Coordinamento per la tutela della costa teatina

Arrivano la la “Legge Fogna” e la Legge “Anti-sole”.

Comunicato stampa del WWF Abruzzo e di Legambiente Abruzzo
4 dicembre 2007

E il Consiglio Regionale abruzzese vara la “Legge Fogna” e la Legge “Anti-sole”.
Due provvedimenti grotteschi!

Per i limiti degli scarichi fognari si torna a prima della Legge Merli degli anni ’70 del secolo scorso.
Mai più impianti fotovoltaici su scuole, ospedali, comuni e terreni pubblici se posti a 500 metri dalle abitazioni.
L’Abruzzo si autosospende dal contesto europeo su scarichi fognari e produzione di energia rinnovabile.

Su scarichi fognari ed energia rinnovabile l’Abruzzo decide di allontanarsi dalle politiche comunitarie e nazionali.

Il consiglio regionale abruzzese ha varato ad ottobre due norme relative ai limiti degli scarichi fognari e ai nuovi impianti fotovoltaici.
La prima, inserita nella dibattutissima Legge regionale “Omnibus”, consiste in una vasta sanatoria per chi ha superato i limiti per gli scarichi. Si tratta dei diffusissimi impianti che scaricano nei fiumi di capacità sotto i 2000 abitanti equivalenti (che servono la quasi totalità dei 305 comuni abruzzesi) e degli impianti che scaricano in mare fino a 10000 abitanti equivalenti (gran parte dei comuni costieri della regione).
La seconda inserita nella cosiddetta “Legge sull’insonnia”, divenuta poi la parziale modifica della Omnibus varata tre settimane prima, ha aggiunto il divieto ai soggetti pubblici di installare impianti fotovoltaici su terreni ed edifici, quali ospedali, comuni, scuole, caserme ecc., ad una distanza inferiore a 500 metri da ogni abitazione.

Insomma, libertà di inquinare ai livelli di 30 anni fa e divieto di produrre energia dal sole!

Dichiara Dante Caserta, presidente regionale del WWF “Il combinato disposto di queste due leggine regionali fa uscire l’Abruzzo dal contesto europeo su due settori chiave come l’energia e la qualità delle acque fluviali e costiere. Si tratta di norme assurde. I fiumi abruzzesi, come accertato dai dati dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente, sono in pessimo stato e peggiorano di anno in anno, allontanandosi dagli obiettivi europei che prevedono entro il 2008 il raggiungimento dello stato “sufficiente” per la qualità delle acque di tutti i punti di campionamento. Questa legge preclude qualsiasi tentativo di porre rimedio a questa situazione ed espone la regione all’intervento sanzionatorio della Commissione Europea. Sulle acque costiere è veramente incredibile poiché, oltre all’ambiente, colpisce un settore nevralgico dell’economia regionale quale il turismo balneare per le immediate conseguenze sulla qualità dell’acqua del mare”.

Dichiara Angelo Di Matteo, segretario regionale di Legambiente “Sul fotovoltaico praticamente si potranno installare impianti solo sugli isolati rifugi montani! Da un lato l’assessorato regionale all’ambiente sta predisponendo un piano energetico che punta sulle fonti rinnovabili e dall’altro il Consiglio Regionale vanifica, con una legge di cui non si comprende la logica, ogni tentativo di affrancarci dal consumo di combustibili fossili per la produzione energetica. La Regione Abruzzo si pone in netto contrasto con le indicazioni mondiali, comunitarie e nazionali. L’emergenza climatica è tra noi ma, evidentemente, non allarma il Consiglio Regionale. Sulla questione degli scarichi, poi, si ricorda che i cittadini sostengono il costo della depurazione nella tariffa dell’acqua ed è incredibile che si voglia sanare un’inefficienza su un servizio che la comunità paga”.

Le due associazioni lanciano un appello a tutti i consiglieri e alla Giunta Regionale per un immediato intervento che annulli le grottesche disposizioni e, allo stesso tempo, che isoli i maldestri tentativi di singoli consiglieri regionali che si tramutano in una sconfitta non solo per tutti i cittadini abruzzesi, ma per tutti coloro che hanno cercato di operare nel rispetto delle normative vigenti.
In questo senso le associazioni stigmatizzano le gravissime prese di posizione favorevoli al provvedimento sugli scarichi di alcuni amministratori che nelle loro esternazioni non tengono in alcun conto le conseguenze che tale provvedimento comporta sullo stato dell’ambiente regionale.

INFO: 3683188739 (De Sanctis) – 3478489363 (Di Matteo)

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