Conflitti

Denunciate nuove torture da parte dei soldati americani

29 settembre 2005
Fonte: Human right watch

Secondo i soldati gli abusi sono il risultato di carenze ai vertici di comando.

(New York, 24 settembre 2005) -- In base alle testimonianze di alcuni soldati,
pubblicate oggi da Human Rights Watch, i detenuti di una base statunitense
dell?Iraq centrale sono stati vittime, dal 2003 e per il 2004, di duri pestaggi
ed altre torture da parte delle truppe americane, spesso seguendo gli ordini
o con l?approvazione dei loro superiori.

Il nuovo rapporto, "Leadership Failure: Firsthand Accounts of Torture of
Iraqi
Detainees by the U.S. Army's 82nd Airborne Division," contiene le testimonianze
di prima mano di abusi sui detenuti commessi dalle truppe della 82esima Divisione
aerotrasportata di stanza alla base americana Mercury (Forward Operating
Base Mercury), vicino Fallujah.

Tre membri dell?esercito statunitense, due sergenti e un capitano, descrivono
gli abituali, violenti pestaggi sui prigionieri e altri trattamenti disumani.
In un?occasione un soldato avrebbe fratturato la gamba ad un prigioniero
con una mazza da baseball. In altri casi i reclusi erano costretti a reggere,
con le braccia distese, delle brocche da 20 litri d?acqua e ad eseguire altri
ordini finché non svenivano. Ai prigionieri inoltre venivano applicate sostanze
chimiche sulla pelle e sugli occhi, oppure erano costretti a tenere delle
posizioni massacranti, sottoposti alla privazione del sonno e a condizioni
di temperatura estreme. I detenuti venivano anche ammassati a formare piramidi
umane e privati di cibo e acqua. I soldati hanno inoltre descritto degli
abusi di cui sono stati testimoni oppure a cui hanno preso parte in un?altra
base in Iraq e durante precedenti incarichi in Afghanistan.

Secondo i resoconti dei tre testimoni, le violenze sui detenuti rientravano
nei metodi di interrogatorio militare o servivano semplicemente a ?scaricare
la tensione?. In molti casi, riferiscono i militari, gli abusi erano ordinati
specificamente dal personale del ?Military Intelligence? prima degli interrogatori
e gli ufficiali superiori, del Military Intelligence e non, erano a conoscenza
della diffusione degli abusi. Le testimonianze dimostrano che gli abusi erano
da imputare a carenze civili e militari dei vertici e alla confusione in
merito agli standard degli interrogatori e all?applicazione delle Convenzioni
di Ginevra, screditando così le dichiarazioni dell?amministrazione Bush per
cui gli abusi sui detenuti da parte delle forze americane sarebbero stati
casi isolati, eccezionali e non collegati a una linea di condotta regolamentata.

? L?amministrazione pretendeva che i soldati estorcessero informazioni ai
detenuti senza dire loro quel che era permesso e proibito,? afferma Tom Malinowski,
responsabile per Washington di Human Rights Watch. ?Però quando, inevitabilmente,
seguivano gli abusi, i vertici accusavano i soldati sul campo invece di assumersi
la responsabilità.?

I soldati facevano riferimento alle tecniche d?abuso come lo ?smoking? o
il ?fucking? dei detenuti, i quali venivano chiamati ?PUCs?, cioè Persons
Under Control. ?Smoking a PUC? significava sfinire i detenuti con esercizi
fisici (a volte fino alla perdita di coscienza) o costringerli ad assumere
posizioni dolorose. ?Fucking a PUC? alludeva alle violenze e torture su di
un detenuto. I soldati hanno riferito che il personale della Military Intelligence
dava regolarmente istruzioni ai soldati di ?smoke? i detenuti prima degli
interrogatori.

Un sergente ha raccontato allo HRW: ?Tutti alla base sapevano che se si voleva
sfogare la frustrazione ci si presentava alla tenda dei PUC. Era quasi uno
sport. Un giorno [un sergente] arriva e ordina ad un PUC di stringere un
palo. Poi gli dice di piegarsi e gli rompe una gamba con una mini Louisville
Slugger, una mazza di metallo.?

