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Assassinata la leader degli indigeni Lenca dell'Honduras

Berta Cáceres, la protettrice del fiume

Nel 2015 aveva ricevuto il Goldman Environmental Prize, il 'Nobel alternativo' per l'ambiente e si batteva per la difesa dei diritti dei popoli indigeni
31 marzo 2016 - Beatrice Ruscio

Secondo la tradizione del popolo Lenca, nei fiumi risiedono gli spiriti femminili e le donne sono le loro principali guardiane. Il fiume Gualcarque era il fiume di Berta Cáceres, l'attivista ambientale, leader dei popoli indigeni dell'Honduras, assassinata nella sua casa di Intibucá, tra le montagne di La Esperanza.
La speranza... come il sentimento che non l'ha mai abbandonata e animato il suo spirito in difesa della sua terra e dell'intero pianeta. Un tentativo di rapina è stata la versione ufficiale. Versione che non convince la madre di Berta né la stampa mondiale.

Berta aveva imparato da sua madre a lottare per quello che riteneva giusto e aveva contribuito a fondare e coordinava il Consiglio dei popoli indigeni dell’Honduras (Copinh). Avrebbe compiuto 45 anni il giorno seguente ma, i fiori che sono stati lasciati per lei erano intrisi di lacrime, le lacrime di un popolo intero che piange la sua leader, la sua guida, la protettrice dei suoi fiumi. Berta Cáceres aveva ricevuto nel 2015 il Goldman Environmental Prize, il 'Nobel alternativo' per l'ambiente. Da anni lottava per difendere la sua terra dalle speculazioni di grandi multinazionali e aveva guidato la tribù Lenca, più di 400mila persone, nella protesta contro la costruzione della diga Agua Zarca, un imponente progetto idroelettrico che avrebbe impedito, di fatto, l'accesso al fiume Gualcarque da parte delle comunità locali. Un luogo sacro, una fonte indispensabile di acqua e cibo. Ma, anche, ricco di petrolio, tanto da diventare di interesse fondamentale per le grandi multinazionali.

Niente e nessuno era riuscito a fermarla, né le minacce di violenza personale, né quelle rivolte a sua madre o ai suoi stessi figli, costretti però a fuggire in Argentina. Troppo importante lottare per una giusta causa, quella della sua gente. La campagna intrapresa da Berta Cáceres, insieme al popolo Lenca aveva ottenuto che la compagnia cinese Sinohydro ritirasse la sua partecipazione al progetto idroelettrico, così come i maggiori finanziatori (tra i quali la Banca Mondiale), abbandonassero l'iniziativa. Una grande vittoria per una semplice donna, innamorata della sua terra, tanto da difenderla a costo della sua stessa vita.

In Honduras, tra il 2002 e il 2014 si sono verificati 111 assassini di attivisti ambientali. “Più di 80 sono avvenuti solo negli ultimi tre anni in una regione, Bajo Aguán”, dice Chris Moye di Global Witness. La ONG dichiara che mentre i governi si riuniscono costantemente per discutere in forum globali sui cambiamenti climatici, le persone che si trovano in prima linea per la difesa dei fiumi e dei territori, muoiono impunemente, senza neanche meritarsi il giusto spazio sulla stampa internazionale.
Non è stato il caso di Berta che ha saputo risvegliare la coscienza di un intero popolo, fino a portare la sua battaglia per la difesa dell'ambiente e dei fiumi all'attenzione mondiale. In memoria di questa donna coraggiosa e per tutte quelle persone che lottano, ogni giorno, in difesa della propria terra, per il diritto a vivere in un ambiente sano, per il futuro dei propri figli. Berta Cáceres

 

"Dare la vita per la protezione dei fiumi, è dare la vita per il benessere dell'umanità e di questo pianeta". (Berta Cáceres, 1971-2016)

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