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Nicaragua: Lavoratori della Parmalat Centroamerica S.A. in Assemblea

"Dopo il primo passo non smetteremo mai di camminare"
26 settembre 2006 - Giorgio Trucchi

Centinaia di iscritti al Sindacato "Armando Llanes" si sono riuniti in assemblea per procedere all'elezione della nuova Giunta Direttiva e per discutere sul nuovo contesto che vive l'impresa, alla luce dei cambiamenti operati ai vertici della Parmalat Centroamérica S.A. dal Commissario Straordinario, Enrico Bondi.  
Il licenziamento del Direttore generale, Vincenzo Borgogna e l'arrivo di Carlos Enrique Sales Costa, quest'ultimo ex Direttore generale della Parmalat-Paraguay, ha destato molta preoccupazione tra i lavoratori, i quali sono convinti che questa strategia abbia l'obiettivo di eliminare la presenza del sindacato prima di vendere l'impresa di capitale italiano al Gruppo finanziario Lafise, fino ad oggi proprietario del 49 per cento delle azioni di Parmalat Centroamérica S.A.. 
 
L'attività ha visto la presenza, in qualità di invitati, di varie rappresentanze sindacali come quelle della Coca Cola FEMSA e della Confederazione degli Hotel e Ristoranti, la Coordinadora Social ed il Movimento dei Consumatori, la Central Sindical de los Trabajadores "José Benito Escobar" (CST-JBE), ed un rappresentante del Dipartimento Stampa della Rel-UITA in Nicaragua e del Settore Informazione dell'Associazione Italia-Nicaragua. Durante l'attività è anche intervenuto il Ministro del Lavoro, Virgilio Gurdián. 
 
Prima di presentare la relazione annuale sul lavoro svolto dal sindacato e sulla firma del Contratto Collettivo, il Segretario generale del Sindacato "Armando Llanes", Luis Navarro, ha consegnato al rappresentante del Dipartimento Stampa della Rel-UITA e del Settore Informazione della Associazione Italia-Nicaragua un "Riconoscimento al merito" - per il lavoro di sostegno, informazione e divulgazione svolto a livello internazionale da queste organizzazioni e dal loro rappresentante in Nicaragua. 
 
Nella sua relazione, Luis Navarro ha presentato i risultati ottenuti dal sindacato per quanto riguarda la stabilità lavorativa nell'impresa, la difesa dei diritti lavorativi e sindacali dei lavoratori e lo sviluppo di un'amministrazione pulita e trasparente, denunciando contemporaneamente le costanti violazioni del Contratto Collettivo, delle leggi nazionali e degli accordi firmati dal Nicaragua con l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). 
 
"Uno degli impegni più importanti che hanno assunto i membri dell'attuale Giunta Direttiva del sindacato è quello di ottenere un'efficiente amministrazione dei contributi versati dai lavoratori affiliati al sindacato. Il nostro rappresentante di Finanza ha il compito di controllare e verificare l'uso di tali apporti, affinché vengano utilizzati in modo adeguato e trasparente ed in qualsiasi momento si possono consultare i Libri contabili della nostra organizzazione.

Siamo un'organizzazione molto giovane, ma anche molto forte. Attualmente abbiamo 315 lavoratori iscritti e vogliamo reiterare che non abbiamo mai discriminato nessun lavoratore, li abbiamo sempre difesi  ed abbiamo vinto quasi tutti i casi che si sono presentati. 
Il nostro obiettivo più importante è quello della stabilità lavorativa a qualunque costo.

Alcuni membri della Giunta Direttiva sono stati licenziati in un sforzo atroce da parte della Direzione dell'impresa per non permettere la nostra organizzazione e lo svolgimento di attività come quella di oggi. 
Credono che solo loro possono farle, perché ci considerano dei rozzi senza capacità. 
È importante parlare dei nostri diritti e capire che nessuno ce li sta regalando. I diritti sono garantiti dalle leggi e nessuno può regalarli perché sono già nostri. 
Il diritto al lavoro è un diritto costituzionale e nessun datore di lavoro ce lo regala. Dobbiamo conoscerli e farli nostri.
Bisogna lottare insieme per garantire la stabilità lavorativa e lo continueremo a fare.

