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Messico: Oaxaca, le comunità indigene continuano ad essere discriminate: La comunità di San Isidro Vista Hermosa chiede giustizia.

8 marzo 2006 - Monica Mazzoleni (coord.centroamerica@amnesty.it)

Soledad e Cástullo sono dei ragazzi indigeni di Oaxaca (Messico del sud).
Sono venuti in Italia per denunciare i continui abusi che soffrono gli indigeni in questa regione. La loro è una denuncia serrata e dettagliata che è allo stesso tempo urgente richiesta di solidarietà.
“Perché si deve sapere quello che succede in Oaxaca: continue restrizioni delle libertà civili a danno degli indigeni.”
oaxaca


Sono seduti ad un piccolo tavolo del locale, aperto al pubblico, dove è stato organizzato l’incontro.
Sul tavolo hanno steso un lenzuolo con il simbolo dell’associazione cui fanno parte: COMITE DE DEFENSA DE LOS DERECHOS DEL PUEBLO. CODEP.

Cástullo ha forse venticinque anni, Soledad poco più. Pelle scura, capelli lisci nerissimi, occhi neri: tratti tipici degli indigeni dell’America Centrale.

Inizia a parlare Soledad ringraziandoci nella sua lingua madre, un dialetto dolce e scorrevole. Quindi prosegue parlando in spagnolo fluente.

“CODEP é un’associazione con sede a Oaxaca che lavora da 35 anni per supportare i bisogni del popolo indigeno. Nasce dall’impegno e dal bisogno di persone che provengono da diverse esperienze di vita.
Campesinos, operai, infermieri, studenti. CODEP nasce per sostenere rivendicazioni a seguito di promesse del governo che non sono mai state mantenute.”

Oaxaca, stato del sud del Messico: si affaccia a sud sull’oceano Pacifico, ad est confina con il Chiapas, ad ovest con lo stato del Guerrero e a nord con lo stato di Puebla. Terra dove si incontrano tre grandi sierre: Sierra Madre del Sur che si estende al largo del Pacifico fino a 1.200 Km; la Sierra Madre Orientale di 300 chilometri e la Sierra Atravesada di 250 chilometi di lunghezza.
Panorami spettacolari, ma senza dubbio un’orografia che rende difficile l’accesso e comunicazione tra le comunità soprattutto in tempo di pioggia.

“In questo stato convivono 16 gruppi etnici che arricchiscono lo stato di culture, costumi e tradizioni abbastanza conservate nella loro totalità. Su 3.400.000 abitanti 2.000.000 sono indigeni.”

Nello Stato di Oaxaca persiste l’arretratezza, l’emarginazione e la povertà. E’ classificato come uno stato con alto grado di emarginazione, nonostante il fatto che abbia una grande ricchezza naturale potenziale. La maggioranza della sua popolazione deve combattere ogni giorno la povertà estrema.
Situazione annosa che deriva dalla mancanza di fonti di impiego. Una delle cause, per quanto riguarda il fattore sociale, è senza dubbio la concentrazione della terra nelle mani di pochi ricchi proprietari.
L’emarginazione si evidenzia nell’alto grado di denutrizione, analfabetismo, disoccupazione, migrazione, carenza di servizi come acqua potabile, energia elettrica e cure sanitarie.

“Il governo è presente solo quando viene a cercare voti. Dopo le elezioni le promesse rimangono disattese. Inoltre questi ultimi anni sono stati caratterizzati da una forte repressione. La politica liberale sostenuta dal governo si sviluppa a livello globale e viene imposta con la forza, con l’intervento della polizia.
Esempi di forzature sono i progetti dell’”ALCA” e del “Plan de Panama”.
Si tratta di veri e propri attentati al territorio degli indigeni, di sfruttamento delle ricchezze naturali al fine di arricchire le multinazionali. Il progetto “Plan de Panama” si estende al Chiapas, Guatemala, El Salvador, Panama ed ha l’effetto di distruggere equilibri territoriali in un raggio vastissimo.
Si vuole costruire per esempio un aeroporto e un porto per rendere possibile il trasporto di materie prime e merci senza considerare l’impatto ambientale e sociale. Si vogliono impiantare maquillas con il conseguente sfruttamento della mano d’opera. Un progetto che minaccia la sovranità nazionale a favore del potere delle multinazionali. Si vuole procedere alla privatizzazione dell’elettricità, dei servizi quali la salute e l’educazione. A questo proposito è in corso una riforma della scuola dove si vuole ridurre al minimo le materie letterarie come la storia e puntare invece sulle materie quali la matematica, fisica, chimica. Si vuole cioè preparare i ragazzi ad un approccio industriale, economico senza lasciare spazio all’aspetto culturale e sociale che sono altrettanto importanti. Le donne soffrono più degli uomini in quanto discriminate perché indigene, perché donne e perché povere.
Gli indigeni sanno che nella loro lotta per difendere i loro diritti devono rimanere uniti ed organizzarsi.”

