"Chi global?" Cittadini di un mondo tra centri e periferie

Convegno internazionale di Mani Tese con il contributo della Provincia autonoma di Trento Riva del Garda (TN) - 4,5 e 6 novembre 2006
10 ottobre 2006

Chi global? Chi sono i sommersi e i salvati della globalizzazione? Chi sono i pochi che continuano a ricavare benefici da un'economica così lontana dalla vita quotidiana delle persone, mettendo a rischio la speranza di un futuro migliore di tutti? Qual è il ruolo dell'Europa? E l'Italia ha vinto o ha perso in questo gioco? Con il Convegno internazionale, appuntamento tradizionale per la società civile italiana dal 1983, Mani Tese prova a tracciare un bilancio dei processi di globalizzazione. L'appuntamento è presso il Centro congressi di Riva del Garda (TN), dal 4 al 6 novembre. È innegabile che il liberismo economico e la fine del sistema bipolare abbiano rappresentato una vera rivoluzione, capace di ribaltare gli assi cartesiani del movimento e della solidarietà internazionale. Oggi le dinamiche e i processi globali non si misurano più sull'asse Nord Sud, quello degli squilibri nella distribuzione della ricchezza e dello sfruttamento dell'ambiente e delle risorse naturali. La nuova geografia è quella di pochi centri di potere (le istituzioni finanziarie internazionali, il G8,le grandi banche d'affari, le Borse valori, le grandi corporation e un pugno di uomini ricchissimi) e di periferie globali (l'Africa, il precariato, i migranti nelle grandi metropoli del Nord e del Sud del mondo, i contadini, il mondo indigeno, interi settori economici in crisi). È così: da un lato c'è chi può continuare il gioco, dall'altro chi è fuori. La società del ventunesimo secolo non è più in grado di cogliere la ricchezza della globalizzazione culturale, dell'incontro con l'altro. Sono andati persi, in trent'anni, gli insegnamenti di millenni di migrazioni e scambi tra i popoli. Oggi -nel sistema delle periferie globali- le persone migranti sono una minaccia. E le politiche migratorie dell'Europa e dell'Italia lo testimoniano. Questi i temi che saranno sviluppati in quattro tavole rotonde. La prima, Globalizzazione: i sommersi e i salvati, sarà aperta da una relazione introduttiva di Nicola Bullard, di Focus on the Global South, Thailandia, discussa con Innocenzo Cipolletta, presidente del gruppo FFSS e già vicepresidente di Confindustria, e con Alessandro Volpi, docente dell'Università di Pisa. La seconda, Regionalismi o regole globali? Le scelte politiche per un diverso ordine mondiale, introdotta da Samir Amin del Forum mondiale delle alternative, vedrà la partecipazione di Danilo Zolo dell'Università di Firenze e Laura Carlsen dell'International Relations Center, negli Stati Uniti d'America. La terza, Le nuove identità culturali dopo il mito del villaggio globale affronterà il tema della ricchezza dei processi di globalizzazione da un punto di vista culturale. Interverranno Jeuneviéve Makaping, antropologa di origine africana dell'Università della Calabria, Gloria Muñoz Ramirez, giornalista e scrittrice messicana e Marco Revelli, dell'Università del Piemonte Orientale. Infine, la quarta sessione -L'Italia nello scacchiere mondiale, centro o nuova periferia ?- dedicata al nostra Paese e moderata da Sabina Siniscalchi, ex segretaria nazionale di Mani Tese e deputato al Parlamento italiano, vedrà la partecipazione di padre Alex Zanotelli e di Tonino Perna dell'Università di Messina e di Patrizia Sentinelli, sottosegretario al Ministero degli esteri. Il convegno proseguirà domenica pomeriggio e lunedì con una sessione speciale dedicata alla scuola, cui parteciperà Giorgio Dal Fiume, presidente del Consorzio CTM.

Note: Per informazioni: Ufficio Stampa Mani Tese - 02/4075165 pedone@manitese.it; 3389960030 (Erica Pedone) martinelli@manitese.it; 349 8686815 (Luca Martinelli)

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