La Chiesa di tutti
– Prometti a me, e miei successori, filiale rispetto e obbedienza?
– Lo prometto.
– Dio, che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento.
Gli autori, invece, ci prendono per mano portandoci a scoprire, già nel sottotitolo, il sottobosco di un’altra Chiesa: tante – e, dico per fortuna, sicuramente non tutte – esperienze ecclesiali di frontiera (chiamiamole “diverse”) le quali includono i gruppi di base, i movimenti e le comunità, fino a tanti preti e laici cosiddetti “non allineati”.
Un sottobosco fatto di uomini e donne che anziché dire: «Io credo in Dio, ma non nella Chiesa.» hanno scelto di cambiare la Chiesa dall’interno. E così, spulciando il libro quasi fosse un elenco del telefono (l’ultimo capitolo – infatti – è provvidenzialmente sottotitolato come «Pagine gialle dell’“altra Chiesa”») si scoprono realtà impensabili, anche per chi non vive la Chiesa nel quotidiano.
Ripercorrendo a ritroso il testo, troviamo le riviste, sopratutto quelle che hanno incontrato non pochi problemi per non aver risparmiato ‘critiche’ alla gerarchia ecclesiastica. Ripercorrere questi fatti richiederebbe un altro libro (che ci auguriamo). Dopodiché l’occhio non può non cascare sui “gruppi gay credenti” (sì, esistono e sono più numerosi di quel che si pensi) fino alle questioni sociali ed alle “comunità cristiane di Base”.
Sfogliando ancora indietro le pagine incontriamo le buone pratiche: sei belle realtà figlie del Concilio Vaticano II. Impossibile non soffermarsi sulle attività svolte dalla Casa di Rut la cui missione è liberare uomini e donne da ogni forma di schiavitù. Ricordo la famiglia di un mio amico missionario (in Sud Africa) ai tempi in cui venne trasferito a Castel Volturno: «Ci sentivamo più sicuri prima.» come segno che anche – e soprattutto l’Italia – è, oggi più che mai, terra di missione.
Poi incontriamo i cosiddetti “principi non negoziabili”, quelle cose su cui la Chiesa non è mai stata disposta ad arretrare nemmeno di un millimetro il suo dialogo. Il caso più eclatante è la crociata contro la legge 40 in materia di procreazione medicalmente assistita. L’astensione al referendum (chiesta a gran voce dal cardinale politico – come lui stesso si è definito – Camillo Ruini) ha fatto sì che oggi tutto quello che vieta la norma può essere compiuto. All’estero. Per chi può permetterselo. Analoga risonanza ebbero le esequie negate a Piergiorgio Welby. I nomi, anche delle comparse, qui non vengono dimenticati.
Il terzo capitolo comincia con un passo del vangelo noto a tutti: «[...] dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.» Una scelta sobria per parlare di un tema d’attualità anche duemila anni fa: «Avete trasformato la casa di mio Padre in un mercato.» si parla sì di otto per mille, ma anche della legislazione italiana incline a favorire le scuole cattoliche togliendo risorse a quelle pubbliche, fino ai docenti di religione nominati dal Vescovo e pagati dallo Stato. Gli autori si chiedono sconsolati che fine avranno fatto i documenti conciliari dove si parlava di «povertà nella Chiesa e della Chiesa» sogno di una Chiesa povera e dei poveri.
Nel secondo capitolo viene presentato il “dissenso cattolico”, per poi analizzarlo ed approfondirlo nei capitoli seguenti. Qui vengono presentate una per una, sia le associazioni, sia i movimenti culturali come la “Teologia della Liberazione” ed altri che subirono una lotta senza quartiere poiché pericolose: si allontanavano (senza farne mistero) dal magistero e dalla tradizione.
Infine, il libro si apre con una breve storia del cattolicesimo sociale e non allineato. Qualcosa che scritta così fa pensare a Peppene e don Camillo ma in realtà si tratta di icone molto più semplici, tutte interne alla Chiesa. Come quando, nel 2000 – in occasione dell’iniziativa dei missionari Comboniani “Millennio senza esclusi” – vidi padre Alex Zanotelli puntare l’indice verso l’allora vescovo di Pesaro Angelo Bagnasco: «Eccellenza, nei paesi poveri e sfruttati stanno morendo come mosche: glielo vogliamo dare questo preservativo, o no?»
La Chiesa di tutti è un libro tascabile (appena 192 pagine), che quando l’ho sfogliato mi ha subito riportato alla mente un profetico convegno missionario di decenni fa, quando uno dei partecipanti – rivolto ad una suora – le disse: «Si ricordi, bisogna avere paura dei laici, perché noi laici non abbiamo fatto voto d’obbedienza!»
Buona lettura.
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