L?ufficiale che ha parlato con lo HRW aveva cercato persistentemente, per
17 mesi, di ottenere spiegazioni sugli abusi dai suoi superiori nella scala
di comando e di ottenere regole più chiare sul trattamento corretto dei detenuti,
ma hanno continuato a rispondergli di ignorare gli abusi e di ?pensare alla
propria carriera?. A suo parere, non lo presero sul serio finché non contattò
alcuni membri del Congresso in merito alla questione. Quando l?ufficiale,
questo mese, ha fissato un appuntamento con dei membri dello staff dei senatori
John McCain e John Warner, il suo ufficiale in comando gli ha negato il pass
per lasciare la base. Parecchi giorni dopo l?ufficiale è stato interrogato
dagli investigatori dell?Army Criminal Investigative Division e dell?Inspector
General, e si è parlato dell?istituzione di un?indagine ufficiale da parte
dell?esercito. Nessun esito hanno avuto i numerosi tentativi dello HRW di
contattare l? 82esima Divisione Aerotrasportata in merito alle gravi accuse
contenute nel rapporto.

Le testimonianze dei soldati dimostrano l?incertezza diffusa fra le unità
militari sulle norme legali applicabili ai detenuti. Uno dei sergenti citati
nel rapporto descrive quanto la pratica degli abusi fosse accettata dalle
unità militari:

?Si accettava l?andazzo. I capi non riuscivano a fornire delle linee di condotta
chiare e così noi ce le elaboravamo. Volevano informazioni segrete. E, a
patto che fra i PUCs non ci scappasse il morto, le ottenevano. Sentimmo voci
di PUCs che erano morti quindi ci stavamo attenti. Ci limitavamo a braccia
rotte, gambe rotte e robe così.?

I resoconti dei soldati mettono in discussione le posizioni dell?amministrazione
Bush, per cui i vertici militari e civili non avrebbero avuto alcun ruolo
negli abusi. L?ufficiale citato nel rapporto ha riferito allo HRW che secondo
lui gli abusi a cui ha assistito in Iraq e Afghanistan sono dovuti in parte
alla decisione del Presidente Bush del 2002 di non applicare le norme della
Convenzione di Ginevra sulla protezione ai detenuti catturati in Afghanistan:

?[In Afghanistan,] pensavo che tutta la catena di comando, su fin alla National
Command Authority [il presidente Bush e il segretario alla difesa Donald
Rumsfeld], avessero stabilito che noi dovessimo interrogare i prigionieri
con le maniere forti... Sapevamo quali sono i confini stabiliti dalla Convenzione
di Ginevra, ma poi ci si confonde quando il ?Sec Def? [Segretario alla difesa]
e il Presidente fanno quella dichiarazione [che la convenzione di Ginevra
non si applica ai detenuti]... Se avessi creduto che si stavano seguendo
le convenzioni di Ginevra avrei indagato, come ufficiale, su quella che era
chiaramente una situazione molto sospetta.?

L?ufficiale afferma che la posizione di Bush sull?Afghanistan ha inciso sulle
politiche di detenzione e di interrogatorio dei detenuti in Iraq: ?Non ci
fu nessun cambiamento nelle linee di condotta dell?unità. L?Iraq venne proposto
come parte della Guerra al Terrore, non come un?entità separata in se stessa
ma come una parte di una guerra più ampia.?

Come afferma, parlando dei suoi compiti, uno dei sergenti citati nel rapporto,
?le Convenzioni di Ginevra sono dubbie e noi non sapevamo che eravamo tenuti
a seguirla.... non ci hanno mai istruiti sulle norme delle Convenzioni di
Ginevra.?

Human Rights Watch ha rinnovato l?invito all?amministrazione affinchè istituisca
un consiglio speciale per condurre una completa indagine penale del personale
militare e civile, compresi ufficiali di alto grado che possono essere coinvolti
negli abusi a detenuti in Iraq, Afghanistan o altrove.

L?associazione per i diritti umani ha inoltre fatto un appello al Congresso
americano affinchè crei una commissione speciale, su modello della commissione
per l?11 settembre, che indaghi sugli abusi ai prigionieri e metta in atto
la legislazione proposta che vieta qualsiasi forma di trattamento dei detenuti
non autorizzata specificamente dall??Army Field Manual on Intelligence Interrogation?
e tutti i trattamenti proibiti dalla Convenzione contro la tortura.

?Quando un esperto ufficiale dell?esercito si espone a tal punto per denunciare
che c?è qualcosa di sistematicamente sbagliato è ora che l?amministrazione
e il Congresso ascoltino?, dice Malinowski. ?Ciò significa permettere un?indagine
veramente indipendente sulle politiche decisionali che hanno portato agli
abusi e istruire le truppe sul campo su tecniche di interrogatorio chiare
e legali.?

Note: traduzione di Silvia Andriolo
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