Interviene Cástullo: “Da 25 anni l’associazione ha dovuto sempre fare i conti con la repressione. Nel pese diversi settori della società soffrono ingiustizie. Ne sono colpiti campesinos, maestri, studenti, giornalisti.”

Ed elenca fatti, con dati e nomi dettagliati, di gravi abusi di diritti umani.

Tra questi il caso dei lavoratori del periodico “Noticias”, che sono stati intimoriti e minacciati da membri di un sindacato controllato dal governo statale. Nel luglio 2005 il sindacato aveva indetto uno sciopero per impedire ai giornalisti di entrare nei loro uffici. Erano armati di bastoni e fucili: il loro intento era quello di chiudere la pubblicazione.
I giornalisti hanno chiesto l’aiuto della polizia che pero’ non è intervenuta. “Noticias” è l’unico giornale di Oaxaca che ha criticato sistematicamente il governo statale (sostenuto dal Patito Revolucionario Instituzional PRI). Gli uffici sono stati attaccati e occupati dopo l’elezione del governatore, si pensa in rappresaglia all’appoggio che il giornale aveva dato al candidato dell’opposizione.

“Manca non solo la libertà di espressione ma anche la libertà di transito. Ai campesinos che si dirigono verso la città o altre comunità a volte viene impedito il transito con posti di blocco: sono così costretti a ritornare indietro, rinunciando alle loro attività, per non rischiare la vita. Spesso gli abusi nascono per conflitti riguardanti la terra.”

E’ il caso delle controversie che risalgono al 1931 tra la comunità mixteca di San Isidro Vista Hermosa e il vicino Santa Cruz Nundaco. Controversie che hanno portato San Isidro Vista Hermosa a volersi separare dal municipio di Nundaco di cui è agenzia municipale, per annettersi al municipio di Tlaxiaco.
Nundaco si oppone a questa scissione.

Secondo la denuncia di San Isidro Vista Hermosa nel 1990, subito dopo il compromesso fatto davanti alla Segreteria del Governo per definire legalmente i confini e cessare i conflitti, i suoi abitanti subirono un’aggressione dagli abitanti di Nundaco che causo’ un morto e 42 feriti.

Nel Febbraio 2003 circa 1200 persone di Nundaco con armi di uso esclusivo dell’esercito e con bastoni e machete, assalirono la comunità di San Isidro Vista Hermosa picchiando la gente.

Il 13 maggio 250 persone di Santa Crus Nundaco sequestrarono 6 persone di San Isidro Vista Hermosa, tra le quali la segretaria municipale. Furono torturati fisicamente e psicologicamente e costretti a scavare quella che avrebbe dovuto essere la loro tomba.

Il 15 maggio 2003 autorità municipali capeggiate da Arturo Pimentel Salas, autorità municipale di Santa Cruz Nundaco, sequestrarono 14 persone: donne e bambini che furono picchiati, presi a pugni e calci.

Il 4 luglio 2005 circa 500 persone di Santa Cruz Nundaco con armi di uso esclusivo dell’esercito entrarono violentemente nelle case degli abitanti della Comunità di Vista Hermosa e distrussero porte, vivande, carri. Entrarono nel municipio e distrussero mobili, computers, documenti pubblici come i registri di nascita. Quindi presero con la forza donne, bambini e anziani. Svestirono le donne e picchiarono duramente tutti.

Il 29 agosto le stesse persone di Santa Crus Nundaco fecero incursione e imposero un nuovo agente municipale senza il consenso dell’assemblea comunitaria di San Isidro.
Lo stesso giorno attorno alle undici di mattina un gruppo di perone sequestrarono la giovane Olga Isabel León di 17 anni che fu violentata, minacciata e poi rilasciata con un messaggio di morte per gli abitanti della comunità.

Il 7 settembre 2005 Amnesty Inernational lancia un’azione urgente in cui si chiede immediata protezione per Olga Isabel León, per la sua famiglia e per la comunità di San Isidro Vista Hermosa. Amnesty International chiede al governatore di Oaxaca Ulises Ruis Ortiz e alla Procuratrice dello Stato di Oaxaca Patricia Villanueva Abraján che tutte le minacce e gli attacchi contro la comunità si San Isidro Vista Hermosa siano pienamente investigate e i responsabili assicurati alla giustizia. Chiede inoltre al governo di collaborare alla risoluzione delle cause che continuano a generare violenza.

I ragazzi di Oaxaca cercano il sostegno dell’opinione pubblica internazionale perché, dicono, è fondamentale per spingere i governanti ad assumersi le loro responsabilità.

Note:

per dare solidarietà spedisci l'appello che puoi chiedere a coord.centroamerica@amnesty.it )."

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