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Fao: "Aumenta la fame nel mondo
quasi un miliardo senza cibo"

Le stime preliminari dell'agenzia Onu. L'aumento dei prezzi alimentari la causa principale
Rispetto al 2007, 40 milioni in più. E l'attuale crisi economica può far peggiorare la situazione.

19 dicembre 2008 - Matteo Della Torre (Casa per la nonviolenza, associazione di ispirazione gandhiana.)

Pubblichiamo una notizia tratta dal quotidiano Repubblica.

Bambini poveri

La fame miete sempre più vittime: altri 40 milioni di persone si sono aggiunti quest'anno alla già lunga lista di coloro che soffrono la mancanza di cibo, principalmente a causa dell'aumento dei prezzi alimentari. Secondo le stime preliminari pubblicate oggi dalla Fao, nel mondo sono 963 milioni le persone sottonutrite, quasi un miliardo. E l'attuale crisi finanziaria ed economica - avverte l'agenzia delle Nazioni Unite - potrebbe far lievitare ulteriormente questa cifra.

La lista si allunga. Nel 2007 erano 923 milioni le persone che non avevano abbastanza cibo. La Food and agriculture organization segnala che alla base del "drammatico quanto rapido" aumento del numero di affamati cronici nei Paesi del
Sud del mondo c'è l'impennata dei prezzi delle materie prime agricole.

Il costo del cibo. L'aumento dei prezzi ha fatto precipitare nell'insicurezza alimentare milioni di poveri e ridotto drasticamente la quantità e qualità del cibo a loro disposizione. E' pur vero che c'è stato un calo dei prezzi dall'inizio del 2008, ma, ha spiegato il vicedirettore generale della Fao e curatore del rapporto Hafez Ghanem, "per milioni di persone riuscire a mangiare ogni giorno una quantità di cibo sufficiente è ancora un sogno lontano". In ogni caso, il calo non è stato abbastanza forte: l'Indice Fao dei prezzi alimentari nell'ottobre 2008 era ancora un 20 per cento più alto rispetto all'ottobre 2006.

Le difficoltà degli agricoltori. Con i prezzi delle sementi e dei fertilizzanti più che raddoppiati dal 2006, i contadini poveri non sono riusciti ad aumentare la produzione, mentre gli agricoltori più ricchi, soprattutto nei Paesi sviluppati, hanno sostenuto i prezzi più alti e accresciuto le semine.

L'avvertimento. Ghanem ha parlato anche dei rischi futuri: "Se i prezzi più bassi e la stretta creditizia associati alla crisi economica costringeranno gli agricoltori a diminuire le semine - ha osservato - l'anno prossimo potrebbe verificarsi un'altra drammatica ondata di prezzi alimentari alti".

Spiraglio di speranza. Gli esperti Fao, però, hanno sottolineato che l'alto prezzo delle derrate può diventare un'opportunità di sviluppo per i milioni di piccoli agricoltori poveri: potrebbe infatti favorire l'espansione dei mercati regionali, creare nuovi posti di lavoro e rilanciare in modo sostenibile l'agricoltura del Sud del mondo.

Doppia strategia. L'Onu propone una duplice azione da parte di governi, donatori e ong: da una parte rafforzare il settore agricolo e aiutare i piccoli produttori ad aumentare la produttività fornendo sementi, fertilizzanti, mangimi, macchine agricole e simili; dall'altra, avviare programmi di sicurezza e protezione sociale per le categorie più vulnerabili, così da garantire ai più poveri l'accesso al cibo.

Servono soldi. "L'obiettivo del Vertice dell'alimentazione del 1996 di dimezzare il numero delle persone che soffrono la fame entro il 2015 - ha affermato Ghanem - richiede un forte impegno politico e finanziario di almeno 30 miliardi di dollari l'anno per l'agricoltura e per le misure di protezione sociale delle popolazioni povere".

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