Settembre secondo mese in classifica per le morti in Iraq
Washington Settembre è il secondo della lista per il numero di morti americani in Iraq, facendo salire a circa 500 il numero di perdite dalla fine di marzo. Il Pentagono ha annunciato domenica sera che due soldati sono morti la settimana scorsa per le ferite riportate ed un altro è stato ucciso da una bomba il 30 settembre: sono 80 i morti nel mese di settembre, erano stati 65 ad agosto e 80 in maggio. Il mese peggiore per le truppe americane è stato aprile, quando i morti sono stati 135. Qualcuno sperava che la violenza sarebbe diminuita dopo l'insediamento del governo iracheno il 28 giugno, ma il numero dei morti è cresciuto costantemente da allora. 42 militari americani sono morti in giugno e 54 in luglio. In risposta al Consiglio per le Relazioni Estere, il segretario alla difesa Donald H. Rumsfeld ha dichiarato che i morti nell'esercito americano sono stati oltre 1.000, dall'11 settembre 2001. Non ha specificato il numero dei morti in Iraq, ma ha detto "si tratta di difendere la libertà" per questo le truppe americane combattono in Iraq come in Afghanistan. "Le perdite, la violenza, le auto bomba, gli obiettivi devono rimanere fissi" ha dichiarato "questa è la fotografia del nostro mondo se gli estremisti dovessero prevalere". Nell'annuncio di domenica sera, il Pentagono ha dichiarato che Allen Nolan, un riservista dell'Ohio, è morto domenica a Fort Sam, a Houston nel Texas, per le ferite riportate il 18 settembre, a Balad in Iraq, quando il suo veicolo è esploso su una bomba. Nolan, 38 anni, era un riservista della 660° compagnia di Trasporto a Zanesville in Ohio. Il sergente Mike A. Dennie, 31 anni, di Fayetteville, N.C., è morto venerdì per un incidente con il suo mezzo avvenuto in Iraq. Dennie era nel 106° battaglione di Kitzinger, Germania. Il totale dei morti americani (esattamente 1.058) include 3 civili del Dipartimento della Difesa: 917 sono morti da quando il presidente Bush ha ordinato di inasprire i combattimenti il 1° marzo 2003.
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