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I media alternativi: è una delle migliori legislazioni in materia di libertà di espressione e informazione comunitaria in tutto il continente

Uruguay: lo Stato riconosce radio e tv comunitarie

Il progetto di legge approvato dal Senato prevede un sistema trasparente nella concessione delle frequenze

20 novembre 2007 - David Lifodi

"Un modello da seguire in tutta l'America Latina": non poteva esserci complimento migliore delle parole di Amarc (Asociacion Mundial de Radio Comunitarias) per sottolineare l'importante progetto di legge approvato a maggioranza dal Senato uruguayano, che obbliga lo Stato a promuovere, riconoscere e garantire l'esistenza di radio e tv comunitarie. Il 14 Novembre, data dell'approvazione, rappresenta quindi una giornata storica per il piccolo paese sudamericano, che si distingue così rispetto al vicino Brasile, al Cile e a tutti gli stati del Centroamerica, dove i mezzi di informazione comunitari sono spesso osteggiati dai governi, sopraffatti da poche famiglie detentrici della grande maggioranza dei media, e spesso oggetto di minacce o peggio per la loro insostituibile attività di controinformazione, indipendenza e utile strumento per le popolazioni locali.
La maggior parte dei media alternativi ha definito il progetto di legge come una delle "migliori legislazioni in materia di libertà di espressione e informazione comunitaria in tutto il continente", nonostante il giudizio non trovi allineate alcune realtà facenti capo ad Ecos (Coordinadora de Radios Comunitarias del Uruguay). Nel loro comunicato pubblicato sul sito del nodo uruguayano di Indymedia (uruguay.indymedia.org), questa proposta di legge, approvata dalla Camera dei Deputati nel Maggio di quest'anno, non promuoverebbe una vera partecipazione sociale, soprattutto a causa delle numerose imposizioni burocratiche (una per tutte l'obbligatorietà di nominare una persona giuridica). Al contrario, Ecos propone una autoregolamentazione per quanto riguarda le frequenze, mentre contestano la discrezionalità del potere esecutivo nella concessione e amministrazione delle frequenze stesse.
Gli aspetti più significativi del progetto di legge prevedono il riconoscimento della radiodiffusione comunitaria come un settore complementare agli organi di comunicazione commerciali e statali, oltre a garantire alle radio comunitarie un terzo delle frequenze disponibili in AM e FM. Proprio il tema delle frequenze è sempre stato quello più controverso nella battaglia che spesso vede opposte le radio comunitarie contro governi e veri e propri oligopoli dell'informazione (spesso alleati in tutto il Sudamerica): al contrario, in Uruguay i media comunitari potranno finalmente usufruire del diritto di ottenere risorse economiche (tramite pubblicità, donazioni private, la concessione del patrocinio) per garantirsi il proprio sviluppo e una loro indipendenza economica.
Un altro punto innovativo del progetto di legge introdotto nella legislazione uruguayana prevede procedimenti trasparenti nella concessione delle frequenze, a partire dalla realizzazione di riunioni aperte al pubblico per la loro concessione e rinnovo: questo dovrebbe garantire, tramite l'impegno dello Stato, maggiori garanzie per il genere dei programmi che le radio comunitarie vorranno trasmettere, mentre finora l'assegnazione e il permesso di trasmissione erano utilizzati come meccanismi di censura indiretta più o meno velata da parte dei vari governi di turno. In questo contesto rientra la nascita di un organismo statale che ricoprirà una sorta di ruolo di garante, denominato Consejo Honorario Asesor de Radiodifusión Comunitaria, che sarà composto da rappresentanti dagli stessi rappresentanti delle radio comunitarie, da membri di università pubbliche e private e, infine, da associazioni in difesa della libertà di espressione.
La scelta dei senatori di apportare ulteriori miglioramenti al testo originale del progetto di legge, che peraltro non sarà modificato nei contenuti principali, porterà probabilmente il progetto ad un nuovo passaggio dalla Camera dei Deputati, ma molto probabilmente l'approvazione definitiva del progetto e la sua conversione in legge avverrà entro la fine dell’anno.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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