Intervista a Khair al-Din Hasib, padre del nazionalismo panarabo: "Ovunque, quando ci sia occupazione, ci sarà resistenza"
Kahir al-Din Hasib è conosciuto come il padre del Nazionalismo Panarabo. E' nato in Iraq nel 1921, sebbene possieda la nazionalità di 22 paesi arabi. Laureato nell'Università di Bagdad dove fu insegnante universitario negli anni 60, è stato direttore della Banca Centrale dell'Iraq tra il 1963 e il 1965, direttore generale del Centro Studi dell'Unità Araba nel 1981, responsabile del programma della commissione economica delle Nazioni Unite per l'Asia Occidentale, e inoltre ha scritto su economia e politica. E' stato incarcerato più di due anni durante il governo di Saddam Hussein. Hasib vincola il futuro della Palestina a quello dell'Iraq sostenendo che se gli iracheni riescono ad espellere gli occupanti capeggiati dagli Stati Uniti, i centri del potere già presenti nella regione, si riorganizzeranno. Aljazeera.net: qual'è la sua valutazione della vita politica nell'Iraq post Saddam? Khair al-Din Hasib: Il processo politico è gestito dall'occupazione Statunitense. Paul Bremer (il precedente amministratore dell'Iraq) creò il Consiglio di Governo Iracheno (CGI) , e la maggior parte dei suoi componenti furono portati in Iraq dalle forze di occupazione. Il CGI ha dato origine a un governo simile a se stesso. Il consiglio Nazionale Iracheno fu creato nello stesso modo, cioè, la maggioranza dei membri sono collaboratori delle forze di occupazione. Abbiamo visto come è stato boicottato dalla maggioranza nazionalista irachena e dai movimenti islamici. Questo vuole dire che qualsiasi decisione che non ottenga l'approvazione delle forze di occupazione, non la otterrà neppure dal Consiglio. Aljazeera.net : Ma le notizie dicono che in Iraq molte cose sono migliorate. Allora, qual'è il problema nell'accettare il nuovo status quo? Khair al-Din Hasib: Gli ufficiali statunitensi sono molto orgogliosi nel dire che loro hanno aperto alcune scuole in Iraq. Ma non c'erano scuole in Iraq prima dell'occupazione? L'Iraq fu insignita dall'UNESCO nel 1981 per essere stato il primo paese in via di sviluppo ad aver eliminato l'analfabetismo. Sempre su questo argomento, mi permetta di accennare quanto segue: nel 1991 le forze guidate dagli Stati Uniti bombardarono l'Iraq per 42 giorni. Il livello di distruzione subito dalle infrastrutture fu tre volte superiore alla distruzione subita nel 2003. Ciò nonostante tutto tornò alla normalità in pochi mesi. Perché oggi gli iracheni soffrono ancora per la mancanza di corrente elettrica e di acqua potabile dopo 18 mesi di occupazione? Aljazeera.net: Il 21 Agosto scorso Lei partecipò alla 14° riunione della Gioventù Nazionale Panarabe, e disse che la formazione religiosa dei neoconservatori degli Stati Uniti fa sì che si interessino molto dalla sicurezza di Israele, come una delle ragioni principali dell'invasione dell'Iraq. Può spiegarlo meglio? Khair al-Din Hasib: Tra le principali minacce all'entità sionista (Israele) c'era la potenza militare ed economica dell'Iraq, in special modo dopo il fallimento di tutti i tentativi per integrarla nei negoziati con Israele. Nel 1975 l'ambasciatore iracheno a Parigi è stato l'anfitrione di una riunione segreta tra Henry Kissinger e l'allora ministro degli Esteri iracheno Saadun Hammadi. Dopo alcune discussioni Hammadi disse a Kissinger, "c'è un problema profondo tra voi e noi (USA e Iraq), ed è il riconoscimento di Israele. Per noi è impensabile." Penso che questa è la ragione per cui gli Stati Uniti erano interessati non solo a spodestare il governo iracheno ma anche a distruggere lo stato e l'esercito iracheno, che aveva partecipato a tutte le guerre arabo-israeliane (1948, 1967 e 1973) anche se l'Iraq non ha frontiere in comune con Israele. Aljazeera.net: L'affermazione che l'origine della guerra in Iraq era il petrolio è stata causa di varie controversie. Lei pensa che il petrolio ha a che fare con la guerra? Khair al-Din Hasib: Gli Stati Uniti stanno importando il 55 -60% del consumo interno di petrolio e si pensa che la percentuale arriverà al 70% entro i prossimi dieci anni. Questo vuole dire che gli Stati Uniti hanno bisogno del petrolio per il consumo interno come arma economica. Non dobbiamo dimenticare che l'Europa non segue gli Stati Uniti come pensano in molti. Dopo il collasso dell'Unione Sovietica, Europa non ha più bisogno degli Stati Uniti, e gli Stati Uniti lo sanno. Nell'emisfero orientale abbiamo la Cina il cui PIL (Prodotto Interno Lordo) si pensa supererà nel futuro quello dell'America. Essendo consapevoli che Europa e altri grandi contendenti stanno cercando di riservarsi un proprio posto nel mondo di domani, gli Stati Uniti sono interessati nell'interrompere il flusso di petrolio verso questi blocchi concorrenti. Penso che è vitale per qualsiasi potere poter controllare la risorsa più importante del mondo: il petrolio. Aljazeera.net: Nel XX secolo i nazionalisti arabi si sono riuniti attorno a l'idea di uno Stato Panarabo. Che rilevanza ha oggi questa posizione? Khair al-Din Hasib: Ovviamente la scena internazionale ha cambiato drammaticamente negli ultimi 20 anni. Il mondo non ha più i due poli di attrazione che aveva solo qualche decennio fa. Procede verso blocchi strategici - cioè, l'Unione Europea (UE) e l'Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN). Direi che gli stati individuali non avranno posto nel futuro. Blocchi di popolazione con meno di 300 milioni di abitanti non saranno presi in considerazione, gli arabi devono rendersi conto di questo. Aljazeera.net: Come considera le attuali operazioni di resistenza in Iraq contro le forze capeggiate dagli Stati Uniti? Khair al-Din Hasib: Ovunque, quando ci sia occupazione, ci sarà resistenza. La resistenza irachena è molto ben organizzata, parte di questa organizzazione è stata pianificata dal governo di Saddam Husseim molto prima della guerra in Iraq. La resistenza irachena comprende tutti i partiti iracheni e i rapporti su questo argomento evidenziano che hanno un elevato livello di coordinamento. Aljazeera.net: Come politico veterano e pensatore, cosa direbbe al popolo iracheno? Khair al-Din Hasib: Mi piacerebbe dirgli che devono poter differenziare tra il governo e la patria, e vorrei raccontargli la mia storia. Il governo di Saddam mi mise in carcere per più di due anni durante i quali ho sofferto molto. Ma quando mi liberarono sono andato a Beirut e lì iniziai un trattamento psicologico per potermi disfare di tutti i cattivi ricordi e sentimenti verso il mio paese. In questo modo sono riuscito a prevenire il fatto che le mie esperienze dolorose condizionassero i miei sentimenti nazionalisti.
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