Quando parliamo di stabilità lavorativa, noi intendiamo le persone che stanno lavorando e non il numero di posti di lavoro. Il datore di lavoro ha un concetto errato di questo, perché per lui la stabilità lavorativa vuol dire mantenere lo stesso numero di posti di lavoro e con questo stratagemma, licenzia la gente e la rimpiazza.  
Alla fine, dimostra che sta garantendo la stabilità lavorativa perché i posti di lavoro non sono diminuiti. 
Per noi, la stabilità è per la persona, perché il posto di lavoro è impersonale e si converte in personale quando l'occupa un lavoratore e noi lottiamo per la sua stabilità. A noi interessano i lavoratori, non gli mettiamo codici, non li chiamiamo per numero, ma hanno nomi e cognomi. Io sono una persona umana e mi merito che per lo meno mi chiamino per nome e questo è parte della difesa dei nostri diritti. Abbiamo mantenuto una dura lotta per la stabilità lavorativa e continueremo in questa nuova tappa a difendere i nostri posti di lavoro, contro l'aggressività del padrone che cerca solo la propria stabilità e quella del personale di fiducia." 
 
Luis Navarro ha poi esposto le situazione in cui maggiormente si violano i diritti lavorativi dei lavoratori di Parmalat Centroamérica S.A.  
 
"Attualmente, l'impresa Parmalat Centroamérica S.A. controlla il 90 per cento del mercato nazionale.

È importante sapere che la Parmalat vende quasi 2 milioni di cordobas al giorno (circa 115 mila dollari). Nonostante questa situazione molto positiva dell'impresa, continuano i soprusi ai lavoratori. 
Un anno fa c'erano 12 persone contrattate per caricare i camion e caricavano 36 camion al giorno, con una media di 3 camion per caricatore. Oggi abbiamo 15 persone che devono caricare 54 camion, con una media di 3,6 camion e questo rappresenta un 20 per cento in più di lavoro.

L'aumento si rispecchia nel lavoro, ma mai nel salario.

Un anno fa, 6 persone (recibidores) dovevano controllare 5 mila confezioni di latte al giorno, mentre ora 4 persone ricevono 7 mila confezioni di latte. Prima venivano controllate 833 confezioni per persona, mentre oggi sono diventate 1.750 e questo rappresenta un 110 per cento di lavoro in più e nemmeno in questo caso si traduce in un aumento del salario.

Sappiamo che il 70 per cento dei lavoratori stanno lavorando più dell'anno scorso, ma a questo aumento dello sfruttamento non corrisponde un aumento dei nostri salari e sappiamo perfettamente che le condizioni di vita sono pessime e che la capacità di acquisire i prodotti di consumo basico è sempre più difficile.

Quello che alla fine facciamo è di lottare per i nostri diritti".
 
Nella parte finale della relazione, Navarro ha esposto i punti nevralgici che il sindacato dovrà affrontare durante il prossimo anno, tra i quali il riconoscimento da parte dell'impresa del pagamento dei giorni festivi, il pagamento degli scatti d'anzianità, il vitto ed un ufficio dove poter svolgere le attività sindacali, come prevedono il Codice del Lavoro del Nicaragua e il Contratto Collettivo firmato con l'impresa. 
 
"Ci obbligano sempre a lavorare durante i giorni festivi ed alla fine non ci pagano doppio, come prevede la legge. Questi giorni vengono considerati dal datore di lavoro come giorni addizionali e non festivi, come dovrebbe essere. 
Se un lavoratore si rifiuta di lavorare nei giorni festivi, gli mandano un richiamo ufficiale e gli tolgono dalla paga il giorno non lavorato e quello di riposo.
Dobbiamo fare quello che hanno fatto i lavoratori della Coca Cola FEMSA, rifiutandosi di lavorare nei giorni festivi fino ad ottenere un accordo con l'impresa in cui si rispettino gli articoli del Codice del Lavoro.

