 42 del 15 ottobre 2009].

     

    Sud Sudan, 3  / Nuove razzie dei miliziani Lra

    A metà novembre i miliziani del gruppo ugandese Esercito di resistenza del signore (Lra) nel sud del Sudan hanno razziato i villaggi di Buremanga Boma e di Tumba, nella provincia di Equatoria occidentale che confina con la Repubblica democratica del Congo. Il bilancio delle vittime è di sette civili uccisi, tra cui un bambino, una donna e tre anziani. Altre persone sarebbero state rapite, secondo quanto hanno dichiarato fonti militari sud-sudanesi. Le notizie delle nuove incursioni contrastano con quelle che arrivano dalla regione (la zona di confine tra Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Sudan) che parlano di una resa di diversi gruppi di combattenti Lra. [vedi Newsletter 44 del 15 novembre 2009].

    Abbandonata l'Uganda al termine dei negoziati di pace mai giunti alla firma di un accordo, la formazione ribelle guidata da Joseph Kony si è divisa in vari gruppi che hanno sconfinato nella Repubblica democratica del Congo, in Sudan e nella Repubblica centrafricana. Le violenze sui civili da parte dell'Lra continuano a rimanere un problema per il Sud Sudan e per la regione.

     

    Sud Sudan, 4 / Lam Akol sfiderà Salva Kiir alle presidenziali

    Otto partiti politici del Sud Sudan hanno creato un'alleanza per sostenere un candidato comune alle prossime elezioni del Sud Sudan, che saranno contemporanee a quelle nazionali, previste per aprile 2010. Il candidato è Lam Akol, dirigente del Movimento di liberazione popolare per il cambiamento democratico (Splm-Dc) un leader che in passato ha avuto più volte posizioni critiche conto il vertice dell'Splm, il principale partito del Sud Sudan. Lam Akol sfiderà Salva Kiir Mayardit, l'attuale presidente del Sud Sudan e vicepresidente del Sudan.

    Ad aprile 2010 i sudanesi voteranno per eleggere il presidente del Sudan, il presidente del governo del Sud-Sudan, i governatori degli stati, i deputati dei parlamenti federali e le assemblee locali. Nel 2011 è previsto il referendum sull'indipendenza delle regioni meridionali.

     

    Darfur, 1 / I colloqui di pace della società civile

    I colloqui di pace tra il governo di Khartoum e lo Jem, uno dei principali gruppi ribelli del Darfur, avrebbero dovuto svolgersi a partire da metà novembre a Doha, capitale del Qatar. Sono stati rinviati a data da destinarsi. Al posto di quelli ufficiali, si sono svolti però - sempre a Doha - una serie di incontri di esponenti della società civile, tra cui rappresentanti della diaspora, donne e intellettuali, per parlare della situazione nel Darfur.  Il 19 novembre Jean Ping, presidente della Commissione dell'Unione africana (Ua), è intervenuto personalmente all'incontro e ha dichiarato: «La società civile deve mostrarsi unita perché il suo peso è essenziale; ma solo se si presenta compatta potrà favorire la pacificazione del Darfur». Ping ha chiesto che la popolazione invii un messaggio ai gruppi armati, affinché decidano di riprendere i negoziati avviati grazie alla mediazione del Qatar, dell'Ua e della Lega Araba.

    I delegati di oltre 170 associazioni e gruppi della società civile hanno discusso per tre giorni e hanno stilato un documento con una serie di raccomandazioni che il ministro degli Esteri del Qatar, Ahmed bin Abdullah al Mahmoud, ha definito utili punti per tracciare il percorso che ancora rimane al conseguimento di una pace definitiva in Darfur: «Si è parlato di pace e ciò che abbiamo sentito ci rende ottimisti sul futuro. La crisi in Darfur è innanzitutto una questione politica con conseguenze di tipo economico e sociale da affrontare e risolvere attraverso un serio dialogo».