Un'altra violazione è il fatto di non pagarci l'anzianità.

Succedono cose strane in tutte le aree di lavoro, ma soprattutto in Produzione, dove assumono il nuovo personale e lo pagano allo stesso modo o di più della gente che lavora qui da vent'anni.

Manterremo la protesta affinché ci venga pagato il vitto.
È incredibile quello che succede nella nostra impresa. Nell'area di Vendita ci obbligano ad iniziare il lavoro alle 4 della mattina ed a volte, sono le 8 di sera e stiamo ancora lavorando.

Nell'area di Produzione i lavoratori entrano alle 8 della mattina ed a volte li obbligano a lavorare fino a mezzanotte. In tutti questi casi si dimenticano che questi lavoratori devono anche mangiare e quando scoprono un lavoratore mentre mangia uno yogurt di nascosto, come è successo l'altro giorno, lo licenziano. 
Aumenteremo la pressione affinché venga destinato un ufficio per il sindacato.

Dicono che rispettano la nostra organizzazione sindacale, che rispettano la legge e la nostra personalità giuridica, ma fino ad ora si sono rifiutati di darci un ufficio e ci costringono a riunirci sotto gli alberi che ci sono nell'impresa".
 
La relazione di Navarro si è poi conclusa con un appello all'unità e alla lotta dei lavoratori per porre termine alle continue violazioni da parte dell'impresa e alla persecuzione contro gli iscritti al sindacato.
 
"In luglio abbiamo firmato il Contratto Collettivo in cui si stabiliscono i diritti e doveri dei lavoratori e dell'impresa. Non avevamo ancora finito di mettere la nostra firma che già l'impresa stava violando questo Contratto. 
Consegneremo una copia a tutti gli affiliati affinché ci si appropri dei suoi contenuti e dei diritti che dobbiamo far rispettare. 
Esistono repressione e persecuzione sindacale nella Parmalat Centroamérica S.A. ed i problemi non si sono risolti con l'uscita di Vincenzo Borgogna.

I problemi contro i quali abbiamo lottato nel passato sono ancora presenti, come sono presenti le persone che li hanno causati e che continuano a reprimerci a livello lavorativo ed amministrativo, perché il loro obiettivo è quello di distruggere il sindacato.

Recentemente ho avuto una conversazione con un alto funzionario dell'impresa, il quale mi ha confessato che il problema è che il  Gruppo Lafise non vuole un sindacato nell'impresa che sta per comprare.

Esiste un atteggiamento antisindacale molto forte da parte dell'impresa e quello che ci ha comunicato la Unión Internacional de los Trabajadores de la Alimentación (UITA) sul nuovo Direttore generale ci deve far riflettere e preparare per il peggio.

Il nostro sindacato è giovane ed esistiamo da pochi anni, ma siamo riusciti a costituirci e ad andare avanti nonostante tutte le strategie per annientarci. Chi è qui presente oggi sa benissimo che abbiamo lottato per la stabilità lavorativa e dobbiamo essere convinti della nostra forza, anche se sarà difficile, anche se siamo all'inizio, ma come ha detto il professore e pensatore nicaraguense, Ricardo Morales Avilés "dopo il primo passo non smetteremo mai di camminare".  
 
Alla fine dell'attività, l'assemblea generale ha deciso di riconfermare la Giunta Direttiva uscente, rafforzandola con l'integrazione di alcune nuove persone che copriranno alcuni posti vacanti. 

 

Note:

(Testo e foto Giorgio Trucchi - Ass. Italia-Nicaragua gtrucchi@itanica.org )

(Originale in spagnolo su www.rel-uita.org )

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