     

    Darfur, 2 / Scontri nei campi: l'esercito uccide sette sfollati

    Il 27 novembre sette sfollati sudanesi sono stati uccisi nel campo di raccolta di Deleij. nel Darfur occidentale a circa 280 chilometri dalla città di El Geneina, in seguito a scontri scoppiati tra i residenti del campo e le truppe governative del Sudan, che stavano forzando i residenti a iscriversi alle operazioni di voto. Gli sfollati chiedono al governo del Sudan di disarmare le milizie paramilitari filogovernative, di processare i responsabili delle atrocità e dei crimini commessi in Darfur e di giungere a un accordo di pace con i ribelli del Darfur prima di indire le nuove elezioni.

    Secondo stime Onu, gli sfollati in Darfur sarebbero oltre 2 milioni e mezzo, su una popolazione complessiva della regione stimata in circa 7 milioni e mezzo di persone, secondo i dati dell'ultimo censimento.

     

    Il contesto regionale

    Kiir chiede all'Uganda di riconoscere il Sud Sudan

    Il 24 novembre Salva Kiir Mayardit, presidente del Sud Sudan e vicepresidente del Sudan, durante una visita ufficiale in Uganda, ha chiesto al governo di Kampala di riconoscere il Sud Sudan come uno stato indipendente, nel caso il referendum previsto per il 2011 lo sancisse.

    Durante il suo viaggio in Uganda, Kiir è stato vittima anche di un incidente aereo, senza conseguenze per i passeggeri: la foratura di una gomma dell'Antonov 74 che trasportava la delegazione ufficiale sudanese.

     

    Documenti

    Diciotto anni di lotta per la libertà in Eritrea

    Il Centro per la pace e i diritti umani di Oslo ha pubblicato in novembre un rapporto dedicato all'Eritrea, curato da Kjetil Tronvol, dal titolo The Lasting Struggle for Freedom in Eritrea. Human Rights and Political Development, 1991-2009. Nella prefazione si ricorda che l'Eritrea gode la fama di essere «uno dei regimi più isolati e repressivi» del mondo, oltre ad essere l'unico paese africano ad avere una stampa solo governativa e dove l'opposizione politica è bandita. Il documento, un vero e proprio libro di 140 pagine, è dedicato al tema dei diritti umani e della involuzione politica del più giovane stato africano. In otto capitoli si esamino il sistema giudiziario, il fallimento del sistema democratico, l'attacco alle organizzazioni della società civile, «l'arcipelago Gulag» organizzato dal governo (ovvero il sistema di carceri, torture ed esecuzioni), la marginalizzazione delle minoranze.

    Il documento si può leggere in versione integrale e in inglese al seguente link: www.oslocenter.no/images/stories/eritrearapport_2_endelig_versjon.pdf

     

    La Campagna Sudan

    Chi siamo

    La Campagna italiana per il Sudan è una campagna nazionale di informazione, sensibilizzazione ed advocacy che opera dal 1994. Raggruppa organizzazioni della società civile italiana (Acli Milano e Cremona, Amani, Arci, Caritas ambrosiana, Caritas italiana, Mani Tese, Ipsia Milano, Missionari e missionarie comboniane, Nexus, Pax Christi) e lavora in stretta collaborazione con enti pubblici e privati italiani e con varie organizzazioni della società civile sudanese. In Italia la Campagna ha fatto conoscere la situazione del Sudan e ha sostenuto i processi volti al raggiungimento di una pace rispettosa delle diversità sociali, etniche, culturali, religiose della sua popolazione. Per informazioni: www.campagnasudan.it .

     

    Contatti: telefono 02-7723285, segreteria@campagnasudan.it

     

    Questa Newsletter, aggiornata al 30 novembre 2009, è a cura di Diego Marani. Si ringraziano le Acli di Cremona (www.aclicremona.it ) per la collaborazione.

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